Oltre 100 pipe, la foto di “Alfredino” Rampi nello studio, le caramelle Rossana, le carte da gioco, le foto con capi di Stato e i campioni dello sport. Visitare casa Pertini Voltolina, all’ultimo piano di Palazzo Castellani con vista su Fontana di Trevi, significa immergersi in uno dei capitoli più importanti e iconici della storia d’Italia a tutti i livelli: politico, sociale e di costume. Ivan Drogo Inglese, presidente dell’Ente Stati Generali del Patrimonio e direttore della casa, ha accompagnato idealista/news in un tour dell'appartamento dove ha vissuto il presidente più amato dagli italiani con sua moglie.
Un po’ di storia
Casa Pertini Voltolina si trova all’ultimo piano dell’Ottocentesco Palazzo Castellani, con un affaccio su piazza della Fontana di Trevi. Il presidente e la moglie, Carla Voltolina, vengono in questa casa nel 1978, quando Sandro Pertini viene eletto Presidente della Repubblica. “Vengono ad abitare in questa casa e non vanno ad abitare al Palazzo del Quirinale – spiega Ivan Drogo Inglese – per decisione della moglie, che motivò questa sua scelta”:
Caro Sandro, se vuoi fare il presidente degli italiani fallo pure, ma io non verrò mai a vivere in un luogo dove qualcuno mi dice a che ora mi devo alzare, che ora mi devo coricare, cosa devo mangiare, come mi devo vestire, ecc..
“Per cui al presidente non restò che approssimarsi sulla posizione della moglie Carla e vennero abitare in questa casa che aveva una caratteristica: è l'appartamento che ha la miglior vista sull'ufficio del marito, cioè sul palazzo del Quirinale”, completa il direttore della Casa Pertini Voltolina.
Come ci racconta il direttore Inglese, “La casa non è di grande superficie, ha un affaccio prestigioso, però 40 anni fa la piazza della Fontana di Trevi non è quella che vediamo oggi, densa di turisti, era un rione, il rione Trevi, dove c'erano le botteghe, gli artigiani ed era tutto molto differente e soprattutto tutti conoscevano il Presidente Pertini che si offriva con disponibilità, tutti erano orgogliosi del fatto che il Presidente Pertini abitasse nel loro rione”.
Negli stessi ambienti che oggi sono aperti al pubblico sono state molte le personalità che venivano a trovare Pertini, che si intrattenevano con lui, che fumavano con lui la pipa che giocavano a carte con lui, come racconta il direttore di casa Pertini Voltolina:
“Qui sono passati politici Capi di Stato, attori, registi, giornalisti, tutto il bel mondo di un'epoca che va sostanzialmente dalla metà degli anni 70 alla metà alla fine degli anni 80 quindi inizi degli anni 90. Perché Pertini è morto in questa casa nel 1990”.
Il progetto
Ma come è nato questo progetto? A spiegarcelo è proprio il direttore Ivan Drogo Inglese: “Circa un anno fa abbiamo deciso di riaprire la casa del presidente Pertini e lo abbiamo fatto di concerto con Roma Capitale, che è proprietaria di questo immobile. Siamo entrati la prima volta dopo venti anni che questo immobile era chiuso perché la moglie Carla Voltolina è morta in questa casa nel 2005”. E proprio i primi momenti sono stati i più emozionanti, secondo il direttore:
“Siamo entrati ci ha pervaso immediatamente l'energia che era racchiusa in questa casa da oltre vent'anni. E proprio questa energia è stato lo stimolo a voler portare a termine questo progetto, cioè riaprire la casa del presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini e della moglie Carla Voltolina per offrire la visita in questa loro casa alla pubblica fruibilità”.
I visitatori che varcano la soglia di casa passano da una stanza all’altra in un crescendo emotivo palpabile. Perché a ogni angolo si palesano suggestioni di vita quotidiana di una memoria collettiva. La piccola cucina sembra un posto già visto, è incredibile come l’odore richiami immediatamente a un luogo familiare, così come gli oggetti sparsi per l’appartamento.
Il merito è del lavoro minuzioso svolto per far tornare alla luce la casa in tutta la sua autenticità. “Abbiamo iniziato i lavori di restauro che sono durati sei mesi e, combinazione, l’impresa prescelta era impegnata a fare dei lavori di restauro al Palazzo del Quirinale, per cui anche per un collegamento naturale abbiamo scelto questa impresa che ci ha consentito di aprire la casa in soli sei mesi” svela il presidente dell'Ente Stati Generali del Patrimonio.
La parte più complessa dell'allestimento, ci tiene a precisare Ivan Drogo Inglese, è stata la direttrice di non creare un allestimento e quindi di distanziarsi con nettezza da un’esperienza riconducibile alla visita museale e didascalica.
“I visitatori hanno la suggestione che sia abitata, che sia ancora vissuta ed è proprio questa la percezione che noi vogliamo regalare ai nostri visitatori – spiega il direttore –non abbiamo teche e non abbiamo nulla che protegga e che si frapponga tra gli oggetti, e quindi le energie che ancora contengono, e i visitatori”.
E l’obiettivo è chiaro: “Noi vorremmo aumentare ancora di più quella che è la nostra capacità divulgativa attraverso la casa, facciamo quotidianamente educazione civica, perché venendo in questa casa non gli facciamo fare i visitatori semplicemente una visita, ma li proponiamo anche delle nozioni di educazione civica, per cui escono da questa casa sapendo quanti sono stati i Presidenti della Repubblica, quali sono stati, quali sono le loro funzioni, come vivono e come esercitano il loro ruolo. Per cui c'è anche una funzione didattica molto apprezzata, peraltro”.
Il riscontro del pubblico
“Noi siamo molto contenti del riscontro di pubblico che ha avuto questa casa”, afferma il direttore della Casa Pertini Voltolina, che, quando gli viene chiesto quali sono gli elementi che suggestionano maggiormente i visitatori, cita tre elementi su tutti: “le carte, perché rappresentano la prima passione del Presidente, chiunque venisse in questa casa veniva ‘costretto’ a giocare a carte. Secondo elemento: le oltre 100 pipe che sono custodite in questa casa alcune donate da personalità molto importanti”.
Ma, forse più di tutto, c’è un altro dettaglio in grado di toccare le corde della memoria collettiva di diverse generazioni: “Una foto colpisce più delle altre, la foto di un bambino, Alfredino Rampi, che morì tragicamente nel 1981 in un pozzo qui vicino Roma, a Vermicino. Pertini fu molto colpito da questo fatto e dall'81 al 90, anno della morte del presidente, tenne davanti alla sua scrivania la foto di Alfredino. Di fronte a questa foto ho visto molta commozione”.
Le caratteristiche della casa
Si tratta una casa di non vaste dimensioni, che complessivamente ha una superficie di 150 metri quadrati. Si compone di un salotto, una sala da pranzo, un cucinino, uno studio biblioteca, una camera da letto con annesso guardaroba e poi di una straordinaria terrazza con vista sulla piazza di Fontana di Trevi e su tutta la Città Eterna.
Una posizione unica che, come racconta Ivan Drogo Inglese, fa gola a tanti: “Riceviamo periodicamente offerte di acquisto per questo appartamento e, devo dire, non tanto per il fatto che ci abbia abitato un Presidente della Repubblica, ma soprattutto per il suo affaccio, per il suo posizionamento. Naturalmente sono offerte che, nel gergo, vengono considerate irricevibili”.










1 Commenti:
Meraviglioso progetto
per commentare devi effettuare il login con il tuo account