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Perché l’extralberghiero non è ancora fuori dalla crisi e quali i rischi per il settore

Mikele Designer da Pixabay
Mikele Designer da Pixabay
Autore: Redazione

Il momento più difficile, forse, è alle spalle, ma la crisi dovuta al covid pesa ancora sul mercato delle case vacanza. Property Managers Italia ha analizzato lo scenario attuale e ha individuato i punti da cui ripartire per il rilancio definitivo del turismo extralberghiero.

Tutto sommato, è stata un’estate positiva per il comparto dell’extralberghiero italiano, che sta cercando di uscire dalla crisi, ma su cui pesa ancora la mancanza di visitatori da oltreoceano che rappresentavano una fetta importante dei flussi turistici del periodo pre pandemico.

L’estate è andata bene – ha spiegato Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia - le strutture hanno registrato il tutto esaurito perché dopo la pandemia c’era tanta voglia di viaggiare. Tuttavia, mancano ancora all’appello i turisti che vengono da fuori Europa: tanti tedeschi, francesi, olandesi arrivati in Italia in macchina, ma niente americani o cinesi e per il comparto questo rappresenta un grosso problema”.

La fotografia scattata da Property Managers Italia è confermata anche dai dati di Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia promosso dall'associazione Property Managers Italia. “La quasi totalità dei turisti presenti quest’estate in Italia proveniva dall'area Schengen”, ha evidenziato Marco Nicosia data analyst di Otex e fondatore di Full price.

Dalle performance di otto delle principali destinazioni turistiche italiane (Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Torre dell’Orso, Olbia e Lago Maggiore) emerge che la quota maggioritaria è rappresentata dai turisti italiani - con la sola eccezione del Lago Maggiore dove prevalgono i tedeschi -, mentre gli altri visitatori provengono tutti da Paesi europei: Svizzera, Spagna, Regno Unito (solo a Firenze con un 4% di turisti), Paesi Bassi, Germania, Francia e Austria.

“Per aiutare il comparto serve un intervento del Governo, altrimenti di questo passo i proprietari saranno costretti a svendere il nostro patrimonio agli stranieri - aggiunge Bettanin - purtroppo questa è una tendenza già in atto. Moltissime aziende in questi mesi sono chiuse e sono state costrette a cedere parte del patrimonio immobiliare italiano a chi viene da fuori”.

"Nelle principali mete turistiche grandi gruppi immobiliari o di investimento stanno comprando immobili che i proprietari italiani non riescono più a mantenere. E’ necessario che il Governo pensi a come aiutare le aziende a riqualificare e valorizzare il patrimonio immobiliare - avverte Bettanin - perché il turismo rappresenta il volano della nostra economia e non possiamo permettere che i suoi proventi finiscano all’estero. Questo è un problema di cui il Governo deve prendere coscienza e su cui deve intervenire”.