Cosa pesa di più sulle recensioni di una casa vacanza?

Basta un piccolo inconveniente per trasformare un soggiorno in una recensione negativa, con ricadute sulla reputazione dell'immobile e sul business di host e property manager
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GTRES

I proprietari di una casa vacanza impegano fino a 20 ore al mese per la gestione delle manutenzioni, spendendo anche 500 euro di rimborsi per un singolo guasto. Ma il pensiero fisso è sempre uno, evitare le cattive recensioni, sempre dietro l’angolo. Sempre più spesso la differenza la fanno aspetti che l'ospite non dovrebbe nemmeno notare: un climatizzatore che funziona durante un'ondata di caldo, l'acqua calda disponibile dopo una giornata fuori casa, una porta che si apre senza problemi o un guasto risolto prima ancora che diventi un disagio.

Per rispondere a questa esigenze, Hommi - startup proptech nata all’interno dello Startup Studio Mamazen specializzata nella gestione delle manutenzioni per gli affitti brevi - ha sviluppato una piattaforma digitale dedicata a property manager, in cui è possibile centralizzare tutte le attività di facility management, automatizzando la gestione delle segnalazioni, il coordinamento dei tecnici e dei fornitori, il monitoraggio degli interventi e la creazione di uno storico operativo per ogni immobile. 

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L'obiettivo è semplificare un processo spesso frammentato per controllare da un'unica interfaccia tutte le attività legate alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Grazie a questo approccio, Hommi permette di abbattere di oltre il 70% del tempo normalmente dedicato al coordinamento delle manutenzioni, liberando risorse che possono essere destinate allo sviluppo del business e alla cura dell'esperienza degli ospiti.

Secondo Hommi, un property manager può infatti arrivare a dedicare fino a 15-20 ore al mese al coordinamento di tecnici, fornitori e interventi urgenti. Un impegno che, oltre al tempo, può tradursi in costi diretti: ogni guasto infatti implica un rimborso agli ospiti e, dunque, un vero danno economico. Il costo, però, non è solo in termini di tempo, come nel caso del property manager intervistato dalla startup che ha raccontato di aver accumulato circa 500 euro di rimborsi in un solo mese a causa di un climatizzatore guasto durante il periodo estivo, uno dei problemi più sensibili nei mesi di maggiore affluenza turistica.

Dall’analisi condotta con oltre 80 property manager emergono anche criticità ricorrenti tra climatizzazione, acqua calda, accessi agli appartamenti, blackout elettrici ed elettrodomestici fuori uso. In un mercato in cui gli affitti brevi continuano a crescere e le aspettative degli ospiti si avvicinano sempre di più a quelle dell'hotellerie tradizionale, la qualità dell'esperienza si misura sempre meno attraverso gli elementi visibili e sempre più attraverso l'assenza di attriti. 

Una vacanza riuscita è infatti quella in cui tutto funziona in modo naturale e senza interruzioni. È il momento in cui si entra in appartamento dopo ore di viaggio e tutto è pronto ad accogliere l'ospite. È la tranquillità di trovare ambienti confortevoli, servizi funzionanti e assistenza tempestiva in caso di necessità. 

Il futuro della gestione degli affitti brevi passa proprio da qui: costruire una rete di intervento già organizzata e pronta ad agire prima che un piccolo inconveniente si trasformi in un problema per il gestore, in un'esperienza negativa per l'ospite e quindi una pessima recensione.

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