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Milano, il cohousing arriva sui Navigli

cohousing Navigli
cohousing Navigli
Autore: Luigi Dell'Olio (collaboratore di idealista news)

Milano si conferma la città italiana maggiormente pronta a cavalcare i grandi trend dell’immobiliare internazionale. Negli scorsi anni è partito un processo di costruzione che ha rivoluzionato lo skyline all’insegna di realizzazioni con la massima efficienza energetica e avveniristiche. Una conferma in tal senso arriva dall’interesse riscontrato per il progetto "Urban Village Navigli", nuova iniziativa immobiliare di Cohousing.it (portale che riunisce una community di oltre 25mila persone), che punta a tenere insieme obiettivi di efficienza energetica, esperienze di condivisione e risparmio sui costi.

Mille famiglie interessate

Alla presentazione dell’iniziativa, i promotori hanno segnalato l’interesse da parte di un migliaio di nuclei familiari che abitano nel capoluogo lombardo. E del resto il tutto esaurito in sala (850 i posti disponibili) è una conferma del fatto che il nuovo stile dell’abitare, che mette a fattor comune alcuni servizi tradizionalmente appannaggio dei singoli appartamenti, sta facendo breccia nel milanese. Un trend che si inquadra nella progressiva diffusione della “sharing economy”, come si vede dal successo di affitto delle automobili e delle biciclette, che proprio a Milano fanno registrare i maggiori tassi di sviluppo a livello nazionale, tanto da attirare un gran numero di player internazionali.

La scelta di condividere i locali comincia a prendere piede di pari passo con il crescente peso dei millennials nella società, meno gelosi dei propri spazi quando si tratta di lavare e asciugare i panni, dedicarsi ai propri passatempi preferiti e così via. Una logica che trova riscontro anche nella diffusione del coworking.

Il complesso immobiliare

L’iniziativa immobiliare si svilupperà in via Pestalozzi, 18, nei pressi del Naviglio Grande e della chiesa di San Cristoforo, dove un vecchio complesso scolastico appartenente al “Fondo Scoiattolo” (gestito da Bnp Paribas Reim Sgr per conto della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri) verrà demolito per far posto a cinque nuovi edifici innovativi dal punto di vista progettuale e delle soluzioni previste. “Manterremo la disposizione del lotto e proporremo un disegno architettonico di gran valore, firmato da Cino Zucchi Architetti”, ha assicurato Marco Bolis, general manager di NewCoh, la società coordinatrice dell’operazione. È la medesima azienda che ha portato il cohousing in Italia e che ha già promosso con successo diversi progetti: il primo fu lanciato a Milano nel 2007 (Urban Village Bovisa), seguito da altre iniziative, di cui due ancora in corso di completamento, sempre a Milano: Cohousing Chiaravalle e COventidue in Corso XXI Marzo 22.

Le famiglie prenotanti costituiranno il primo gruppo promotore (le attese sono di saturare tra il 60% e il 70% delle disponibilità entro la fine di quest’anno). Grazie a questo lavoro preventivo, si avvierà il processo che porterà all’acquisizione definitiva dell’immobile, all’avvio dei lavori, con la progettazione partecipata. Il cantiere aprirà i battenti all’inizio del prossimo anno, mentre le opere di demolizione e scavi sono già in corso, a cura della attuale proprietà.

Gli spazi comuni sono un elemento centrale di ogni progetto di cohousing: i promotori hanno segnalato un interesse diffuso - tra coloro che hanno manifestato interesse - in primis per gli spazi verdi, seguiti da quelli legati alle faccende quotidiane come la lavanderia/stireria, una sala per praticare i propri hobby, un locale dove depositare biciclette o gestire le prenotazioni tramite gruppi di acquisto solidale.

Bolis ha poi spiegato che il complesso otterrà le certificazioni energetiche della classe A. “Al contempo garantiremo prezzi inferiori alla media del quartiere”, ha assicurato.

Giovani, ma non solo

Nel corso della presentazione sono state presentate le stime (dato che siamo ancora alle manifestazioni d’interesse) relative ai futuri abitanti. Come era lecito attendersi, uno su tre fa capo alla fascia d’età tra i 30 e i 40 anni, che poi è il range in cui solitamente si acquista una casa, mentre il 24% è tra 40 e 50 anni, categoria quest’ultima che comprende anche chi progetta di trasferirsi in un immobile più grande dopo aver accumulato ulteriori risparmi o perché magari nel frattempo la famiglia è cresciuta con l’arrivo dei figli. Le dimensioni degli alloggi più richieste sono i trilocali (40% delle richieste) e mono-bilocali (35%), anche se c’è un 25% che desidera un plurilocale superiore a 120 mq.