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Settore alberghiero, quanto vale il patrimonio immobiliare italiano?

I dati della ricerca World Capital presentata alla fiera dell'hospitality di Rimini

Gtres
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Autore: Redazione

Riflettori accesi sul settore hotel italiano alla fiera di Rimini. Nel corso dell’evento vengono presentati i risultati del rapporto redatto da World Capital e PKF Hotelexperts che mappa il valore delle strutture ricettive in 266 località d’Italia con l’obiettivo di identificare il patrimonio immobiliare alberghiero di ogni regione.

Quanto valgono gli hotel al mare e in montagna

Secondo quanto rilevato nell’estate 2020 i valori immobiliari sono scesi
per la categoria cinque stelle nelle destinazioni mare, che ha avuto maggiori contrazioni rispetto ai tre e quattro stelle per via di un copioso calo del turismo internazionale, causato dall’emergenza sanitaria e dai conseguenti blocchi delle frontiere.

Nelle destinazioni di montagna prescelte dal turismo domestico nell’estate appena trascorsa la flessione è stata più contenuta nella fascia medio-alta dell’offerta ricettiva, a conferma della preferenza degli italiani di optare per un turismo di prossimità.

Focalizzandoci sui numeri del patrimonio immobiliare alberghiero, dal rapporto emerge che l’intero cluster vale 18,7 miliardi di euro, ma è un asset che in futuro potrà raggiungere migliori performance se valorizzato con un concept innovativo e con gestori in grado di allungare la stagionalità.

L’Emilia Romagna, con le sue quasi 79.000 camere, costituisce circa il 23% del patrimonio totale del segmento mare, a seguire la Campania con il 12,5% e la Sicilia con il 10,2%.

Spostandoci sulle località di montagna, anch’esse tra le favorite come mete per le vacanze degli italiani di quest’anno, il valore del patrimonio immobiliare alberghiero di tale cluster è di 3,7 miliardi di euro, il più contenuto tra le tre fasce d’offerta, ma che sta esplorando un ampliamento dei servizi per rendere le location appetibili a target diversificati, in linea con la tendenza di rigenerazione e ricerca del contatto con la natura. 

Tra le destinazioni analizzate, è il Trentino Alto Adige a contribuire in misura maggiore rispetto alle altre regioni, con circa il 55% del totale del patrimonio del cluster montagna. Un forte interesse ed una crescita del valore immobiliare è stato registrato a Cortina, grazie all’effetto delle Olimpiadi Invernali Milano – Cortina 2026.

Il turismo in città

Infine, dando uno sguardo al cluster delle città, segmento maggiormente colpito dagli effetti del Covid in termini di turismo per il forte ridimensionamento della clientela straniera, il patrimonio immobiliare complessivo del segmento è di 36,8 miliardi di euro, il valore più alto tra i tre e che in una fase post pandemica dovrebbe mantenere il suo patrimonio immobiliare anche se con una rivisitazione dei format per garantire maggiore flessibilità nell’utilizzo degli spazi.

Per quanto riguarda le città è Roma, con 50.263 camere e un patrimonio immobiliare alberghiero di 12,7 mld di euro, a rappresentare circa il 34,4% del patrimonio totale del segmento. Segue Milano con un patrimonio immobiliare stimato di 6,8 mld di euro, Venezia con 5,9 mld di euro e Firenze con 3,4 mld di euro.

Il valore dell’ospitalità di fascia alta

Infine, dall’analisi emerge che in Italia, il segmento dell’ospitalità di fascia alta ha un patrimonio immobiliare alberghiero stimato di poco superiore a 16 miliardi di euro.
Le sole 521 strutture di categoria 5 stelle e 5 stelle lusso dunque, detengono circa il 43% del valore del patrimonio immobiliare stimato per gli alberghi di fascia media, che invece dispongono di un’offerta superiore di quasi 30 volte.