Barcellona punta a fermarsi a 15,7 milioni di visitatori l'anno. La misura, tra le più rigide in Europa, tocca da vicino anche chi parte dall'Italia, da sempre tra i mercati più affezionati alla capitale catalana. L'obiettivo non è chiudere la città, ma impedire che i flussi aumentino ancora, dopo anni in cui la convivenza tra turismo e vita quotidiana ha mostrato limiti evidenti.
Il piano "non un turista in più": cosa cambia davvero
Il commissario per il turismo sostenibile José Antonio Donaire ha presentato un'impostazione netta: si dovrà mantenere il numero di arrivi entro una soglia considerata sostenibile, pari a circa 15,7 milioni di turisti l'anno. La cifra non è casuale: corrisponde al livello ritenuto gestibile per infrastrutture, servizi e quartieri.
In pratica, la strategia sposta il focus dalla quantità alla qualità. Si punta a distribuire i flussi nel tempo e nello spazio urbano, riducendo le concentrazioni nelle aree più sensibili e favorendo forme di permanenza ritenute più compatibili con la vita cittadina.
Alloggi turistici: licenze e 10.000 case ai residenti
La leva più incisiva passa dagli alloggi. Il Comune ha chiarito che la domanda turistica non può crescere se non aumentano i posti letto. La mossa principale riguarda gli appartamenti destinati esclusivamente agli affitti brevi: già dal 2024 è stato stabilito che le autorizzazioni non verranno rinnovate.
L'obiettivo è definito: trasformare circa 10.000 abitazioni oggi usate per locazioni brevi in normali case per i residenti entro il 2028. Con questa scelta si intende ampliare l'offerta per chi vive stabilmente in città, attenuando uno degli effetti più pesanti del turismo sul mercato locale.
Crociere: meno terminal e stretta sul "mordi e fuggi"
Anche il traffico crocieristico rientra nel pacchetto di misure. L'autorità portuale, in accordo con il Comune, ha approvato la riduzione dei terminal per le navi da crociera da sette a cinque nel 2025. La capacità massima giornaliera scende così da circa 37.000 a 31.000 passeggeri, con l'obiettivo di contenere i picchi che saturano le aree centrali in poche ore.
L'amministrazione vorrebbe anche aumentare la tassa applicata ai crocieristi che restano in città per poche ore, scoraggiando il turismo "mordi e fuggi", considerato poco vantaggioso e molto impattante. Il principio è lo stesso applicato alla tassa di soggiorno, già incrementata dal 1° aprile 2026 da 10 a 15 euro, con l'impegno a reinvestire le maggiori entrate nei servizi condivisi da residenti e visitatori.
Articolo visto su (quifinanza.it) Overtourism, Barcellona fissa il tetto massimo di turisti (anche per gli italiani) – QuiFinanza







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