Sulla sponda occidentale del Lago di Bolsena, Marta conserva ancora oggi l’anima di un vero borgo di pescatori. Qui il lungolago regala scorci sulle due isole vulcaniche, Martana e Bisentina, mentre dall’alto della Torre dell’Orologio lo sguardo abbraccia tutto il bacino. Per chi cerca una fuga breve ma densa, ecco cosa vedere a Marta: si tratta di un approdo ideale nel cuore della Tuscia viterbese.
Centro storico in tufo e la salita alla Torre dell’Orologio
Dal livello dell’acqua si risale verso un centro storico compatto, disegnato da vicoli in pietra e case in tufo che si avvolgono a spirale fino alla zona della rocca. In quest’area si incontra la Collegiata di Santa Maria Insigne, chiesa di riferimento incastonata tra le abitazioni. Il profilo più iconico resta la Torre dell’Orologio, vestigia della fortificazione medievale: alta circa venti metri, è visibile anche dalla litoranea, ma vale la fatica di raggiungerla e salire.
L’accesso avviene tramite una scala esterna in ferro, seguita da una rampa interna più ripida, con pannelli che illustrano storia locale e tradizioni. Dalla sommità la vista è ampia: la superficie vulcanica del lago si apre a 360°, con i profili di Capodimonte e degli altri borghi rivieraschi, oltre alle isole Martana e Bisentina.
Storie, riti e luoghi di culto: Marta tra fede e leggende
La storia documentata di Marta affiora nell’VIII secolo d.C., in un atto di Ludovico il Pio, dopo ipotesi d’origine più antiche e incerte. Dal XIII secolo il territorio passa sotto diversi domini, rientra nel Ducato di Castro e, in seguito, nello Stato Pontificio, a cui resta legato fino all’Unità d’Italia. Accanto alla storia ufficiale vive un patrimonio di spiritualità popolare che ha lasciato tracce fisiche e memorie diffuse.
Grotta delle apparizioni e Santuario della Madonna del Monte
A partire dal 19 maggio 1948 la Grotta delle apparizioni diventa meta di pellegrinaggi per presunte manifestazioni mariane, che attirarono attenzione nazionale e figure di primo piano come Alcide De Gasperi. La Chiesa non ha riconosciuto ufficialmente gli eventi né la grotta come santuario, ma l’ambiente essenziale favorisce ancora oggi raccoglimento e silenzio. Su un colle, il Santuario della Madonna del Monte, affiancato da un convento, è legato alla Barabbata del 14 maggio: una festa popolare che vede le diverse categorie dei “Passanti”, tra cui pescatori e bifolchi, offrire alla Madonna i prodotti della terra e del lago in un corteo di barche addobbate, animali e cesti colmi.
Isola Martana: tra Amalasunta e memorie monastiche
Di fronte al paese emerge l’Isola Martana, piccola mezzaluna vulcanica che prende il nome proprio da Marta. Le cronache medievali tramandano la vicenda di Amalasunta, figlia di Teodorico e regina dei Goti, che qui avrebbe trovato rifugio prima di essere uccisa nel 535 d.C.
Un’altra tradizione lega l’isola al martirio di Santa Cristina, patrona di Bolsena, con versioni che differiscono nelle diverse fonti. In età successiva l’isola ospitò comunità monastiche; oggi è proprietà privata e non prevede sbarchi.
Sapori di lago: cosa ordinare a tavola
La cucina locale è centrata sul pescato del lago. Il protagonista è il Coregone (o Lavarello), spesso servito alla griglia: carne bianca compatta che si stacca con facilità, condita con olio del territorio e qualche erba aromatica. Nella stagione calda entra in carta la Latterina, pesce minuto fritto e portato in tavola dorato e croccante, perfetto da condividere. A chiudere, la Cannaiola di Marta, vino rosso DOC dolce prodotto solo in quest’area: profilo morbido, vocazione da fine pasto e abbinamenti possibili anche con piatti particolari.
Gite nei dintorni: rocche, borghi medievali e campagna
Marta è una base per esplorare la Tuscia in raggio breve, alternando giornate d’acqua a soste tra colline, uliveti e filari di vite. A pochissima distanza si trova Capodimonte, dominata dalla Rocca Farnese su un promontorio che si protende nel lago.
Bolsena offre un borgo medievale ben conservato e memorie legate a Santa Cristina, mentre nell’entroterra Montefiascone unisce viste ampie sul bacino lacustre al vino Est! Est!! Est!!!, fissato da una leggenda che passa ancora in etichetta. Sulla strada per Tuscania compaiono i resti di Castell’Araldo, antico sito templare con tratti di mura e una piccola chiesa restaurata, immerso in un paesaggio rurale integro.
Come arrivare: auto, treno e collegamenti sul lago
In auto si raggiunge Marta in modo lineare: dal corridoio dell’A1 si esce a Orte e si prosegue sulla SS675, quindi si seguono le indicazioni per la SP7 verso il Lago di Bolsena. In alternativa, lungo la Via Cassia (SS2) si punta su Montefiascone e poi su Marta, attraversando colline e coltivi. Per il treno le stazioni di riferimento sono Montefiascone e Viterbo, con autobus diretti al lago e a Marta: conviene verificare orari e frequenze aggiornate.
Quando andare e quanto fermarsi
Primavera e inizio autunno offrono temperature equilibrate, luce nitida e un afflusso più gestibile rispetto all’alta stagione. Maggio aggiunge l’occasione della Barabbata, evento di forte impatto per chi è interessato alle tradizioni popolari. Per cogliere l’essenza del paese si consiglia almeno una giornata piena: tempo necessario per il lungolago, la salita alla Torre dell’Orologio, la visita al borgo dei pescatori e un pranzo a base di pesce di lago. Con due o tre notti si usa Marta come base, includendo Bolsena, Montefiascone, Capodimonte e un giro in barca attorno all’Isola Martana.








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