Un portone in ferro, una grotta affrescata e un boschetto di camelie in piena fioritura: sembra un set cinematografico, è Boboli. Il giardino monumentale di Firenze sta vivendo i suoi giorni più intensi, tra gli ultimi petali di camelia e le prime rose che profumano i viali. L’apertura nel fine settimana fino al 10 maggio serve a cogliere un momento breve, quando l’inverno cede il passo alla stagione delle corolle. Qui, storia e botanica si intrecciano a pochi passi da statue rinascimentali e installazioni contemporanee.
- Gli ultimi giorni della fioritura delle camelie a Boboli
- Il boschetto nascosto oltre la Fontana del Carciofo
- Un giardino nato per un matrimonio di corte
- Una grotta affrescata e i giochi d’acqua del Settecento
- La regina Candidissima e le japonica d’annata
- Rose e peonie attorno al Giove di Bandinelli
- Le “Fontane dell’amore” di Hossein Golba
- La sosta tra libri e caffè: Todo Modo e Le Murate
Gli ultimi giorni della fioritura delle camelie a Boboli
Il Giardino di Boboli offre ancora per poco l’incanto delle camelie, con apertura nei fine settimana fino al 10 maggio. È il periodo in cui le varietà japonica regalano la fioritura più scenografica, mentre le prime rose iniziano ad aprirsi e le peonie raggiungono il loro picco.
La combinazione di specie crea una sovrapposizione di colori e profumi che difficilmente si ripete con la stessa intensità durante l’anno. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente contribuisce la presenza di opere storiche e contemporanee lungo il percorso.
Il boschetto nascosto oltre la Fontana del Carciofo
La zona delle camelie si trova superata la Fontana del Carciofo, opera dello scultore fiorentino Giovanni Francesco Susini. In posizione rialzata e sulla sinistra, l’accesso è celato da un portone in ferro che protegge un’area dalla forma sinuosa e curvilinea.
Qui le camelie hanno formato un autentico boschetto in cui ci si può letteralmente intrufolare con lo sguardo, tra fronde e corolle ordinate. Il colpo d’occhio è quello di un giardino raccolto, quasi segreto, separato dal flusso principale.
Un giardino nato per un matrimonio di corte
L’appezzamento pensile che ospita oggi il boschetto nasce come spazio dedicato alla coltivazione delle cosiddette “cipolle da fiore”: giacinti, tulipani e altre bulbose. Divenne un giardino minuto e rigoroso in occasione del matrimonio tra il Grande Principe Ferdinando e Violante di Baviera.
La sua funzione era anche di collegamento, poiché si inseriva nell’area che univa gli appartamenti privati del Principe Mattias de’ Medici al parco. Questa origine spiega la cura delle geometrie e la sensazione di recinto elegante che ancora oggi si percepisce.
Una grotta affrescata e i giochi d’acqua del Settecento
All’interno del percorso, una piccola grotta con volta affrescata spezza la continuità delle aiuole con un cambio di ritmo. A fine Settecento qui funzionavano i giochi d’acqua, dettaglio che restituisce l’idea di una fruizione ludica e sorprendente del giardino.
Oggi l’effetto è più silenzioso, ma resta il carattere scenografico del passaggio tra ombra e luce. Il contrasto tra la delicatezza delle camelie e l’architettura della grotta crea un punto di sosta naturale.
La regina Candidissima e le japonica d’annata
Tra le varietà in evidenza spicca la Candidissima, attestata dal 1830, un nome che richiama petali chiari e portamento elegante. Appartenente al gruppo delle japonica, incarna la tradizione ottocentesca della camelia da collezione.
La presenza di cultivar storiche impreziosisce l’insieme, offrendo un motivo in più per visitare l’area in questo preciso momento. L’osservazione ravvicinata consente di cogliere forma, disposizione dei petali e differenze tra le piante lungo il viale.
Rose e peonie attorno al Giove di Bandinelli
Questi sono anche i giorni più profumati per sostare davanti alle rose e alle peonie che “assediano” il Giove assiso di Baccio Bandinelli. La scultura, con la sua imponenza, dialoga con la leggerezza delle infiorescenze, creando una scena di contrasti ben calibrati.
Le corolle in apertura e i toni progressivi suggeriscono soste brevi ma ripetute, per cogliere la trasformazione nell’arco della visita. La presenza del capolavoro di Bandinelli aggiunge una dimensione museale a cielo aperto, rara in un contesto così vivo.
Le “Fontane dell’amore” di Hossein Golba
L’itinerario invita anche a cercare le Fontane dell’amore, cilindriche e in bronzo, realizzate dall’artista contemporaneo Hossein Golba. L’inserimento di opere recenti nel tracciato storico spinge a leggere Boboli come un luogo in continuo dialogo con il presente.
Le superfici metalliche, essenziali e astratte, risuonano con il verde e la pietra, aggiungendo un tassello inatteso.
La sosta tra libri e caffè: Todo Modo e Le Murate
Chi desidera prolungare l’esperienza può raggiungere a piedi la libreria Caffè Todo Modo, aperta in un ex negozio di antiquariato. È un luogo di incontro e lettura che mantiene un carattere alternativo, coerente con lo spirito di scoperta della passeggiata.
In alternativa si può puntare al Caffè Letterario Le Murate, nel cortile dell’ex carcere, il cui recupero è stato ispirato da Renzo Piano. Le due tappe offrono una degna conclusione tra pagine, chiacchiere e un’ultima sosta al riparo.



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