In Transilvania c'è un parco a 120 metri sotto terra in una ex miniera: ha anche una ruota panoramica

Sotto la Transilvania, una miniera di sale ospita ruota panoramica, lago sotterraneo e haloterapia.
miniera di sale di Turda
Ungureanu Adrian Danut, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un parco divertimenti dove non si immaginerebbe mai: a 120 metri di profondità, nel cuore della Transilvania. La miniera di sale di Turda ha trasformato antiche gallerie in un luogo capace di sorprendere allo stesso tempo appassionati di storia, famiglie e viaggiatori alla ricerca di esperienze diverse. Qui si scende per osservare un argano dell’Ottocento perfettamente conservato, si ascolta l’eco in una camera profonda oltre cento metri e, sì, si sale su una ruota panoramica sottoterra. Non è solo spettacolo: il sito ospita anche spazi dedicati al benessere e alla haloterapia, sfruttando l’aria salina delle cavità. 

Cos’è Salina Turda e dove si trova

A Turda, città del distretto di Cluj in Romania, con circa 58 mila abitanti, si trova una delle attrazioni più note del Paese. La miniera di sale di Turda è diventata un simbolo della regione e un caso di rigenerazione: un complesso sotterraneo che custodisce secoli di storia e che oggi propone percorsi museali, ambienti di relax e un sorprendente parco divertimenti.

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L’accesso conduce a più camere estrattive, ciascuna con caratteristiche distintive, un itinerario che alterna memoria industriale e nuove funzioni turistiche.

Dalla Roma antica al Novecento: la storia

La storia del sale a Turda inizia ben prima dell’era contemporanea. In base ai reperti rinvenuti in zona, le prime estrazioni risalgono all’epoca pre‑romana, attorno al 50 a.C., sugli stessi giacimenti poi sfruttati dall’impero romano a partire dal 106 d.C. L’importanza strategica del sito portò i Romani a erigere fortificazioni a difesa dei giacimenti, come Potaissa, a testimoniare il valore economico della risorsa.

Nel Novecento le gallerie cambiarono funzione: durante la seconda guerra mondiale divennero rifugi sotterranei, salvando vite e documentando, ancora una volta, l’adattabilità di questi spazi. Il passaggio al pubblico arrivò nel 1992 con l’apertura come attrazione turistica e centro di haloterapia. La vera svolta, però, si registrò dal 2008, quando l’area è stata ripensata con un taglio esperienziale e museale, guadagnando notorietà internazionale.

Le gallerie da non perdere durante la visita

Il complesso di Turda si visita seguendo un percorso che collega camere e pozzi estrattivi di epoche diverse. Ogni ambiente ha una peculiarità che merita attenzione, per caratteristiche geologiche, acustiche o per la presenza di macchinari originali.

Miniera Iosif: la cattedrale dell’eco

Un vuoto verticale che parla da solo: la miniera Iosif è profonda 112 metri e si distingue per un’eco particolarmente intensa. L’effetto acustico amplifica ogni suono e rende l’ambiente quasi teatrale, permettendo di percepire la scala del lavoro estrattivo svolto nei secoli.

Camera Crivac (gepel): il cuore meccanico del 1881

Qui è conservato un argano in legno del 1881, impiegato per portare in superficie i blocchi di salgemma. È un pezzo raro nel panorama europeo, perché mostra ancora in situ il sistema di sollevamento che alimentava il ciclo produttivo della miniera.

Miniera Terezia: il lago e l’isola di sale

Questa camera custodisce un piccolo lago sotterraneo; al centro, un’isola formatasi con i depositi di sale residuo dopo il 1880. L’incontro tra acqua e salgemma crea un paesaggio interno inatteso, con riflessi e superfici che cambiano a seconda dell’illuminazione. È uno dei punti più fotografati.

Miniera Rudolf: 172 gradini verso il parco

L’ultimo giacimento sfruttato a Turda si raggiunge scendendo 172 gradini. Al suo interno si trova il cuore dell’offerta museale contemporanea: un’area attrezzata che ha trasformato la miniera in un parco divertimenti sotterraneo. È qui che la visita cambia ritmo, tra luci, strutture e attività pensate per valorizzare lo spazio.

Il parco divertimenti a 120 metri: cosa si trova

Nella miniera Rudolf è stato realizzato un allestimento ludico che ha fatto il giro del mondo per originalità. L’idea non è quella di un luna park tradizionale, ma di un’integrazione gentile tra attrazioni leggere e architettura della roccia. 

Le attività proposte non cancellano la memoria industriale: la esaltano, permettendo di vivere la miniera in modo attivo.

  • Ruota panoramica sotterranea, per osservare dall’alto la geometria della cavità.
  • Minigolf e bowling, inseriti in spazi che rispettano le volumetrie originarie.
  • Molo per piccole imbarcazioni, per navigare il lago interno in sicurezza.

Benessere e haloterapia: l’altra faccia di Turda

Oltre all’aspetto ricreativo, la miniera di Turda è anche un centro di haloterapia. L’aria sotterranea, naturalmente carica di particelle saline, viene sfruttata in ambienti dedicati al relax, dove si può sostare lontano dal rumore esterno.

La coesistenza tra aree di benessere e spazi museali rende la visita modulabile: chi desidera approfondire la storia può farlo, chi preferisce una parentesi di quiete trova sale e sedute in cui ricaricarsi. 

Orari e prezzi: le informazioni pratiche

La miniera di sale di Turda è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:00. L’accesso prevede un biglietto intero a 75 lei (circa 15 euro) nei giorni feriali e 90 lei (circa 17,50 euro) nei festivi.

Sono previste tariffe ridotte per studenti, over 65 e bambini tra i 3 e i 18 anni. Le aree e le attrazioni presenti all’interno seguono l’organizzazione del percorso principale, così da distribuire i visitatori e mantenere fluida la fruizione degli spazi.

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