Un cortile che ricorda l’Alhambra, cupole dorate, arcate arabe e torri neogotiche. A Grizzana Morandi si trova la Rocchetta Mattei, la dimora visionaria del conte Cesare Mattei, dove stili lontani convivono senza regole apparenti. Si entra solo con visite guidate e prenotazione obbligatoria, tra corridoi, scalinate e simboli che rimbalzano da Occidente a Oriente.
Dentro la Rocchetta: le sale che non si dimenticano
L’accesso libero non è previsto: la visita è possibile solo accompagnati, ed è una scelta che valorizza la narrazione del luogo. Il percorso attraversa cortili interni dove motivi islamici e simboli cristiani convivono, fino agli ambienti più noti. La Sala dei Novanta, ispirata ai palazzi di Granada, colpisce per le colonne snelle e i pattern geometrici che avvolgono pareti e soffitto.
La Sala della Musica cambia registro con arredi liberty e decori floreali, restituendo l’atmosfera delle serate d’epoca. Poi arriva la Sala Rossa, teatro di velluti, specchi e lampadari, fotografia precisa del gusto ottocentesco del conte.
La Cappella è il luogo delle contaminazioni: luci soffuse, cupola dorata e richiami alla Moschea della Roccia dialogano con la simbologia cristiana. Salendo, la cosiddetta Tomba del Conte offre vedute sui Colli Bolognesi da una torre che domina il complesso. Poco oltre, la Sala Gialla sorprende per due dettagli: le grandi finestre affacciate sul paesaggio e la raccolta di “macchine parlanti”, tra fonografi e grammofoni ancora funzionanti, che riportano al suono metallico delle prime registrazioni.
Il cuore scenografico resta il Cortile dei Leoni, con la fontana centrale e le arcate che disegnano giochi di luce: il rimando all’Alhambra è immediato, ma qui l’aria fresca arriva dai castagneti emiliani. E, quasi nascosto, il cortile centrale unisce arte araba e una fontana proveniente da una chiesa vicina, ricordando il legame con il territorio.
Tra scienza alternativa e mito: chi era Cesare Mattei
Politico, autodidatta, sperimentatore: Cesare Mattei fondò a metà Ottocento l’elettromeopatia, una disciplina che combinava principi omeopatici e teorie sui “fluidi elettrici” dell’organismo. L’idea di curare gli squilibri con preparati vegetali organizzati per polarità gli valse notorietà in Italia e all’estero.
Alla morte del conte, i suoi rimedi erano prodotti in numerosi Paesi e la fama aveva superato i confini europei; non a caso Fëdor Dostoevskij cita esplicitamente l’elettromeopatia ne I fratelli Karamazov. La biografia del fondatore alimenta leggende ancora vive: cunicoli mai trovati, formule celate tra le decorazioni, un’ossessione per la longevità.
Dopo decenni di passaggi di proprietà e abbandono, la svolta recente: l’acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nel 2005, il lungo restauro e la riapertura al pubblico nel 2015. Oggi la gestione è del Comune di Grizzana Morandi, con il supporto dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese e della Città metropolitana di Bologna.
Come organizzare la visita: prenotazioni, accessi, orari
Per entrare alla Rocchetta Mattei bisogna prenotare online scegliendo giorno e orario tra quelli disponibili. Le visite sono esclusivamente guidate, in gruppi accompagnati lungo tutto il percorso: una misura necessaria per un edificio fatto di scale, dislivelli e corridoi stretti.
I biglietti non sono rimborsabili, ma possono essere ceduti: è possibile cambiare nominativi scrivendo con qualche giorno di anticipo all’indirizzo ufficiale indicato sul sito della Rocchetta. Una quota del ticket è destinata alla manutenzione e ai restauri, così ogni visita contribuisce in modo diretto alla cura del complesso.
L’accessibilità è garantita con ascensori interni che consentono la visita degli spazi principali a chi ha mobilità ridotta. Per ragioni di sicurezza non sono ammessi animali, anche se di piccola taglia, e non è consentito entrare con passeggini. L’apertura segue in genere il calendario dei fine settimana, con fasce orarie che variano a seconda della stagione.
Arrivare senza stress: auto, treno e bus
La Rocchetta si trova nel comune di Grizzana Morandi, lungo i rilievi tra Bologna e la Toscana. In auto si può seguire un itinerario panoramico senza pedaggio: tangenziale di Bologna fino all’uscita 1 e poi Strada Statale 64 Porrettana in direzione Riola, quindi le indicazioni per il castello. In alternativa si percorre l’A1 fino a Sasso Marconi e ci si ricongiunge alla Porrettana.
Chi sceglie il trasporto pubblico può contare sul treno regionale fino alla stazione di Riola. Da lì, la Rocchetta dista circa 1,5 km: si può salire a piedi in una quindicina di minuti oppure utilizzare la linea 963 del gestore TPER, con fermata vicino all’ingresso.
Cosa abbinare nei dintorni
La visita alla Rocchetta si presta a una gita di mezza giornata, ma i dintorni meritano un po’ di tempo in più. Tra i colli si incontrano borghi e chiese di montagna, sentieri tra boschi e punti panoramici sulla valle della Porrettana. L’Appennino bolognese offre anche una cucina di sostanza: crescentine con salumi e formaggi, primi tirati a mano e dolci casalinghi a base di frutta secca e confetture.
Nelle mezze stagioni, quando i colori virano tra verdi intensi e rossi caldi, una passeggiata dopo la visita regala il contrasto perfetto con le geometrie del Cortile dei Leoni.








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