In Sicilia c'è un borgo UNESCO senza mare che affascina per i balconi scolpiti e un teatro greco incastonato nella roccia. È Palazzolo Acreide, nell'entroterra sud-orientale della Sicilia, tra le colline dei Monti Iblei: è un luogo dove la stratificazione è evidente: Greci, Medioevo, ricostruzione dopo il sisma del 1693. E proprio questa combinazione è il motivo per cui conviene metterlo in cima alla lista del prossimo viaggio nel Val di Noto.
Dove si trova Palazzolo Acreide e perché è UNESCO
Palazzolo Acreide sorge a circa 40 km da Siracusa, tra le alture degli Iblei. L'inclusione nel sito UNESCO delle Città tardo barocche del Val di Noto premia la ricostruzione successiva al terremoto del 1693: un linguaggio architettonico coerente, scenografico e ancora visibile nelle piazze, nei palazzi e nelle chiese.
La vita scorre su Corso Vittorio Emanuele, tra caffè, ristoranti e botteghe, fino a Piazza del Popolo dove il Municipio liberty introduce alla grande scalinata della Chiesa di San Sebastiano. La facciata, a ordini sovrapposti, cattura la luce dorata di fine giornata e offre un belvedere naturale sui tetti.
Balconi, chiese e quartieri che sorprendono
Scendendo lungo via Garibaldi il barocco inizia a farsi notare sempre di più. La Chiesa di Sant'Antonio introduce a uno dei simboli del borgo, il Palazzo Iudica (oggi Caruso), celebre per la balconata lunghissima sorretta da mensoloni scolpiti: un campionario di volti e smorfie che la tradizione locale chiama "cagnoli".
La foto che vale il viaggio: i 27 mascheroni
I ventisette mensoloni della balconata raccontano un immaginario settecentesco potentissimo: figure grottesche, animali fantastici, espressioni esagerate. Secondo letture diffuse, richiamerebbero vizi e debolezze umane. Dal vivo, oltre al colpo d'occhio, colpisce la perizia della pietra calcarea lavorata a mano.
L'Annunziata e la scalinata di San Paolo
Attraversando Piazza Umberto si raggiunge la Chiesa dell'Annunziata: piccola, ma con quattro colonne tortili binate scolpite con motivi agricoli e festoni di frutta, a ricordare la fertilità della campagna iblea.
In passato custodiva una Annunciazione di Antonello da Messina, oggi al Museo Bellomo di Siracusa. Pochi minuti a piedi e si arriva alla Basilica di San Paolo, cuore del culto cittadino, mentre la vicina Chiesa Madre conserva tracce più sobrie e antiche della fede locale.
Castelvecchio e l'affaccio sull'Anapo
Una scalinata laterale di San Paolo porta al quartiere di Castelvecchio, dove resistono i ruderi del castello normanno: mura, torri e cisterne affacciate sulla vallata dell'Anapo. Qui si vede la fase medievale della città, quando il controllo del territorio era questione di alture e visuali.
Prima del barocco: Akrai e i Santoni
Molto prima del Settecento, qui c'era Akrai, colonia dorica di Siracusa fondata nel VII secolo a.C. Il Parco archeologico, poco fuori dal centro, è raccolto ma potentissimo: una lezione di urbanistica antica compressa in pochi ettari.
La posizione domina le valli del Tellaro e dell'Anapo, a conferma del ruolo strategico della città tra difesa e agricoltura.
Teatro greco e Bouleuterion
Il teatro, scavato nella roccia e databile al II secolo a.C., è stato riportato alla luce nell'Ottocento dal barone Gabriele Iudica. Un cunicolo conduceva al Bouleuterion, spazio politico della comunità: sedute scavate, gradoni, tracce che restituiscono l'organizzazione di una piccola polis.
Latomie e paesaggio rupestre
Accanto al teatro si leggono i resti del tempio di Afrodite e le latomie dell'Intagliata e dell'Intagliatella. Ex cave di pietra divenute con il tempo abitazioni rupestri, luoghi di culto e necropoli, disegnano un paesaggio inciso, tra tagli nella calcarenite ed edera che risale le pareti.
Il santuario di Cibele (i Santoni)
Poco distante, il santuario rupestre dei Santoni conserva dodici grandi bassorilievi dedicati alla Magna Mater Cibele: figure femminili e scene complesse distribuite per decine di metri.
L'accesso non è sempre continuo: prima di partire conviene verificare orari e modalità di visita aggiornate.
Musei da mettere in itinerario
La ricerca archeologica ottocentesca ha lasciato un segno tangibile in città. Il Museo archeologico "Gabriele Iudica", in via Gaetano Italia, espone i reperti delle campagne di scavo ad Akrai: ceramiche, iscrizioni e oggetti d'uso che completano la visita al parco.
Viaggiatori del Grand Tour e vita contadina
Nel Palazzo Vaccaro, il Museo dei Viaggiatori in Sicilia raccoglie taccuini, incisioni e carte sette-ottocentesche dedicate a Siracusa e agli Iblei, con testimonianze d'autore come Jean Houel e immagini dei Santoni.
Poco più in là, la Casa Museo di Antonino Uccello ricostruisce ambienti domestici e artigianali del mondo rurale: forno, attrezzi per ricotta, telaio, frantoio e materiali dell'Opera dei Pupi, salvando un patrimonio altrimenti destinato a sparire.
Sapori e feste: quando conviene andare
Il nome di Palazzolo circola in tutta l'isola per una specialità: la salsiccia di suino nero con finocchietto, peperoncino e vino del Val di Noto. La tradizione è documentata da secoli e, dal 1976, è celebrata a Carnevale con una sagra che ne ha ampliato la fama, fino a un curioso record nel 2003.
In parallelo, un'associazione locale lavora perché diventi presidio dei sapori tutelati. Inaspettata, in un territorio collinare, è anche la trota: un allevamento avviato negli anni Settanta ha reso questo pesce un piatto identitario, oggi proposto in più ristoranti.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sapevi che in Sicilia esiste un borgo UNESCO tra i monti con i balconi barocchi più spettacolari dell’isola?








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