Quaranta anni cancellati dalle mappe turistiche e poi la rinascita: è la storia di Vis (Lissa), la più lontana isola dalla costa dalmata, a circa 30 miglia nautiche da Spalato. Prima base dell'esercito jugoslavo e inaccessibile fino al 1989, oggi appare come un frammento di Mediterraneo rimasto intatto. Chi cerca un'alternativa alla folla scopre spiagge di ciottoli levigati, sentieri che tagliano la macchia fino al mare e un entroterra modellato da vigne nane. Sotto la superficie, relitti e anfore raccontano molto e, in tavola, aragosta e calici di Vugava spiegano perché qui si torna sempre.
Perché Vis è diversa dal resto della Croazia
Vis è rimasta a lungo fuori rotta. La presenza di una base dell'esercito jugoslavo l'ha tenuta protetta fino alla fine degli anni Ottanta, evitando la cementificazione e la corsa al consumo che hanno trasformato altre coste. Gli edifici, abbandonati nel 1992, sono ancora lì a testimoniare quella stagione: corridoi, rifugi e depositi che oggi alimentano l'aura di mistero dell'isola.
Proprio questo isolamento ha permesso a paesaggi e tradizioni di resistere: campi di ulivi e fichi, filari bassi scolpiti dal vento e profumi di mirto, lavanda e lentisco. Anche la tavola riflette questa identità: cucina essenziale e saporita, celebre per l'aragosta da accompagnare con bianchi Vugava, mentre il rosso Plavac Mali regge piatti di carne e formaggi locali.
Cosa vedere a Vis città
Il centro principale dell'isola si adagia sul fianco della collina di Gradina, affacciato su una baia a ferro di cavallo lungo la costa nord-orientale. È qui che la storia di Vis inizia: resti di una fortezza, una necropoli greca e un complesso termale romano affiorano accanto all'abitato, ricordando un passato stratificato. Per entrare nel vivo, si dovrebbe visitare il Museo Archeologico, ospitato in una fortezza austriaca del 1841: una collezione di reperti ellenistici tra le più importanti della Croazia illumina i secoli mediterranei dell'isola.
Poi, basta seguire il litorale per passare dal "Luka", il porto ottocentesco, al quartiere medievale di "Kut", con una camminata che invita a fermarsi nei ristoranti per una viska pogaca, la focaccia ripiena di acciughe e cipolle, o per una portata di aragosta. Proseguendo, si incontra il Cimitero Navale Inglese, memoria di mare e marinai, e alla fine del percorso si arriva a Grandovac, la spiaggia cittadina amata dai residenti.
Komiza, il borgo che sembra un presepe
Sulla grande baia occidentale, ai piedi del Monte Hum (587 metri), Komiza compare come un set in miniatura: case color miele affacciate sulla riva, vicoli che scendono al mare, barche che disegnano il porto. A dominare il waterfront è la fortezza veneziana del Cinquecento con torre dell'orologio, oggi sede del Ribarski Muzej, il museo della pesca che racconta l'anima marittima del paese.
A breve distanza, il nucleo rinascimentale di Kastel conserva la misura del borgo antico. E poi c'è la chiesa di Gospa Gusarica: tre navate che, viste da fuori, ricordano capannoni per barche, perfettamente in dialogo con la spiaggia su cui si affaccia, tra i luoghi più amati del centro.
Spiagge da cartolina e calette nascoste
Se l'isola ha un'ossessione, è la trasparenza dell'acqua. Sul lato sud-orientale, vicino al villaggio di Rukavac, la spiaggia di Srebrna seduce con la sua luce chiara, una mezzaluna dai riflessi argentati. La scena però se la prende Stiniva: una lunga insenatura sulla costa meridionale che si stringe tra alte pareti rocciose, lasciando filtrare un ventaglio d'acqua verde-azzurra su ciottoli bianchissimi.
Si raggiunge con un sentiero ripido via terra, ma dal mare l'arrivo è più dolce e svela tutta la teatralità del luogo. Per chi preferisce la sabbia, l'opzione si chiama Milna: un nastro dorato sulla costa orientale, raro e protetto, che completa la mappa balneare di Vis.
Sentieri, grotte e tracce militari
Nell'entroterra, intorno al Monte Hum, i tracciati tagliano la vegetazione mediterranea, aprendo scorci sul blu e riportando la mente a una dimensione lenta. Il percorso "Panorama kumiza" regala vedute sulla cittadina ai piedi del rilievo, disegnando un itinerario che alterna natura e affacci sul mare.
Lungo la salita, la piccola cappella di San Duh invita a una pausa di raccoglimento, un luogo sospeso dove il tempo sembra fermarsi.
La Grotta di Tito
Tra le tappe che raccontano la storia recente, spicca la cosiddetta Grotta di Tito, usata come postazione nascosta durante la seconda guerra mondiale. L'accesso, spesso inserito in tour organizzati, permette di leggere le pagine più delicate dell'isola sul campo, mettendo in fila luoghi e racconti della resistenza.
I bunker dell'isola
Un network di installazioni "top secret" - tunnel, rifugi e depositi - punteggia ancora il territorio. Oggi si possono esplorare con itinerari guidati che illustrano come la posizione isolata di Vis abbia dettato scelte strategiche e, involontariamente, preservato la sua natura.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Vis, una delle più remote isole della Croazia dal passato misterioso








per commentare devi effettuare il login con il tuo account