Secondo il Secondo Rapporto sul Turismo dell'Olio, promosso da Città dell'Olio, Coldiretti e Unaprol, l'oleoturismo è cresciuto del +37% e il 71% dei viaggiatori chiede esperienze come le cene sotto gli ulivi. La conferma arriva da un'altra tendenza che sta prendendo forma lungo la penisola: il birraturismo, alimentato dal boom dei birrifici agricoli a filiera cortissima. Dove vivere queste esperienze in modo autentico e memorabile senza disperdere tempo e budget?
Toscana: Val d'Orcia, dove l'olio incontra il paesaggio
Colline ordinate, borghi iconici e rituali dell'olio che fanno tendenza. La Val d'Orcia è l'immagine che molti associano all'idea di viaggio in Toscana: profili morbidi, strade che si insinuano tra i campi, casali in pietra. In questa cornice, l'oleoturismo trova un contesto ideale fatto di frantoi, ristoranti attenti alla materia prima e aziende che aprono le porte in periodo di raccolta.
Tra Pienza e San Quirico d'Orcia, il filo conduttore è l'olio nuovo servito su pane senza sale, mentre il sole tramonta verso il Monte Amiata. Il report segnala come siano soprattutto europei e statunitensi a trainare la domanda, con una disponibilità a spendere fino a 100 euro per esperienze come le Cene in Uliveto. Altre formule richieste includono percorsi Spa a base di olio EVO biologico e degustazioni guidate da sommelier dell'olio, pensate per chi cerca approfondimento e qualità certificata.
Garda Trentino: dove cresce il birraturismo
Sport, paesaggi verticali e una pinta locale al termine della giornata. Nel Garda Trentino le pareti dolomitiche si tuffano nel blu del lago, creando un ambiente unico tra Arco e Riva del Garda. Qui regnano windsurf e vela, spinti dai venti Ora e Pelér, insieme all'arrampicata sulle falesie che dominano il castello di Arco. In questo scenario è maturata una scena brassicola che ha trovato nelle taproom il suo punto di contatto con i visitatori.
Puglia: Ostuni e Carovigno con ulivi millenari
Contrasti netti e un'accoglienza che mette al centro l'Ogliarola salentina. Tra Ostuni e Carovigno, alle porte settentrionali del Salento, il paesaggio è fatto di muretti bianchi, masserie fortificate e suoli rossi. Qui l'oleoturismo si intreccia con pratiche lente e condivise: sessioni di meditazione tra gli ulivi, cene rurali con tavoli in legno illuminati da fili di lampadine, profumi di rosmarino e di mare.
Il protagonista è l'olio locale, con l'Ogliarola salentina a fare da filo conduttore nel piatto e nel bicchiere. L'esperienza punta sull'essenziale: ambienti all'aperto, prodotti del territorio e un tempo dilatato che consente di capire davvero cosa c'è dietro una bottiglia.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Birra e olio: gli italiani hanno scoperto un modo gustoso di viaggiare, e queste sono le 3 migliori regioni dove farlo







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