Valle d’Aosta, un castello tra i meleti con 171 volti nel soffitto

Tra i filari della piana di Saint‑Pierre emerge un maniero poco appariscente all’esterno ma unico all’interno.
Castello Sarriod de La Tour
Hagai Agmon-Snir, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Non è la solita rocca in cima a uno sperone. In Valle d'Aosta, ai margini della SS26 e nel cuore della piana coltivata a meleti, il Castello Sarriod de La Tour sorprende dove meno ci si aspetterebbe. All'esterno appare misurato, quasi timido tra orti e tetti scuri; all'interno rivela uno dei saloni più singolari dell'arco alpino: la Sala delle Teste. Qui, 171 mensole lignee scolpite fissano chi entra con sguardi ironici, grotteschi, solenni.

Dove si trova il Castello Sarriod de La Tour 

Il Castello Sarriod de La Tour sorge a Saint-Pierre, a pochi minuti da Aosta, in una posizione piana inusuale per un maniero valdostano. Da un lato si affacciano meleti e campi, dall'altro lo sguardo cade sulla scarpata che digrada verso la Dora Baltea

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Questa doppia vocazione, contadina e strategica, ne definisce il carattere. È un'architettura da attraversare, più che da guardare a distanza.

Dalle origini al Quattrocento: come è cambiato nel tempo

Le origini del complesso restano parzialmente oscure, ma il nucleo medievale comprendeva una torre quadrata con cappella e cinta muraria, secondo uno schema tipico della regione. La famiglia Sarriod, documentata dal XII secolo, ne guidò la crescita per secoli, trasformandolo in una residenza di rango. 

La svolta arriva nel 1420, quando Jean Sarriod riplasma il donjon in un castello rappresentativo, aggiungendo nuovi corpi e dettagli che ancora parlano di quell'epoca, come la scala a chiocciola e le finestre crociate in pietra da taglio. Nei secoli successivi si sommano torrette, ali abitative e ambienti di servizio.

Il legame dinastico resta saldo fino al 1923, anno del passaggio ai Bensa di Genova. Dal 1970 il castello è di proprietà della Regione autonoma Valle d'Aosta e fa parte del circuito visitabile del patrimonio culturale regionale.

La Sala delle Teste: 171 sculture che parlano

Il cuore della visita si trova al primo piano dell'ala nord, dove il soffitto ligneo della Sala delle Teste concentra l'attenzione. Le 171 mensole scolpite, databili in genere agli anni Trenta del Quattrocento, emergono dalle travi come un coro sospeso. Figure cortesi e maschere grottesche, dame e cavalieri, volti barbuti, animali selvatici, sirene, draghi e creature ibride compongono un repertorio libero e allusivo, tra ironia e morale. 

Secondo l'interpretazione più condivisa, l'ambiente aveva una funzione di rappresentanza. Doveva stupire gli ospiti con un immaginario ricchissimo, capace di fondere gusto cortese e provocazione. 

Cappella e percorso di visita: cosa non perdere

La visita non si esaurisce nel grande salone: procedendo tra passaggi, corti e scale, si incontrano ambienti che chiariscono come si vivesse in una casa fortificata. La cappella interna conserva pitture di epoche diverse: fonti regionali segnalano affreschi duecenteschi e quattrocenteschi, con un intervento significativo nel 1478 per volontà di Antoine Sarriod de La Tour.

Nei secoli successivi una struttura settecentesca ne ha in parte coperto le pitture, poi rimesse in luce dai restauri novecenteschi. Tra gli elementi architettonici spicca il viret, la scala a chiocciola quattrocentesca che avvolge i gradini di pietra attorno a un perno centrale. 

Orari, biglietti e modalità di accesso

Secondo le informazioni turistiche regionali, l'apertura varia con le stagioni. Da aprile a settembre l'orario ordinario è 9.00-19.00; da ottobre a marzo 10.00-13.00 e 14.00-17.00. Il giorno di chiusura è di norma il lunedì, esclusi luglio e agosto e i festivi; il sito resta chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.

L'ingresso è accompagnato e organizzato per turni, con ultima visita prima della chiusura indicata ufficialmente. Le tariffe segnalate prevedono 6 euro per l'intero, 4 euro per il ridotto e 3 euro per i giovani tra 19 e 25 anni, con gratuità per minori di 18 anni e altre categorie.

Come arrivare: auto e mezzi pubblici

Il castello si raggiunge facilmente lungo l'asse principale della Valle d'Aosta. 

  • In auto si percorre la SS26 in direzione Aosta o Courmayeur, seguendo le indicazioni per il parcheggio dedicato a Saint-Pierre. Dal parcheggio comunale si prosegue a piedi su un tratto comodo fino alla biglietteria.
  • Con i mezzi pubblici si può fare riferimento agli autobus che servono la valle centrale da Aosta, con fermate nell'area di Saint-Pierre. Dalla fermata più vicina, la camminata è di circa dieci minuti. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Nascosto tra i meleti della Valle d’Aosta, c’è un castello unico al mondo con 171 sguardi misteriosi che ti osservano dal soffitto

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