Il ramo di Lecco sul lago di Como tra borghi d’acqua e trekking

Il lato lecchese del Lario sorprende con borghi sull’acqua, giardini storici e sentieri con vista.
Lecco
Manzoni Studios Pexels

L'acqua immobile che riflette le Grigne, campanili che scandiscono il profilo dei borghi, passerelle sospese a pochi centimetri dal lago. Sul ramo orientale del Lago di Como, quello che scende verso Lecco, si scopre un paesaggio quotidiano ma potente, lontano dalla mondanità di Como e Bellagio. Ville storiche, nuclei medievali affacciati sull'acqua e percorsi tra boschi e rocce che partono a pochi minuti dal lungolago. È un angolo perfetto per una giornata da Milano, oppure per un weekend all'insegna della letteratura di Manzoni che riaffiora tra Pescarenico, Olate e la Rocca dell'Innominato.

Dove si trova il ramo lecchese del Lario

Il cosiddetto "Lago di Lecco" coincide con il braccio orientale del Lago di Como, che si allunga a sud fino alla città di Lecco e guarda, a ventaglio, verso Bellagio da un lato e Colico dall'altro. 

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Collegamenti ferroviari frequenti da Milano fermano vicino al centro e al lungolago, mentre in auto si risale la valle dell'Adda e poi si prosegue lungo la sponda orientale, toccando Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Lierna, Varenna, Bellano, Dervio e Colico. Per chi arriva in aereo, gli scali di Linate, Malpensa e Bergamo sono i riferimenti utili per proseguire in treno o con un'auto a noleggio. 

Lecco: lungolago, archeologia industriale e luoghi manzoniani

Lecco, città forgiata dalla metallurgia, ha recuperato nel tempo il rapporto con il lago e messo in valore il legame con Alessandro Manzoni. La passeggiata sul lungolago conduce dal centro al Ponte Azzone Visconti, opera trecentesca che segna lo sbocco dell'Adda: un punto in cui il rumore dell'acqua accompagna biciclette e auto. Nel cuore urbano si riconosce subito la basilica di San Nicolò, con il campanile ottagonale che i lecchesi chiamano "Matitone", da cui nelle giornate limpide si abbraccia il profilo del Lario. 

Tra le soste culturali spiccano il Palazzo delle Paure, oggi spazio espositivo dedicato anche alla montagna locale, e la Torre Viscontea, ultimo frammento del castello visconteo, che ospita il Museo della Montagna e dell'Alpinismo Lecchese.

Il filo manzoniano attraversa la città. Villa Manzoni conserva manoscritti, prime edizioni e oggetti familiari che riportano alla vita privata dello scrittore. A Pescarenico, quartiere di pescatori affacciato sull'Adda, si riconosce l'ambientazione del convento di fra Cristoforo; a Olate e Acquate si individuano, dall'esterno, la presunta casa di Lucia e il palazzo di Don Rodrigo. In centro, un monumento in bronzo rende omaggio all'autore dei Promessi Sposi. 

Sponda orientale: spiagge, borghi e castelli

Uscendo da Lecco verso nord, si susseguono spiagge di ciottoli, promontori fortificati e nuclei compatti a pochi metri dall'acqua. 

Abbadia Lariana e le Cascate del Cenghen

Subito oltre la città, Abbadia Lariana concentra lidi e tratti di spiaggia libera con chioschi e noleggio di kayak e pedalò. Dalla frazione di Linzanico un percorso nel bosco conduce alle Cascate del Cenghen, una gola ombrosa dove l'acqua scende incassata tra pareti rocciose: un rifugio naturale nelle giornate più calde.

Mandello del Lario e il mito Moto Guzzi

Mandello è indissolubilmente legata alla storia della Moto Guzzi. Nel museo aziendale si passa dalle origini ai modelli da corsa, tra carene lucide, officine e prototipi che raccontano più di un secolo di meccanica italiana. Il centro storico, fatto di case color pastello e vicoli che risalgono verso la chiesa di San Giorgio, conserva l'atmosfera del borgo lacustre.

Lierna: castello sul lago e la Riva Bianca

Tra le fermate dei battelli, Lierna richiama per il suo nucleo medievale raccolto nel Castello di Lierna, un grappolo di vicoli e archi in pietra posati sul promontorio. Appena oltre si apre la spiaggia di Riva Bianca, ghiaia chiara e prato alle spalle, spesso con acqua trasparente anche in piena estate.

Varenna: chiese romaniche e un giardino lungo 2 km

Il colpo d'occhio più iconico del ramo lecchese arriva con Varenna, che scende a gradoni verso il lago tra balconi fioriti e facciate colorate. Dal pontile parte la Passeggiata degli Innamorati, una passerella rossa sospesa sull'acqua che segue le rocce e regala scorci perfetti al tramonto, con Bellagio di fronte che si illumina. 

La piazza di San Giorgio è dominata dalla chiesa romanica, mentre tra i vicoli si alternano wine bar e ristoranti. Chi ama le dimore storiche trova in Villa Monastero un percorso botanico che corre sul lago per circa 2 chilometri, fino a Fiumelatte: agrumi, palme, essenze esotiche e aiuole geometriche introducono a sale arredate tra Otto e Novecento. Qui, nel 1954, Enrico Fermi tenne una lezione che è rimasta nella memoria della comunità scientifica.

Su un promontorio opposto si erge il Castello di Vezio, raggiungibile anche lungo il Sentiero del Viandante. Restano la torre, tratti di mura e spazi verdi da cui lo sguardo abbraccia l'incrocio dei tre rami del lago: una delle viste più ampie del Lario orientale.

Verso nord: l'Orrido di Bellano, Dervio e Colico

Proseguendo lungo costa si incontra Bellano, celebre per l'Orrido: una gola scavata dal Pioverna che si attraversa su passerelle addossate alla roccia, tra spruzzi e rimbombi in profondità. A Dervio il lungolago lineare accompagna un centro raccolto, con la torre di Orezia a presidiare dall'alto. 

All'estremità del ramo, Colico ha spiagge ventose amate da chi pratica windsurf e kitesurf a testimonianze militari uniche: il Forte di Montecchio Nord, con le batterie ancora integre, e il Forte di Fuentes, traccia seicentesca immersa nel verde. Di fronte, sulla penisola di Olgiasca, l'Abbazia di Piona offre un chiostro romanico raccolto e un'atmosfera monastica sospesa.

Sentieri e panorami: dal Viandante al Resegone

La corona di montagne che chiude il ramo lecchese invita a muoversi all'aria aperta. Qui i percorsi iniziano spesso a ridosso dei paesi, trasformando una gita al lago in un'esperienza completa.

Il Sentiero del Viandante, 50 km di balconate sul lago

Tracciato antico oggi perfettamente segnalato, il Sentiero del Viandante collega per circa 50 km Lecco all'area di Colico. È suddiviso in tappe che si possono percorrere in mezza giornata: Lecco-Abbadia Lariana, Abbadia-Lierna, Lierna-Vezio, Vezio-Dervio, Dervio-Piantedo.

Il fondo alterna pianori, leggere salite, boschi e terrazze panoramiche; è adatto anche a camminatori non esperti con calzature adeguate e un minimo di allenamento. 

Resegone, Grignetta e Monte Barro: le salite simbolo

Per chi cerca dislivelli più decisi, il Resegone è la montagna-emblema di Lecco: la salita al Rifugio Azzoni richiede passo sicuro ma ricompensa con una vista che spazia sulla Brianza, sul lago e, nelle giornate limpide, sulle Alpi. Sui versanti opposti la Grignetta offre scenari rocciosi: dai Piani dei Resinelli il sentiero al Rifugio Rosalba richiede circa due ore e mezza tra mughi e canalini, adatto a chi ha confidenza con la montagna. 

Più dolce è il Monte Barro, parco naturale affacciato sul ramo lecchese e sui laghi brianzoli: da Lecco, superato il Ponte Azzone Visconti, si raggiungono i sentieri che conducono a Pian Sciresa, terrazza verde perfetta per una sosta, e poi alla cima.

Tra letteratura e panorami: la Rocca dell'Innominato e la Val Biandino

A Vercurago un percorso breve ma ripido porta in circa mezz'ora alla Rocca dell'Innominato, lo sperone che la tradizione lega al personaggio manzoniano: dall'alto si domina l'Adda che esce dal Lario. 

Nell'entroterra della Valsassina, la Val Biandino regala un cammino amato dagli escursionisti che dal Rifugio Tavecchia porta al Lago di Sasso tra pascoli alti e ruscelli: un'alternativa fresca nelle giornate estive.

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