Capalbio sorprendente tra tarocchi giganti, la rocca e un mare selvaggio

Un borgo maremmano che unisce arte monumentale, mura medievali e 12 km di spiagge: ecco cosa vedere oltre al mare.
Capalbio
GTRES

Si tende a pensare che in Maremma si debba scegliere: o il borgo medievale o il mare. Capalbio invece mette insieme un fortepiano legato a Puccini, 22 sculture monumentali firmate Niki de Saint Phalle e un litorale tra i più continui della Toscana meridionale. In un raggio di pochi chilometri si passa dalle mura sovrapposte della rocca a un giardino visionario, fino a un'oasi WWF dove sostano oltre 300 specie di uccelli. 

La rocca: mura sovrapposte e il fortepiano di Puccini

Il primo impatto è il profilo compatto del paese a poco più di 200 metri di quota: mura che si inseguono, una torre che guarda la campagna fino alla linea blu del Tirreno, vicoli stretti che si incastrano. Si entra a piedi dalla Porta Senese, doppio arco che introduce a una rete di stradine e piccole piazze in cui ogni curva apre un nuovo scorcio.

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L'impronta storica è evidente: dagli Aldobrandeschi ai Medici, Capalbio è stata per secoli l'avamposto sulla Maremma, e il tessuto urbano lo racconta a ogni passo. Lungo via Vittorio Emanuele II si incontrano palazzi signorili, come Palazzo Collacchioni, e archi che incorniciano strappi di paesaggio giallo-verde soprattutto al tramonto.

In cima, la Rocca Aldobrandesca - a pianta a L - conserva una sala con un fortepiano Conrad Graf sul quale suonò Giacomo Puccini: un dettaglio che lega il borgo alla grande musica italiana.

Affreschi quattrocenteschi e pietre romane dentro San Nicola

Appena sotto la rocca, la Chiesa di San Nicola custodisce un interno inatteso rispetto all'esterno sobrio: affreschi del Quattrocento di scuola umbra e senese, con colori ancora vivi e un tratto definito. La torre campanaria, addossata al fianco della chiesa, mostra chiaramente pietre di epoca romana reimpiegate, distinguibili per taglio e cromia.

In paese spicca anche un segnale contemporaneo: "Nana Fontaine" di Niki de Saint Phalle, scultura femminile rotonda e coloratissima che anticipa il linguaggio del vicino Giardino dei Tarocchi. 

Il Giardino dei Tarocchi: 22 arcani monumentali in campagna

Pochi chilometri separano il borgo da Garavicchio, dove Niki de Saint Phalle, a partire dagli anni Settanta e con il contributo di Jean Tinguely, ha creato uno dei parchi d'arte più famosi d'Europa, il Giardino dei Tarocchi.

Le 22 sculture ispirate agli arcani maggiori, alte fino a circa 15 metri, sono strutture in acciaio e cemento rivestite di specchi, vetri e ceramiche colorate. Alla luce maremmana cambiano pelle durante il giorno, tra torri cobalto, figure femminili rivestite di tessere lucide e superfici frammentate che evocano, con una lettura più esoterica, atmosfere alla Parc Guell.

Briganti, castelli scomparsi e ville romane

Capalbio vive anche di narrazioni popolari e stratificazioni meno appariscenti. La figura di Domenico Tiburzi, brigante ottocentesco amato da contadini e osteggiato dalle autorità, è entrata nell'immaginario locale: la sua sepoltura sul margine del cimitero - frutto di un compromesso dell'epoca - è oggi ricordata da una targa.

Lungo la Pedemontana verso la frazione Giardino si incontrano i resti della Villa delle Colonne, antica residenza rurale romana con tratti di mura e piccole torri visibili dall'esterno di una proprietà privata. Sulla stessa direttrice si riconoscono i ruderi del Castello di Capalbiaccio (o di Tricosto), passato dagli Aldobrandeschi agli Orsini fino alla conquista senese che ne determinò la rovina.

Spiagge e natura: 12 km tra dune, macchia e l'Oasi WWF del Lago di Burano

Dalla collina al mare, il paesaggio cambia ritmo senza perdere coerenza. Il comune dispone di circa 12 km di spiaggia continua, dal promontorio di Ansedonia al confine con il Lazio, alternando stabilimenti con ristoranti sul mare a lunghi tratti liberi. La sabbia scurissima e compatta di Playa Torba, che contribuisce a un'acqua limpida nonostante il fondale sabbioso, vira a tonalità più chiare man mano che si scende verso sud.

Alle spalle, soprattutto a Macchiatonda, un sistema di dune e macchia mediterranea fa da cuscinetto naturale all'Oasi WWF del Lago di Burano, stagno costiero di circa 140 ettari entro una riserva di 410 ettari attiva dal 1980. Capanni, passerelle e punti di osservazione consentono di cogliere un mosaico di ambienti che ospita oltre 300 specie di uccelli, dai rapaci alle anatre di passo.

Arte nel paesaggio: quando il neon incontra i campi

All'interno dell'area di Terre di Sacra, collegata alla riserva, si trova "Spazio Amato" di Massimo Uberti, una scritta al neon che di notte dialoga con il contesto agricolo. È un esempio di come in bassa Maremma l'arte contemporanea venga messa in relazione con il territorio, anche grazie a progetti diffusi come Hypermaremma.

Come arrivare: auto, treno e aeroporti

Capalbio si raggiunge facilmente in auto lungo la SS1 Aurelia da Roma e da Grosseto; da Firenze si segue la Firenze-Siena, poi la Siena-Grosseto e infine si scende verso sud in direzione Capalbio. Chi proviene da nord via A1 può deviare a Valdichiana, proseguire sulla Siena-Grosseto e quindi verso Albinia seguendo le indicazioni. 

In treno, la piccola stazione sulla linea tirrenica collega Capalbio con Roma, Grosseto, Pisa e Genova con frequenze regolari; per servizi più capillari resta utile il nodo di Grosseto. Gli aeroporti di riferimento sono Roma Fiumicino e Pisa, entrambi connessi alla linea tirrenica, consentendo anche un itinerario senza auto, pur restando il mezzo proprio l'opzione più flessibile per combinare borgo, mare e campagna.

Articolo visto su (travel.thewom.it) È la “piccola Atene” della Toscana: un borgo magico tra sculture giganti, leggende e mare selvaggio

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