Dolomiti assediate dallo scatto virale, arrivano code, limiti e stop geotag

Numeri e luoghi dell’overtourism fotografico in quota. Cosa cambia per chi parte e cpme organizzare il viaggio in anticipo.
Dolomiti assediate dallo scatto virale: code, limiti e stop geotag
Photo by kai muro on Unsplash

File alle navette per raggiungere un rifugio, limiti all'accesso in auto ai laghi più iconici, guide che chiedono di non geolocalizzare i sentieri fragili. Sulle Dolomiti la corsa allo scatto perfetto sta cambiando modi e tempi della visita, trasformando panorami celebri in set fotografici a cielo aperto. Non si va più soltanto a vedere un paesaggio: si cerca la stessa inquadratura vista sui social, replicata milioni di volte. Il risultato sono code, prenotazioni obbligatorie e regole nuove per contenere flussi che, nei giorni di punta, diventano ingestibili. 

Tre Cime di Lavaredo: code alle navette e parcheggio su prenotazione

A luglio alle Tre Cime di Lavaredo circa 300 persone sono rimaste in attesa nel piazzale di Misurina per salire sulle navette dirette al rifugio Auronzo. Per accedere in auto al parcheggio delle Tre Cime è ormai obbligatoria la prenotazione online, misura introdotta per gestire uno dei flussi più imponenti delle Dolomiti. 

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Nel nuovo schema si tende a favorire l'accesso scaglionato e a prevenire l'ingresso non pianificato, riducendo congestione e sosta irregolare. Il sistema delle navette, però, resta sensibile ai picchi orari e alle giornate "da cartolina", quando la voglia di replicare lo scatto perfetto esplode. 

Seceda: dallo spot globale alle file per lo scatto con le Odle

La cresta del Seceda è diventata un'icona internazionale, anche grazie alla comparsa in uno spot nel 2023. L'esposizione globale ha amplificato la popolarità di un'immagine ormai riconoscibile: il profilo delle Odle alle spalle, la cresta in primo piano, il cielo limpido. Negli anni successivi sono circolate immagini di code agli impianti di risalita, con visitatori che arrivano esplicitamente per conquistare quella foto. 

Lago di Sorapis: fino a 2mila presenze nei giorni caldi

Acqua turchese da sembrare filtrata, con anfiteatro dolomitico intorno: il Lago di Sorapis è una fotografia "già pronta", che in alta stagione può richiamare fino a circa 2mila persone sulle sue rive in un solo giorno. L'equazione è semplice: un'immagine irresistibile combinata a un percorso sempre più frequentato. Il risultato è un affollamento che spinge professionisti e creator locali a interrogarsi sul proprio ruolo. Alcuni hanno smesso di indicare le coordinate precise dei luoghi più fragili, mentre alcune guide avrebbero persino iniziato a chiedere ai clienti di non geolocalizzare certe escursioni. È un cambio culturale che riconosce il potere moltiplicatore dei social nella scelta delle mete e nel momento dell'esplosione dei flussi.

Lago di Braies: l'archetipo dell'"Instagram mountain"

Pontile di legno, barchette e acqua color smeraldo: il Lago di Braies è l'immagine-simbolo di una montagna instagrammabile. Già nel 2023 si contavano oltre mezzo milione di post su Instagram legati al luogo, a conferma di un richiamo globale consolidato. Durante l'estate l'accesso in auto è sottoposto a forti limitazioni, proprio per contenere una pressione che altrimenti sarebbe continua per tutta la giornata. 

Articolo visto su (leggo.it) Turisti cafoni in montagna: km di coda per il krapfen virale sulle Dolomiti, ore in fila per un selfie in chiesa in Alto Adige

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