Un fiordo che non è un fiordo, un paese che "non esiste" e un ponte sospeso tra pareti di roccia: a Furore la Costiera Amalfitana cambia ritmo e prospettiva. Qui il mare si osserva dall'alto, tra pergolati di vite e gradini senza fine, mentre in basso rimbomba il fragore delle onde nel vallone. Il colpo d'occhio è quello di un presepe verticale, ma la sorpresa arriva camminando: murales sulle facciate, antiche cartiere lungo il torrente e una scenografia naturale che sembra disegnata. Si parla di uno dei borghi più piccoli della Costiera, riconosciuto dall'UNESCO e inserito tra i borghi più belli d'Italia, eppure capace di restare defilato.
Furore , il borgo "che non esiste"
A Furore non ci sono né piazza principale né lungomare: il paese è un insieme di contrade ritagliate sul fianco dei Monti Lattari, collegate da una rete fittissima di vicoli e scale. Da qui il soprannome di "paese che non esiste", perché dall'alto sembra scomparire tra roccia e vegetazione.
Il paesaggio alterna casette bianche e pastello, pergolati di vite che punteggiano i terrazzamenti, oliveti e limoneti che, nelle giornate calde, profumano l'aria. La storia affonda sui monti, con comunità rifugiate ai Lattari in epoca tardoantica, per poi scendere al mare con mulini e cartiere alimentati dal torrente Schiato. Negli anni Ottanta è arrivato il linguaggio dell'arte urbana: un museo all'aperto di murales firmati da artisti italiani e stranieri ha trasformato i muri del borgo in tele a cielo aperto.
Il fiordo più scenografico della Costiera
Il simbolo è il Fiordo di Furore: tecnicamente un vallone scavato dal torrente Schiato, in cui il mare si insinua fino a una minuscola spiaggia di ciottoli scuri. In alto corre il ponte della Statale 163, che unisce Furore a Praiano e Conca dei Marini e regala l'inquadratura più celebre dell'insenatura.
Qui l'acqua resta fresca anche in piena estate: il sole arriva tardi e va via presto, creando una penombra naturale che calma la calura. Poco lontano, solo via mare, si nasconde la "Marinella della Madonnina", una minuscola baia selvatica riconoscibile da un masso che ricorda una Madonna col bambino.
Come si scende al fiordo e cosa si vede lungo la scala
Si arriva soltanto a piedi, percorrendo una lunga scala che parte dalla strada statale. Il tracciato tocca casette di pescatori restaurate, piccoli monazzeni in muratura e una cappella rupestre dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, dettagli che raccontano il rapporto stretto tra mare, lavoro artigianale e devozione popolare.
La discesa è semplice, ma bisogna considerare la risalita e l'assenza di parcheggi nei pressi della scalinata, un aspetto che incide sulla pianificazione della visita nelle ore centrali e in alta stagione.
Sentieri panoramici: dall'amore alla "volpe pescatrice"
Furore è un invito a camminare. La rete di sentieri collega chiese, belvedere e spiagge, offrendo scorci sempre diversi tra roccia e mare.
- In quota, intorno ai 500 metri, il Sentiero dell'Amore parte dalla Chiesa di Sant'Elia e dissemina il percorso con maioliche che raccontano simboli e frasi dedicate ai mille volti dell'amore. Poco impegnativo e profumato di macchia mediterranea, conduce a un affaccio scenografico su Praiano e sull'orizzonte blu.
- Dal medesimo belvedere si può imboccare il Sentiero delle agavi in fiore, che scende verso Marina di Praia: alcuni tratti sono ripidi e richiedono scarpe adatte, ma in cambio si cammina tra costoni a picco punteggiati da agavi monumentali.
- Più teatrale ancora è il Sentiero della Volpe Pescatrice: circa 1.500 gradini che collegano Sant'Elia alla spiaggia del fiordo. Il nome richiama una volpe di cui si racconta l'abitudine di attendere i pescatori per sottrarre qualche preda. La discesa è rapida, ma impegnativa per le gambe; negli ultimi tratti il fiordo appare come una lama di mare incisa nella roccia sotto l'arco del ponte.
Adrenalina sopra il mare: la zipline sul vallone
Per chi cerca un punto di vista diverso, la zipline permette di scivolare imbragati sopra il vallone del fiordo, con possibilità di volo in coppia. In alcuni casi si offre il noleggio di una action cam per riprendere l'esperienza, così da rivedere il percorso dall'alto verso il mare.
È un modo rapido e immersivo per leggere il paesaggio, misurando distanza e verticale con un'unica linea sospesa tra i due versanti.
Arte a cielo aperto e tracce di storia
Negli anni Ottanta Furore ha invitato artisti italiani e internazionali a dipingere i muri delle case: oggi il borgo è un museo all'aperto di murales, con figure, scene contadine e geometrie che spezzano l'austerità della roccia. In alto, piccoli luoghi sacri custodiscono secoli di devozione rurale: l'Eremo di Santa Barbara ricavato nella roccia, la Chiesa di San Giacomo con affreschi di scuola giottesca, Sant'Elia con un trittico ligneo quattrocentesco e San Michele Arcangelo con tre navate barocche.
Santa Maria della Pietà conserva un antico cimitero pre-napoleonico e l'Oratorio dell'Immacolata, tasselli che raccontano stratificazioni di fede e comunità. Tra i monazzeni del fiordo si riconoscono anche le case in cui soggiornarono Roberto Rossellini e Anna Magnani durante le riprese de "L'Amore".
Come arrivare a Furore
Nonostante l'aria appartata, Furore è collegata sia via costa sia via monti.
- In auto, da Napoli si prende l'A3 verso Salerno con uscita a Castellammare di Stabia, quindi SS 366 per Agerola e infine le indicazioni per Furore: strada di montagna, curve e panorami continui sul Golfo. Da Salerno si esce a Vietri sul Mare e si prosegue lungo la Statale 163 Amalfitana verso Amalfi fino al tratto che costeggia il fiordo.
- Con i mezzi pubblici si può combinare Circumvesuviana fino a Sorrento e poi autobus SITA per Amalfi; da qui, la linea Amalfi-Agerola ferma a Furore. Da Salerno, invece, si parte dalla stazione ferroviaria con autobus SITA per Amalfi e si cambia per la stessa linea diretta verso Agerola.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Chiamato il “paese che non esiste”, questo borgo verticale a picco sul mare ha il fiordo più incredibile d’Italia








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