Un'isola dove i semafori non esistono, i centri commerciali neppure e il mare sembra verniciato di turchese: è l'Isola del Giglio, uno dei tesori più sorprendenti dell'Arcipelago Toscano. In pochi chilometri si condensano borghi medievali, torri costiere, un faro da film, spiagge per ogni esigenza e una rete di sentieri che attraversa vigne e macchia. Ecco una guida ragionata per capire cosa vedere, dove fare il bagno e come organizzare gli spostamenti.
Borghi, torri e fari: l'anima di pietra del Giglio
L'isola svela la sua storia in tre scenari distinti: il porto vivace, il borgo fortificato in quota e la grande baia occidentale. A questi si sommano torri medicee, tracce romane affacciate sull'acqua e un faro ottocentesco tra i più fotogenici del Tirreno.
Giglio Porto, le torri e la villa romana
Giglio Porto è l'unico approdo dell'isola e la porta d'ingresso a escursioni e giri in barca. Le facciate colorate si allineano lungo il molo, mentre poco oltre si alza la Torre medicea del XVI secolo, nata per respingere i pirati. Sul promontorio opposto si distingue la Torre del Lazzaretto, usata in passato anche come luogo di quarantena.
Nella caletta del Saraceno affiorano i resti di una villa romana del I secolo d.C., attribuita ai Domizi Enobarbi: mosaici, tratti murari e vasche scavate nella roccia per l'allevamento dei pesci raccontano un pezzo di antichità a due passi dal mare.
Giglio Castello e la Rocca Aldobrandesca
La strada panoramica conduce a Giglio Castello, inserito tra i "Borghi più belli d'Italia". Le mura medievali stringono vicoli, archi e case addossate, con scorci improvvisi sul Tirreno. In cima, la Rocca Pisana (o Aldobrandesca) mostra l'impianto di una fortezza progettata per resistere agli assedi: mura, cisterna, spazi per stoccaggi e ripari.
Nella chiesa di San Pietro Apostolo si conservano arredi e reliquie provenienti dalla cappella privata di papa Innocenzo XIII, testimonianza di un legame stretto tra l'isola e la storia ecclesiastica.
Campese e l'ex miniera sul mare
Sulla costa occidentale, Giglio Campese apre una baia ampia presidiata da una torre costiera. Alle sue spalle emerge il promontorio del Franco, memoria dell'attività estrattiva di ferro e pirite attiva fino agli anni Settanta del Novecento.
Faro di Capel Rosso, set cinematografico
All'estremo sud, una strada e poi un sentiero conducono al faro di Capel Rosso, riconoscibile per la torre bianca ottagonale e l'edificio a fasce bianche e rosse. Qui sono state girate scene de "La grande bellezza".
Spiagge e calette: dove l'acqua è più trasparente
Il perimetro del Giglio è in gran parte roccioso, ma regala alcune spiagge sabbiose comode e diversissime tra loro. Dalla mezzaluna occidentale di sabbia scura alle spiagge chiarissime sul lato orientale, ogni baia ha un carattere preciso.
Le quattro spiagge principali
Prima di scegliere dove stendere l'asciugamano, conviene valutare vento, affollamento e servizi disponibili. Alcune baie si raggiungono a piedi lungo sentieri panoramici, altre con taxi boat dal porto.
- Baia di Campese: ampia, sabbia scura e ideale anche per famiglie. Venti da ovest interessanti per windsurf e kitesurf. Torre e faraglione come quinta scenografica.
- Le Cannelle: sabbia chiarissima e acqua turchese a pochi minuti da Giglio Porto. Accesso a piedi lungo la strada panoramica, in taxi o con taxi boat.
- Le Caldane: striscia dorata raggiungibile solo via mare o con sentiero costiero dalle Cannelle. Trasparenze da cartolina e atmosfera più raccolta.
- L'Arenella: sabbia dorata granulosa, grandi scogli lisci e una roccia in acqua chiamata "La Tartaruga"; alle spalle, pini e lecci. Collegamenti con scooter, taxi, autobus (fermata Monticello) o a piedi.
Snorkeling, immersioni e delfini nel Santuario dei Cetacei
Secche rocciose, pareti e piccole grotte ospitano una fauna ricca: si incontrano ricciole, barracuda, tonni di taglia, murene, gronghi, aragoste e cernie. L'isola ricade nel Santuario dei Cetacei istituito da Italia, Francia e Principato di Monaco: durante gli spostamenti in barca non sono rari gli avvistamenti di delfini.
A Giglio Porto si prenotano immersioni guidate e corsi per il primo brevetto, oltre a uscite di pesca sportiva nel rispetto delle specie protette e delle distanze di osservazione.
Sentieri, vino e archeologia a cielo aperto
L'interno del Giglio è attraversato da oltre 60 chilometri di percorsi segnalati, con varianti che tagliano l'isola da costa a costa. Altimetrie moderate ma saliscendi continui richiedono scarpe adatte e un minimo di allenamento, soprattutto nei tratti esposti.
Tra vigne e "capannelli": il regno dell'Ansonaco
Lungo i sentieri si incontrano i tipici "capannelli", dove si riposava e si svolgevano le prime lavorazioni dell'uva. Qui domina l'Ansonaco, bianco dal carattere deciso con cuore produttivo attorno a Giglio Castello.
A fine settembre il borgo si anima con la Festa dell'Uva e delle Cantine Aperte, quando le antiche cantine riaprono e le vie profumano di mosto.
Megaliti, dolmen e il punto più alto
Gli appassionati di archeologia possono prevedere soste alla Cote Ciombella, in zona Le Porte, dove affiorano siti megalitici che attestano antiche frequentazioni. Sorpresa nella macchia anche lungo il tracciato tra le Cannelle e Giglio Castello, dove si incontra un dolmen incorniciato dalla vegetazione.
Per un colpo d'occhio a 360 gradi, la meta è il Poggio della Pagana, vetta dell'isola: con meteo limpido si distinguono sagome dell'Arcipelago Toscano e della costa maremmana.
Come arrivare all'Isola del Giglio
L'accesso più comodo è da Porto Santo Stefano, sul promontorio dell'Argentario. Da qui salpano i traghetti che in circa un'ora raggiungono Giglio Porto. In alta stagione conviene prenotare in anticipo, soprattutto con veicolo al seguito.
Gli aeroporti di riferimento, per proseguire via terra, sono Roma e Pisa.
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