Quando si è a Parigi si pensa subito al Louvre, ma a pochi isolati dagli Champs-Élysées c'è un museo che sorprende chiunque lo scopra. È il Jacquemart-André, allestito in una residenza privata dell'Ottocento dove la vita elegante dell'epoca incontra capolavori firmati Botticelli, Mantegna e Rembrandt. Un luogo in cui ogni stanza racconta una storia, tra interni scenografici e una collezione costruita pezzo dopo pezzo da due grandi viaggiatori.
- Una dimora dell'Ottocento trasformata in scrigno d'arte
- Una collezione costruita viaggiando: dai salotti di Parigi all'India
- Cosa vedere: Francia, Fiandre e Olanda in dialogo
- Il Rinascimento italiano al primo piano: Botticelli, Mantegna e oltre
- Info pratiche: orari aggiornati, biglietti e gratuità
- Come arrivare: metro, bus e auto
Una dimora dell'Ottocento trasformata in scrigno d'arte
Il museo occupa un hôtel particulier dell'VIII arrondissement, avviato nel 1869 per volere del banchiere e deputato Édouard André. Il progetto porta la firma dell'architetto e decoratore Henri Parent, che sperimentò soluzioni scenografiche anche all'esterno.
La facciata rialzata rispetto al livello stradale crea un effetto teatrale fin dall'ingresso, mentre all'interno si apre uno scalone a doppia elica che funziona come una galleria in verticale. L'architettura guida la visita e moltiplica i punti di vista sulle opere esposte, restituendo l'atmosfera di una grande residenza parigina di fine secolo.
Una collezione costruita viaggiando: dai salotti di Parigi all'India
Édouard André e la pittrice Nélie Jacquemart misero insieme la loro raccolta con decenni di acquisti e viaggi in Europa, spingendosi fino in India alla ricerca di dipinti, sculture e arti applicate. Alla morte di André, nel 1894, fu Nélie a continuare il progetto con lo stesso rigore.
La coppia scelse di destinare la dimora all'interesse pubblico: dopo la scomparsa di Nélie, nel 1912, l'edificio passò all'Institut de France secondo le loro volontà. Dal 1913 la casa è ufficialmente museo, con il raro privilegio di conservare il carattere autentico degli ambienti originari.
Cosa vedere: Francia, Fiandre e Olanda in dialogo
Il nucleo dedicato alla pittura francese raccoglie nomi centrali tra Settecento e primo Ottocento. Si incontrano ritratti e scene di genere di artisti come Nattier, Vigée-Lebrun, Chardin, Fragonard e David, in un percorso che racconta gusto, società e tecnica dell'epoca.
Accanto, il confronto con la pittura nordica del Seicento illumina il passaggio di eredità tra scuole: tra i maestri presenti figurano Van Dyck, Frans Hals, Jan de Bray, Rembrandt, Philippe de Champaigne e Jacob van Ruisdael. Una scelta voluta da Édouard André per mostrare come i maestri fiamminghi e olandesi abbiano influenzato gli artisti francesi del secolo successivo.
Il Rinascimento italiano al primo piano: Botticelli, Mantegna e oltre
Il cuore italiano della casa museo occupa il piano nobile ed era, in origine, un piccolo museo privato riservato a pochi invitati. Qui si concentrano opere del Quattrocento che parlano la lingua del Rinascimento. Tra i nomi, spiccano Bellini e Mantegna, con un Ecce Homo di grande intensità, insieme a Uccello e al Perugino.
La presenza di Botticelli dà ulteriore respiro internazionale alla raccolta, rendendo questo angolo di Parigi una tappa imprescindibile per chi segue i fili dell'arte italiana in Europa. Il tutto in ambienti decorati che mantengono l'eleganza domestica dell'epoca.
Info pratiche: orari aggiornati, biglietti e gratuità
L'ingresso alle collezioni permanenti prevede un biglietto intero a 19 euro, con riduzioni a 15,50 euro per studenti, giovani tra 19 e 25 anni e possessori della Pass Education. Per famiglie e ragazzi tra 7 e 18 anni è disponibile un ulteriore sconto, con ticket a 10 euro. L'accesso è gratuito per bambini sotto i 7 anni, membri e staff dell'Institut de France, persone con disabilità e accompagnatori, giornalisti e guide turistiche.
Gli orari di apertura consentono di scegliere il momento più comodo: fino al 10 settembre il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18. Successivamente, dal lunedì al giovedì si entra dalle 10 alle 18, il venerdì dalle 10 alle 22 e nel fine settimana dalle 10 alle 19. L'ultimo ingresso è previsto 30 minuti prima della chiusura.
Come arrivare: metro, bus e auto
La sede del museo, nell'VIII arrondissement, è ben collegata con la rete del trasporto pubblico. La metropolitana permette un accesso rapido con due linee principali, mentre numerose linee di autobus coprono l'asse che unisce i boulevard e le arterie storiche.
- Metro: linee 9 e 13, fermate Saint-Augustin, Miromesnil o Saint-Philippe du Roule.
- Bus: linee 22, 43, 52, 54, 28, 80, 83, 84 e 93.
- Auto: Parking Haussmann-Berri, aperto 24 ore su 24, a pochi passi dal museo.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Dimenticati del Louvre: il vero museo da visitare a Parigi è una casa dell’Ottocento che ospita Botticelli e Rembrandt








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