A Mondovì ci sono due centri storici, la funicolare e una cupola da record

Tra Langhe e Alpi, un borgo con due cuori collegati da una funicolare firmata Giugiaro.
Mondovì
Girafrittata, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Due centri storici collegati da una funicolare di design, oltre quaranta meridiane dipinte sui palazzi e una cupola ellittica primatista mondiale a pochi minuti di strada. Mondovì non ha la fama di altri borghi piemontesi, ma concentra grandi sorprese in spazi brevi. Qui si incontrano una tradizione tipografica antica, capolavori barocchi, grotte spettacolari e un cielo costellato di mongolfiere. 

Breo: portici, botteghe e il ritmo della "città del tempo"

Il percorso più efficace parte da Breo, la parte bassa della città affacciata sul torrente Ellero. Dopo aver lasciato l'auto nei pressi della vecchia stazione, conviene attraversare il ponte con la Fontana dei bambini per entrare in un reticolo di vie porticate, negozi storici e insegne gastronomiche.

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Tra vetrine di formaggi, vini delle Langhe e profumo di nocciole, si ritrova subito l'anima piemontese più concreta. In piazzetta San Pietro, la scalinata marmorea della chiesa dei Santi Pietro e Paolo dialoga con le facciate dipinte da meridiane colorate. Non è un dettaglio folkloristico: Mondovì è detta "città del tempo" per l'insolita densità di orologi solari, veri affreschi scientifici disseminati tra i rioni.

La funicolare di Giugiaro e l'arrivo a Mondovì Piazza

Dal tessuto compatto di Breo si sale in quota con la funicolare progettata da Giorgetto Giugiaro. In pochi minuti, una cabina vetrata copre oltre cento metri di dislivello, mentre verso valle scorrono tetti in coppi, campanili e, sullo sfondo, le Langhe. Il biglietto ha validità oraria, una soluzione utile per salire e poi rientrare comodamente a Breo dopo la visita. 

In cima si apre Mondovì Piazza, il nucleo medievale. Piazza Maggiore, irregolare e lastricata in pietra, è un teatro urbano: sotto i portici Soprani e Sottani si alternano caffè e ingressi nobiliari, dal palazzo del Governatore con stemmi dipinti al palazzo Bressani con richiami gotici e tetto merlato, fino al palazzo Fauzone di Germagnano, oggi sede dell'ufficio turistico e del Museo della Ceramica.

Torre, Belvedere e meridiane: panorami e misure del sole

Pochi passi su via Francesco Gallo conducono alla Torre civica e ai giardini del Belvedere. La torre in mattoni, alta 29 metri, custodisce all'interno scale e antichi meccanismi di orologi da campanile, offrendo uno sguardo ravvicinato sul tempo misurato. 

All'esterno, nell'area verde novecentesca, il piccolo Parco del Tempo raccoglie diversi orologi solari, un percorso che racconta l'evoluzione delle tecniche di lettura della luce. Nelle giornate terse, l'arco alpino e le colline vitate si stagliano netti: cime rocciose da una parte, campi ordinati dall'altra. 

Arte e primati culturali: dal primo libro del Piemonte all'illusione barocca

Nel 1472 a Mondovì si stampò il primo libro del Piemonte, e per decenni la città fu sede universitaria e centro di studi religiosi e scientifici. 

Museo della Ceramica

Allestito nel palazzo Fauzone di Germagnano, il percorso racconta secoli di produzione locale: servizi da tavola, mattonelle, oggetti d'uso e pezzi ricercati legati alle manifatture monregalesi. Ricorre spesso il galletto dalla coda variopinta, simbolo di una tradizione che ancora oggi compare nelle vetrine della città.

Museo Civico della Stampa "Liber"

Nell'ex convento seicentesco delle Orfane, la collezione espone torchi tipografici storici e macchine ottocentesche, compresa quella che nel 1848 stampò il primo numero de La Gazzetta del Popolo. Pannelli retroilluminati e installazioni multimediali proiettano immagini cittadine, creando un ponte tra tecniche antiche e linguaggi contemporanei.

La Missione e le prospettive di Andrea Pozzo

La chiesa di San Francesco Saverio, detta della Missione, affaccia su piazza Maggiore e custodisce un interno interamente dipinto. Colonne finte che sembrano reali, una cupola illusoria, angeli e architetture prospettiche portano la firma di Andrea Pozzo, maestro gesuita. Il percorso "Infinitum" valorizza l'esperienza con luci, suoni e proiezioni; la prenotazione è consigliata.

Capolavori vicini: Vicoforte e la "Bibbia dei poveri" di San Fiorenzo

A pochi chilometri dal centro si incontra il Santuario di Vicoforte, tra i monumenti barocchi più importanti del Piemonte. La facciata in arenaria introduce alla cupola ellittica più grande del mondo, rivestita all'interno da oltre 6.000 metri quadrati di affreschi firmati da Mattia Bortoloni e Felice Biella. Con il progetto "Magnificat", imbragatura e casco permettono di percorrere i corridoi interni fino al cupolino, per un punto di vista inedito.

Altra tappa imprescindibile è la cappella di San Fiorenzo a Bastia Mondovì. L'esterno sobrio nasconde un ciclo di affreschi gotici del 1472 che occupa più di 300 metri quadrati: santi, scene evangeliche e un imponente Giudizio Universale. È la cosiddetta "Bibbia dei poveri", immagini nate per raccontare a chi non sapeva leggere, come un grande racconto visivo ante litteram.

Natura, grotte e montagna nel Monregalese

Nel raggio di pochi chilometri il territorio cambia volto. In valle si alternano vigne e noccioleti, mentre il massiccio carsico del Marguareis custodisce cavità spettacolari.

Sottoterra: le grandi grotte

La Grotta di Bossea, in val Corsaglia, è tra le più imponenti grotte turistiche italiane: sale vaste, concrezioni e laghetti raccontano milioni di anni di storia geologica. Visitabili anche la Grotta dei Dossi a Villanova Mondovì e la Grotta del Caudano a Frabosa Sottana, affiancata in superficie da un Adventure Park adatto a chi cerca attività dinamiche.

All'aperto: l'oasi di Crava-Morozzo

Tra Morozzo, Rocca de' Baldi e Mondovì si estende un'area protetta di circa 290 ettari, fatta di stagni, canneti, corsi d'acqua e boschi. Si contano circa 150 specie di uccelli e diversi punti di osservazione per il birdwatching.

In quota: Marguareis e inverno sulla neve

Il Marguareis offre un reticolo di sentieri adatti a tutti: dalle passeggiate tra alpeggi ai trekking di più giorni tra rifugi. Dalla vetta, nelle giornate limpide, l'orizzonte arriva fino al mare. In inverno gli impianti del Monregalese propongono piste da discesa e anelli di fondo; in estate alcune aree diventano bike-park. 

Mongolfiere: il cielo come palcoscenico

Mondovì è considerata la capitale italiana del volo in mongolfiera. Soprattutto al mattino, è frequente vedere palloni colorati alzarsi sopra tetti e colline. All'Epifania si tiene un grande raduno con decine di mongolfiere, uno spettacolo che segna l'inizio dell'anno. 

Durante i mesi restanti si possono prenotare voli turistici con piloti esperti italiani ed europei, per osservare dall'alto Langhe, Alpi e pianura.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Due centri storici e una funicolare di design: il magico borgo piemontese tra vigne e vette che devi scoprire

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