Un paese che vive sull'acqua ma non conosce la folla della riviera: a pochi chilometri dal mare di Imperia, Dolcedo appare all'improvviso tra gli ulivi, disteso lungo due corsi d'acqua che si incrociano. Si tratta di uno di quei borghi che molti viaggiatori stranieri già conoscono, mentre in Italia resta ancora un piccolo segreto. Ponti in pietra, logge seicentesche, vicoli che passano sotto le case e altane sui tetti raccontano un legame antico con il commercio dell'olio e i transiti tra costa e montagna.
Dove si trova Dolcedo in Liguria
Dolcedo sorge nella valle Prino, nell'entroterra di Imperia, e si sviluppa in più frazioni disposte a quote diverse. Il nucleo storico, chiamato tradizionalmente "Piazza", si concentra nel punto in cui il torrente Prino incontra il Rio dei Boschi.
Qui, l'architettura si adatta al paesaggio: le case sono alte e strette, affacciate quasi a filo d'acqua, collegate da ponti e piccole arcate con carruggi.Il borgo è stato costruito nei secoli attorno all'olio, ai commerci e ai collegamenti verso il Piemonte e la Francia.
Un borgo tra due corsi d'acqua: scorci e architetture
L'ingresso più suggestivo in paese parte dalla Loggia Comunale, edificio aperto del XVII secolo eretto quando Dolcedo ottenne l'autonomia amministrativa dalla Repubblica di Genova. Sotto le sue volte si conservano ancora le antiche misure in marmo per olio e vino e le sbarre di ferro graduate per la stoffa: un compendio di storia economica inciso nella pietra.
Dal loggiato, un carruggio in lieve discesa apre la vista su palazzi quattrocenteschi affacciati sul Prino e su un passaggio che, a tratti, si insinua sotto le abitazioni creando brevi tratti coperti e archi bassi. In alto, le altane testimoniano un uso sapiente degli spazi: un tempo servivano per essiccare gli alimenti, oggi sono piccole terrazze intime.
Per attraversare il corso d'acqua si imbocca il ponte in pietra detto dei Cavalieri di Malta: secondo la tradizione locale l'Ordine, presente a Porto Maurizio, ne avrebbe sostenuto la costruzione per facilitare i transiti lungo il Ponente e verso i valichi del monte Faudo.
Mulattiere, uliveti e pallapugno: la valle
Attorno a Dolcedo si allarga una valle di fasce ad ulivo, vecchi frantoi e una rete di mulattiere che per secoli ha collegato le frazioni con l'entroterra. Oggi molti percorsi sono stati ripristinati e segnalati, diventando itinerari per camminare o pedalare in mountain bike tra ombre di lecci.
Seguendo via Ciancergo si raggiunge lo sferisterio, campo di gioco della pallapugno, disciplina antica del Ponente ligure e del Basso Piemonte. Poco sopra, una curva immette verso la frazione di Ripalta e su un secondo ponte in pietra, questa volta sul Rio dei Boschi, dove si notano ancora ruote e canalizzazioni dei frantoi ad acqua.
Piscine naturali e colline fresche d'estate
Per chi desidera alternare la visita al centro con soste nella natura, l'area offre un'opzione molto apprezzata in estate. Vicino alla frazione collinare di Lecchiore si trovano le cosiddette Piscine, pozze naturali alimentate da un torrente di montagna: l'acqua è di un verde ghiaccio e invita a un bagno rigenerante nelle ore più calde.
La sorprendente chiesa barocca di San Tommaso
Una scalinata conduce alla piazzetta dominata dalla chiesa di San Tommaso Apostolo, vero segno distintivo del borgo. L'edificio, affidato nel 1103 dal vescovo di Albenga ai Benedettini di Lerino, ha subito trasformazioni fino ad assumere un impianto barocco progettato dall'architetto Marvaldi, lo stesso autore della chiesa dei Corallini a Cervo.
La facciata dialoga con un elemento più antico: il portale quattrocentesco in pietra nera, valorizzato da un singolare baldacchino sorretto da colonne scure. Il campanile, con base romanica e sopraelevazione barocca, è tra i più alti dell'area e accentua l'effetto di slancio verticale percepibile dalla piazza.
All'interno, pianta a croce greca e doppia decorazione a stucchi raccontano due fasi: prima toni pastello tra verdi e rosa, poi interventi di fine Ottocento con azzurri profondi e oro; alle pareti, tele di scuola genovese testimoniano i legami del Ponente con il capoluogo.
Borghi vicini e mare in bici
Dolcedo è al centro di una costellazione di piccoli paesi che premiano la curiosità. A breve distanza si trova Valloria, celebre per le porte dipinte da artisti italiani e stranieri e per un singolare "museo delle cose dimenticate" dedicato agli oggetti del passato.
Poco oltre, Bellissimi mostra murales colorati e vicoli che si aprono su minuscoli slarghi fioriti. Per chi vuole unire entroterra e mare, la pista ciclabile della Riviera dei Fiori, ricavata sull'ex ferrovia tra Sanremo e l'area di Imperia, offre tratti pianeggianti e panoramici: la Galleria di San Lorenzo, fresca e costellata di pannelli dedicati alla storia del ciclismo italiano, è uno dei segmenti più suggestivi.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Liguria c’è un borgo magico sospeso tra i torrenti che sembra uscito da una fiaba (e lo conoscono ancora in pochi)








per commentare devi effettuare il login con il tuo account