Una porta d'ingresso nuova nel luogo simbolo dell'innovazione italiana del Novecento: a Ivrea, nella Portineria del Pino di via Jervis 11, è operativo il Visitor Centre UNESCO della "città industriale del XX secolo". Qui si comincia a leggere un'intera porzione di città dove fabbriche, case e servizi sociali raccontano il progetto Olivetti. L'apertura della sede definitiva, attiva dal 12 settembre 2026 dopo l'inaugurazione ufficiale del 19 giugno 2026, dà un motivo in più per programmare una visita. L'ingresso è gratuito e l'obiettivo è orientare rapidamente tra edifici, percorsi e interni accessibili.
- Il nuovo Visitor Centre UNESCO
- Ivrea patrimonio UNESCO: cosa rende unico il sito
- MAAM: il museo a cielo aperto lungo 2 chilometri
- Officine ICO: dai Mattoni Rossi al vetro razionalista
- Centro dei Servizi Sociali: industria e comunità
- Talponia: la residenza che scompare nel paesaggio
- Centro storico: castello, duomo e un tesoro del Rinascimento
- Paesaggi e passeggiate tra Dora Baltea e Serra morenica
- Come arrivare e muoversi
- Quanto tempo serve e cosa aggiungere all'itinerario
Il nuovo Visitor Centre UNESCO
La novità è la sede definitiva del Visitor Centre UNESCO, collocata nella storica Portineria del Pino delle Officine ICO, lungo l'asse chiave di via Jervis. Il centro ospita mappe del sito, un plastico tridimensionale e oggetti originali Olivetti, dalle macchine per scrivere ai primi computer da tavolo. Fino al 15 novembre 2026 l'apertura è dal martedì alla domenica, ore 10-18, con chiusura il lunedì; per l'inverno gli orari vengono comunicati separatamente. Nei fine settimana sono previsti tour guidati alle 10 e alle 15, così da trasformare subito l'orientamento in visita sul campo.
Ivrea patrimonio UNESCO: cosa rende unico il sito
Dal 2018 "Ivrea, città industriale del XX secolo" è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO per un insieme coerente di architetture legate alla vita dell'impresa e della comunità. Non si tratta di singoli edifici isolati, ma di un organismo urbano dove progetto industriale e progetto sociale viaggiano insieme. Via Jervis è la spina dorsale da cui leggere la trasformazione: qui si concentrano fabbriche, uffici, servizi e residenze che hanno cambiato il volto della città tra anni Trenta e Sessanta.
MAAM: il museo a cielo aperto lungo 2 chilometri
Per capire Ivrea senza entrare in un museo, si dovrebbe seguire il MAAM, il Museo a cielo aperto dell'Architettura Moderna. Il percorso, lungo circa due chilometri e sempre accessibile, attraversa area industriale e strade vicine con sette stazioni informative. È un itinerario snello e concreto: si procede a piedi, si osservano gli edifici reali e si incrociano i nodi che hanno portato al riconoscimento UNESCO. Dal Visitor Centre si imbocca facilmente il tracciato, trasformando la mappa in esperienza diretta nello spazio urbano.
Officine ICO: dai Mattoni Rossi al vetro razionalista
Il simbolo della città industriale è il grande complesso delle Officine ICO. La storia inizia nel 1898 con la cosiddetta Fabbrica dei Mattoni Rossi, voluta da Camillo Olivetti, per poi evolvere con ampliamenti successivi fino agli anni Cinquanta. Dal 1934 entrano in scena Luigi Figini e Gino Pollini, protagonisti della stagione razionalista che porta grandi superfici vetrate, cemento armato e facciate leggere. L'espansione delle Officine prosegue fino al 1958, e passeggiando su via Jervis si legge come in un manuale a cielo aperto il passaggio da murature piene a trasparenze industriali.
Centro dei Servizi Sociali: industria e comunità
Di fronte alle Officine si incontra il Centro dei Servizi Sociali, tassello chiave per capire l'originalità del modello Olivetti. Non si produceva qui, si supportava la vita della comunità con biblioteca, assistenza sociale, infermeria e altre funzioni. L'idea che il progetto industriale non si esaurisca ai cancelli della fabbrica prende forma concreta in questi spazi. Nelle visite guidate alcuni interni vengono aperti, permettendo di verificare sul posto come servizi e lavoro fossero pensati in continuità.
Talponia: la residenza che scompare nel paesaggio
L'Unità Residenziale Ovest, nota come Talponia, è tra le architetture più sorprendenti del percorso. La lunga struttura semicircolare, in parte interrata e con copertura verde, segue il profilo del terreno fino quasi a mimetizzarsi. Era destinata soprattutto a dipendenti Olivetti temporaneamente in città e rimane un esperimento notevole di edilizia residenziale legata all'impresa. Alcuni tour consentono di entrare in un appartamento, opportunità importante perché gran parte degli edifici del sito UNESCO non è liberamente visitabile all'interno.
Centro storico: castello, duomo e un tesoro del Rinascimento
La Ivrea olivettiana vive a pochi minuti a piedi dal nucleo medievale. Salendo verso il Castello, costruito dal 1358 per volontà di Amedeo VI di Savoia, si riconoscono le tre torri superstiti dopo l'esplosione del 1676 che ne distrusse una. Utilizzato in passato anche come carcere, è oggi visitabile con guide che accompagnano in cortile, alcune celle e camminamenti di ronda. Poco distante si trova il Duomo di Santa Maria Assunta con i campanili romanici. Nella zona legata al Novecento merita attenzione la chiesa di San Bernardino, dove il ciclo di affreschi di Gian Martino Spanzotti dedicato alla Vita e Passione di Cristo è una tappa imprescindibile del Rinascimento piemontese. Il salto tra secoli e funzioni fa parte del fascino di Ivrea.
Paesaggi e passeggiate tra Dora Baltea e Serra morenica
Ivrea non si esaurisce in architetture e percorsi tematici. La Dora Baltea attraversa la città e connette quartieri, centro storico e aree del Novecento, mentre la lunga Serra morenica disegna l'orizzonte del Canavese. Questa prossimità tra natura e costruito rende le camminate parte integrante della visita. Nel raggio di pochi chilometri si passa dalle grandi vetrate industriali di via Jervis alle strade medievali, quindi al fiume e alle aree verdi.
Come arrivare e muoversi
Ivrea è collegata a Torino con treni frequenti e la stazione si trova a distanza utile sia dal centro storico sia da via Jervis. Sulla tratta Ivrea-Aosta proseguono i lavori di elettrificazione con termine programmato al 31 dicembre 2026 e servizi riprogrammati anche con autobus sostitutivi. In auto si utilizza l'autostrada A5 Torino-Aosta, uscita Ivrea. Una volta parcheggiato, gran parte delle tappe principali si raggiunge a piedi.
Quanto tempo serve e cosa aggiungere all'itinerario
Per una prima volta si consiglia una giornata piena: Visitor Centre, buona parte del MAAM e ingresso nel centro storico. Con due giorni si può approfondire con una visita guidata agli interni della città industriale, il Castello, San Bernardino e l'Archivio Storico Olivetti a Villa Casana (via Miniere 31), dove la mostra permanente "Olivetti #StoriaDiInnovazione" racconta impresa, design, grafica, cultura e progetto sociale. Nel 2026 è stata aggiunta una sezione sul rapporto tra Olivetti e lo sport, che amplia la lettura dell'identità aziendale. Nell'autunno 2026 sono previsti i Welcome Tour "Ivrea Città Industriale UNESCO", con partenza dal Visitor Centre e durata di circa due ore e mezza.
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