Nell’entroterra siciliano, a circa 35 km da Agrigento, sorge un borgo arroccato su un colle di quasi 600 metri, con panorami che spaziano fino all'Etna e al mare di Sciacca. Si tratta di Naro, che custodisce secoli di storia: fu chiamata "Fulgentissima" da Federico II di Svevia e ospitò una delle comunità ebraiche più antiche della Sicilia. A Naro il centro storico racconta il passaggio di Sicani, Greci, Arabi e Normanni: scoprire cosa vedere a Naro significa muoversi tra due anime distinte, quella medievale e quella barocca, che convivono negli stessi isolati. Il borgo è oggi anche protagonista del progetto di recupero urbano Case a 1 euro, pensato per ripopolare il centro storico.
Dove si trova Naro e come arrivare
Naro si trova in provincia di Agrigento, nel libero consorzio comunale omonimo, a circa 600 metri sul livello del mare. Il territorio è attraversato dal fiume Naro e comprende due bacini artificiali, la diga San Giovanni e la diga Furore.
Per raggiungere Naro da Palermo si percorre la SS189 fino ad Agrigento, oppure l'A19 in direzione Catania con uscita sulla SS640 verso Canicattì; da Agrigento la strada più diretta è la SS115 fino a Palma di Montechiaro, poi la SS410 verso Camastra e Naro. Invece, chi è in visita a Catania può arrivare a Naro seguendo l'A19 in direzione Palermo fino allo svincolo sulla SS640.
Cosa c'è di bello da vedere a Naro
Il centro storico di questo borgo comprende edifici di epoca medievale, legati al dominio dei Chiaramonte, e di epoca barocca, sviluppati tra Seicento e Settecento. Ecco le destinazioni da non perdere a Naro:
- il Castello Chiaramontano, edificato nel Trecento su una fortificazione normanna preesistente e dichiarato monumento nazionale nel 1912, con una mostra permanente di abiti d'epoca appartenuti alle nobildonne locali;
- il Duomo Normanno del XII secolo, oggi ridotto ai muri perimetrali ma ancora scenografico grazie alla lunga scalinata d'accesso;
- la Chiesa Madre dedicata a Maria Santissima Annunziata, che conserva opere di Antonello e Giacomo Gagini;
- la Chiesa di Santa Caterina, in stile gotico-normanno, e la Chiesa del Santissimo Salvatore, dalla facciata di gusto spagnolesco;
- la Chiesa di San Francesco, dichiarata dall'UNESCO monumento simbolo di pace nel 2005, che custodisce le reliquie di san Domizio e santa Colomba;
- il Santuario di San Calogero, patrono della città, con la grotta dove secondo la tradizione visse da eremita;
- il Museo Civico di palazzo Malfitano, con litografie e incisioni di autori come Goya e Rembrandt;
- il MAN, museo a cielo aperto nato nel quartiere Vanelle dopo la frana del 2005, con opere dipinte sulle facciate degli edifici.
I dintorni di Naro: cosa vedere
Il territorio intorno al centro abitato conserva testimonianze archeologiche e naturalistiche che meritano una deviazione dal percorso urbano: alcuni siti risalgono all'epoca paleocristiana, altri sono legati alla presenza di bacini artificiali e formazioni carsiche. Ecco cosa vedere nei dintorni di Naro:
- la necropoli paleocristiana di contrada Canale, nota come Grotta delle Meraviglie, con quattro ipogei scavati tra il IV e il VI secolo e lucerne africane decorate da simboli cristiani;
- le tombe rupestri e gli insediamenti di contrada Furore, che vanno dalla preistoria al periodo bizantino;
- il Lago San Giovanni, tra i bacini artificiali più estesi d'Europa, sede di gare nazionali e internazionali di canottaggio;
- il Labirinto dell'Istrice, grotta lunga circa due km formatasi per erosione sul rilievo del Cozzo Ciange la Nonna, una collina di natura gessosa.
Curiosità su Naro
Sull'origine della città esistono più ipotesi, tramandate da manoscritti e studi storici locali: una leggenda attribuisce la fondazione di Naro ai Giganti, richiamata anche da fonti conventuali del Quattrocento; altri studiosi identificano il borgo con l'antica Camico, costruita secondo il mito da Dedalo per il re dei Sicani Cocalo, oppure con Akràgas Ionicum, colonia della vicina Gela fondata nel 680 a.C.
Quanto all’origine del nome Naro, esso potrebbe derivare dal termine arabo Nar (fuoco) o dal greco legato all'acqua corrente.
A questa stratificazione di popoli si aggiunge una storia più recente: fino al 1492, anno del bando decretato da Ferdinando II d'Aragona, la città ospitò una comunità ebraica i cui affari commerciali portarono una tale ricchezza a Naro da ispirare il nome di Porta d'Oro a una delle sue porte d'ingresso, nei pressi della giudecca.
Naro è stata anche set cinematografico in due occasioni: nel 1994 per "Il giudice ragazzino", film dedicato alla figura del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990, e nel 2010 per La scomparsa di Patò, tratto dall'omonimo romanzo di Andrea Camilleri. Il borgo compare inoltre nelle pagine di Leonardo Sciascia e di Simonetta Agnello Hornby, che lo cita tra i luoghi simbolo della Sicilia.
Case a 1 euro a Naro
Nel 2026 il Comune di Naro ha approvato un regolamento per la vendita di immobili abbandonati del centro storico al prezzo simbolico di un euro, attivando il portale case1euronaro.it, disponibile in cinque lingue. Il Comune non diventa proprietario degli edifici ma verifica i requisiti di chi vende e di chi acquista, pubblicando solo gli immobili controllati.
Al progetto Case a 1 euro a Naro possono partecipare persone fisiche maggiorenni e persone giuridiche, italiane e straniere, senza vincoli di residenza. Restano a carico dell'acquirente spese notarili, imposte e lavori di recupero, garantiti da una fideiussione richiesta per assicurare l'avvio e la conclusione del cantiere entro i termini stabiliti.
Cosa mangiare di buono a Naro
La tradizione gastronomica locale ruota intorno alla mandorla di Naro, prodotto DOP alla base della cubbaita, un tradizionale torrone preparato con miele o zucchero.
Tra i dolci tipici figurano anche la raviola di ricotta, quasi una chiusura obbligata dei pasti nelle trattorie del paese, e la sfincia, frittella spolverata di zucchero a velo diffusa a Carnevale. Il territorio rientra inoltre nell'areale vitivinicolo del Nero d'Avola e del Grillo.
Eventi e sagre a Naro
Il calendario cittadino è scandito dalla Festa di San Calogero, il 18 giugno, quando la statua del patrono viene trascinata su un carro chiamato straula lungo le vie del centro, con una replica più raccolta il 25 giugno. A marzo si tiene la Primavera Narese, erede della Sagra del Mandorlo in Fiore nata proprio a Naro nel 1934 prima di trasferirsi ad Agrigento.
Completano il calendario la Settimana Santa, il Presepe vivente di dicembre e, a settembre, l'iniziativa Le vie dei tesori, che apre al pubblico monumenti solitamente chiusi.
Vivere a Naro
Oltre all’iniziativa Case a 1 euro, sono tante le opportunità immobiliari a disposizione di chi voglia trasferirsi nell’area o investire in uno dei suoi immobili. I relativi annunci sono consultabili sul sito di idealista.








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