Genova è un labirinto sul mare, cosa vedere in 1, 2 o 3 giorni

Ascensori liberty, caruggi, belvederi e musei sul porto: una guida pratica per scoprire la città più verticale d’Italia.
cosa vedere a genova
Pexels

Perché a Genova si prende l'ascensore come fosse un autobus? Perché qui la città sale e scende di continuo, tra tetti d'ardesia, scorci di mare e colline vicinissime al centro. I vicoli medioevali si aprono all'improvviso su piazzette, i belvederi si raggiungono con funicolari e ascensori liberty, il porto storico è diventato una grande passeggiata tra architetture contemporanee e memorie marinare. In poche città mediterranee convivono così bene arte aristocratica, musei del mare e quartieri popolari affacciati su piccole baie. Ecco cosa vedere a Genova in 1, 2 o 3 giorni.

Centro storico: caruggi, chiese e la "Strada Nuova"

Il cuore medievale, tra i più estesi d'Europa, è fatto di caruggi stretti dove la luce arriva filtrata e il profumo di focaccia accompagna il cammino. Si dovrebbe puntare verso piazze come delle Erbe o San Donato, animate da botteghe e piccole trattorie, e poi allargare lo sguardo sui grandi edifici pubblici e privati. Palazzo Ducale, oggi polo culturale con cortili perfetti per una pausa, riassume secoli di potere cittadino. 

Pubblicità

A pochi passi, Via Garibaldi (l'antica Strada Nuova) allinea i Musei di Strada Nuova: Palazzo Rosso con arredi storici e dipinti di Van Dyck, Veronese, Guercino e Durer; Palazzo Bianco con opere di Caravaggio, Rubens e maestri italiani e fiamminghi; Palazzo Doria Tursi con il violino "Cannone" di Niccolò Paganini e la "Maddalena Penitente" di Canova.

La Cattedrale di San Lorenzo, con facciata a fasce bianche e nere, custodisce le reliquie di San Giovanni Battista e, nel Museo del Tesoro, il celebre Sacro Catino legato alla leggenda del Graal. Poco oltre, il Museo Diocesano espone i Teli della Passione dipinti nel Cinquecento su tela di Genova tinta con indaco: un rimando diretto alle origini del tessuto che ha anticipato i jeans moderni.

I Palazzi dei Rolli: quando l'aristocrazia ospitava i potenti

Il sistema dei Palazzi dei Rolli racconta una città dove l'accoglienza diplomatica era regolata per legge. Le dimore delle famiglie più in vista, iscritte in elenchi pubblici, erano tenute a ricevere sovrani e ambasciatori. Oggi 42 palazzi sono riconosciuti come Patrimonio UNESCO, distribuiti tra via Garibaldi, via Balbi, via Lomellini e via San Luca. Molti aprono porte e saloni affrescati durante i Rolli Days, offrendo scorci rari su cortili, scaloni e gallerie.

Porto Antico e musei del mare: architetture e navigazioni

Negli anni Novanta il Porto Antico è stato ripensato come una grande promenade firmata da Renzo Piano. Oggi si cammina tra moli storici, profilo della città vecchia e navi in manovra, con attrazioni che parlano di mare a ogni passo. L'Acquario di Genova, il più grande d'Italia, conta oltre 70 vasche con squali, pinguini, foche, tartarughe e ambienti che riproducono habitat naturali; il Padiglione dei Cetacei firmato da Piano consente di osservare i delfini dal basso e dall'alto. Il Galata Museo del Mare ripercorre la navigazione dalle galee alle rotte oceaniche, con una sezione immersiva sull'emigrazione verso l'America e il sommergibile S518 Nazario Sauro visitabile all'esterno.

Nella stessa area, la Biosfera sospesa sull'acqua ospita un microclima tropicale, mentre il Bigo offre una piattaforma panoramica raggiungibile con ascensore. Gli antichi Magazzini del Cotone sono oggi sede di ristoranti, cinema, eventi e della Città dei Bambini e dei Ragazzi, pensata per attività interattive dai 2 ai 12 anni.

Dalla Lanterna a Boccadasse: due icone sul mare

La Lanterna, faro alto circa 77 metri posto su un promontorio, è il simbolo marinaro per eccellenza. Una passeggiata pedonale di circa 800 metri dal Terminal Traghetti, lungo le vecchie mura, conduce al Museo della Lanterna e alla prima terrazza panoramica, raggiungibile salendo 172 gradini. Verso levante, invece, si apre Boccadasse: case color pastello addossate, barche tirate in secco su ciottoli e la chiesa di Sant'Antonio da Padova tappezzata di ex voto. Dal belvedere si scende per via Aurora, una classica crêuza, fino alla piccola baia, tra gelati, cartocci di fritto e reti in ordine. La località è entrata anche nella canzone d'autore, immortalata da Gino Paoli.

Vista dall'alto: Castelletto, funicolari e il trenino per Casella

Per orientarsi davvero si dovrebbe salire. La Spianata di Castelletto regala una visione completa di tetti, campanili, porto e mare; la si raggiunge anche con l'ascensore liberty da Piazza Portello, un impianto in legno e ferro che vale il viaggio. Un'altra prospettiva arriva dalla funicolare Zecca-Righi, che collega Largo Zecca al quartiere collinare del Righi (circa 300 metri s.l.m.) in poco più di un quarto d'ora, con fermate intermedie come Carbonara, San Nicolò, Madonnetta, Preve e San Simone. Dall'alto si avvia la rete dei sentieri verso i Forti di Genova; scendendo a Madonnetta si incontra il santuario noto per il presepe permanente che ricostruisce la Genova medievale.

Gli appassionati di ferrovie storiche possono puntare alla Genova-Casella: un trenino a scartamento ridotto che parte da Genova Manin e si arrampica per circa 25 chilometri tra gole, boschi e borghi dell'Appennino fino a Casella. Lungo il percorso si passano località come Sant'Olcese; in alcune occasioni circolano carrozze storiche con interni in legno. Dalle fermate si innestano escursioni, dall'itinerario dei Forti (da Campi) alla passeggiata lungo l'Acquedotto Storico (da San Pantaleo).

Staglieno: la città di marmo che sorprende

Il Cimitero Monumentale di Staglieno è un complesso ottocentesco che va oltre l'idea di camposanto: porticati, cappelle e sculture disegnano una vera città dei morti. Le statue, celebri per realismo e pathos, hanno colpito scrittori e viaggiatori di ogni tempo. Qui riposano figure come Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Fabrizio De André e Fernanda Pivano; non mancano aree dedicate agli eroi del Risorgimento, alla Resistenza e alle diverse confessioni, compresi i settori protestante ed ebraico. Percorsi tematici e visite guidate aiutano a orientarsi in uno spazio vasto e stratificato.

Le storie dei cantautori: Via del Campo e altri luoghi

Genova parla anche per musica. In Via del Campo 29 rosso, l'ex negozio di dischi dell'amico di Fabrizio De André è oggi uno spazio-museo che raccoglie copertine, strumenti, testi e fotografie. Altre tappe richiamano la sua biografia e le canzoni: a Pegli, in via De Nicolay 12, una targa segna la casa natale; a Sant'Ilario una piccola stazione e una scultura ricordano "Bocca di Rosa"; in Piazza Cavour, vicino al mercato del pesce, si ritrova l'atmosfera che ha ispirato "Crêuza de ma". 

Giardini e musei tra Pegli e Nervi

La tradizione aristocratica si legge a Villa Durazzo Pallavicini, a Pegli: residenza e parco ottocentesco progettati come un percorso teatrale in tre atti. Tra laghi, grotte, ponti e quinte scenografiche si attraversano luoghi simbolici come il Castello del Capitano e i Giardini di Flora; durante la fioritura delle camelie rare il colpo d'occhio è memorabile. Il tracciato completo richiede circa tre ore e mezza e alterna storia, botanica e paesaggio.

A levante, a Nervi, la Galleria d'Arte Moderna in Villa Saluzzo Serra conserva oltre tremila opere tra Ottocento e Novecento, con maestri liguri e italiani e sculture di artisti come Arturo Martini e Giulio Monteverde, oltre a tele del post-impressionismo francese. Il polo include anche il Museo Giannettino Luxoro, la Wolfsoniana e le Raccolte Frugone, incastonati nei parchi affacciati sul mare e collegati da un lungomare a pochi passi dagli scogli.

Cosa mangiare: dal pesto alla focaccia

La cucina genovese lavora ingredienti semplici con tecnica precisa. In cima c'è il pesto al mortaio, con basilico, pinoli, aglio, formaggio e olio extravergine, perfetto con trofie o trenette e spesso con patate e fagiolini. La focaccia, bassa e lucida d'olio, esiste in varianti alla cipolla, alla salvia o con olive; la farinata di ceci esce croccante ai bordi e morbida al centro dalle grandi teglie di rame.

Tra i primi si incontrano pansotti con salsa di noci, minestrone alla genovese con un tocco di pesto e torte salate come la Pasqualina. Essendo città di mare, non mancano stoccafisso alla genovese, acciughe e cappon magro; in chiusura, pandolce, canestrelli, castagnaccio e frittelle di mele.

Itinerari consigliati: 24, 48 e 72 ore

In 1 giorno conviene concentrarsi su centro storico, Porto Antico e un grande museo, scegliendo tra Acquario e Galata. Con 2 giorni si possono aggiungere Via Garibaldi con i Musei di Strada Nuova, un belvedere (Castelletto o Righi) e una puntata a Boccadasse. In 3 giorni entrano con agio Villa Durazzo Pallavicini, il polo di Nervi, il trenino per Casella o Staglieno. La chiave è alternare salite e pianura, interni e panorami, per sentire davvero il ritmo verticale della città.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account