In Emilia c'è un incredibile labirinto moresco, la Rocchetta Mattei

Prenotazione obbligatoria, sale scenografiche, cortili da Alhambra e una storia che sembra un romanzo.
Un labirinto moresco in Emilia: la Rocchetta che stupisce
Photo by Catalin Buescu on Pexels

Un profilo di cupole e merli spunta tra i calanchi dell'Appennino bolognese e costringe a rallentare. Non è un miraggio: è la Rocchetta Mattei, un castello-labirinto dove un cortile ricorda l'Andalusia e una cappella cita Gerusalemme. Qui si accede solo con visita guidata, perché ogni passaggio è un indizio, ogni sala una chiave di lettura. E a fine tour, ci si accorge che la sorpresa più grande non è l'architettura, ma la storia del suo creatore.

Dove si trova la Rocchetta Mattei

La Rocchetta Mattei si trova sulle colline di Grizzana Morandi, lungo l'asse della Porrettana. Da lontano si riconosce per l'accostamento insolito di stili: archi arabeggianti vicino a logge neomedievali, maioliche chiare che dialogano con la pietra grigia. 

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Questo mix è il simbolo di un progetto che vuole stupire e, al tempo stesso, raccontare le ossessioni estetiche dell'Ottocento. L'accesso è regolato per gruppi e consente di comprendere un edificio che, senza guida, rischierebbe di apparire solo come uno strano collage di forme.

Dentro il castello-labirinto: sale, cortili, sorprese

La guida della Rocchetta costruisce un racconto che alterna saloni, corridoi stretti e cortili, svelando simboli e scelte architettoniche inattese. Il tour dura poco più di un'ora e aiuta a orientarsi in un intrico di rampe e passaggi nascosti.

Esistono varianti pensate per esigenze diverse: dall'Ala Nobile, servita da ascensori e adatta a chi ha mobilità ridotta, a percorsi più estesi che includono l'Ala Moresca, caratterizzata da scale strette e tratti meno agevoli.

Le sale iconiche

La Sala dei Novanta evoca i palazzi dell'Andalusia: colonne chiare, geometrie fitomorfe e motivi che richiamano l'Alhambra. È uno degli ambienti più fotografati, complice una luce filtrata che accende mosaici e stucchi. 

La Sala Rossa cambia registro: tessuti color cremisi, specchi e lampadari restituiscono l'atmosfera di un salotto ottocentesco, luogo di discussioni tra scienza e politica. 

Poi arriva la Sala della Musica, gusto liberty, decori floreali e arredi pensati per concerti domestici e serate dedicate alle arti.

La cappella e la torre panoramica

La cappella sorprende con una cupola dorata e motivi geometrici che richiamano l'Oriente, intrecciati a richiami cristiani. L'ispirazione alla Moschea della Roccia rende l'insieme quasi irreale, soprattutto considerando la cornice appenninica.

Il percorso sale poi verso la cosiddetta Tomba del Conte, una torre dominante: dall'alto, lo sguardo abbraccia boschi, calanchi e il nastro della Porrettana.

Corridoi, collezioni e cortili

Un corridoio fiancheggiato da porte lignee finemente intarsiate introduce, tra le altre, alla luminosa Sala Gialla, dove spicca una raccolta di "macchine parlanti": fonografi, grammofoni e dispositivi d'epoca raccontano l'evoluzione del suono tra XIX e XX secolo. 

All'esterno, il Cortile dei Leoni omaggia i patios andalusi con arcate e fontana centrale; il cortile pensile, raggiunto attraverso scale e passaggi che si restringono, avvicina a torri e logge come in un borgo sovrapposto; nel cortile centrale, motivi di arte araba dialogano con una vasca battesimale riutilizzata come fontana.

Il visionario dietro il progetto: chi era Cesare Mattei

Per comprendere la Rocchetta, si dovrebbe partire dal suo ideatore. Cesare Mattei, figura atipica dell'Ottocento, coniugò interessi politici e letterari con una ricerca medica non convenzionale, definita elettromeopatia. I suoi preparati, a base di estratti vegetali e teorie sui "fluidi elettrici", circolarono ben oltre i confini nazionali, dall'Europa all'America Latina fino all'Asia. 

La notorietà del conte raggiunse la letteratura: il suo nome compare nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij, segno della risonanza internazionale del personaggio. Sullo sperone un tempo occupato dal Castello di Savignano, legato a Matilde di Canossa e distrutto nel Medioevo, Mattei avviò i lavori intorno al 1850. Il cantiere rimase in evoluzione per decenni, con aggiunte continue di ali, torri e dettagli.

Dall'abbandono alla rinascita: chi la gestisce oggi

Dopo la morte di Mattei, la Rocchetta attraversò passaggi di proprietà, modifiche e un lungo abbandono. La svolta è recente: l'acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (oggi Fondazione Carisbo) ha consentito un restauro articolato, con il coinvolgimento di architetti e maestranze specializzate.

Dal 2015 il complesso è nuovamente visitabile; la gestione è del Comune di Grizzana Morandi, con il supporto dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese e della Città metropolitana di Bologna. Oltre alle visite, si ospitano congressi, cerimonie, matrimoni ed eventi culturali: dagli spettacoli di illusionismo alle rassegne musicali, fino a incontri dedicati al noir. 

Organizzare la visita: prenotazione, accessibilità, regole

L'accesso avviene esclusivamente con prenotazione online, scegliendo data e fascia oraria. Il pagamento si effettua con carta di credito o bonifico. Va considerato che il biglietto non è rimborsabile; in caso di impedimenti, è previsto il cambio nominativo su richiesta via mail agli indirizzi ufficiali indicati sul sito della Rocchetta.

Per l'accessibilità, sono stati predisposti ascensori omologati nell'Ala Nobile, il percorso più indicato per chi ha difficoltà motorie. I tour completi e l'Ala Moresca includono scale strette, dislivelli e passaggi angusti: non sono consigliati a chi soffre di claustrofobia, a donne in gravidanza avanzata, a bambini molto piccoli o a persone con problemi di deambulazione.

All'interno non sono ammessi animali e non è consentito l'uso di passeggini, anche per la presenza di rampe e scalinate. Gli orari variano in base alla stagione, con prevalenza di aperture nel fine settimana; per le eventuali visite infrasettimanali per gruppi e per gli eventi, conviene verificare il sito ufficiale.

Come arrivare a Rocchetta Mattei

Chi viaggia in auto o moto da Bologna può scegliere la SS64 Porrettana, più panoramica, tra colline, boschi e piccoli centri. In alternativa, si può percorrere l'A1 fino all'area di Sasso Marconi e poi ricollegarsi alla Porrettana seguendo le indicazioni per Riola e per la Rocchetta; la segnaletica turistica in zona è ben riconoscibile.

Con i mezzi pubblici, si combinano treno e autobus: la stazione di riferimento è Riola, collegata con Bologna da treni regionali. Dalla stazione al castello la distanza è di circa 1,5 km, percorribile a piedi in un quarto d'ora, oppure con la linea TPER 963, che dispone di una fermata specifica davanti alla Rocchetta. 

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