Davide Pantaleo

Davide Pantaleo

Iscritto all’albo dei pubblicisti della Puglia, per 20 anni ho lavorato come redattore per il sito Trend-online.com, collaborando contestualmente anche con Ftaonline.com e Traderlink.it. Dal 2024 ho iniziato a scrivere per idealista/news, occupandomi prevalentemente di economia e finanza. Linkedin

foglio

Certificato di stato di famiglia: cos’è, a cosa serve e come averlo

Lo stato di famiglia è un certificato anagrafico che attesta la composizione del nucleo familiare convivente, utile per pratiche fiscali, bonus, iscrizioni scolastiche e successioni. Si può richiedere all’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza oppure online tramite il portale ANPR, gratuitamente e in pochi minuti, accedendo con SPID o CIE. Diverso dal certificato di residenza, che indica solo il luogo abituale di dimora, lo stato di famiglia è scaricabile in formato PDF e può essere usato anche per altri membri della famiglia anagrafica
bidoni spazzatura

TARI magazzini: chi deve pagare e quando si può evitare

La TARI, tassa sui rifiuti introdotta dalla Legge 147/2013, si applica a chi utilizza locali o aree in grado di produrre rifiuti. La TARI sui magazzini è un tema complesso: non si paga quando il locale è inutilizzato, privo di utenze o dichiarato inagibile. La Cassazione (ordinanza n.11476/2025) ha chiarito che i magazzini industriali funzionali al ciclo produttivo e produttori di rifiuti speciali sono esenti dalla quota variabile. Anche i magazzini agricoli non pagano se generano solo rifiuti agricoli. La prescrizione della TARI è di cinque anni, salvo atti interruttivi
auto con uomo

Tabelle ACI 2025: dove trovarle e come usarle per i rimborsi

Le tabelle ACI 2025 sono il riferimento ufficiale per calcolare rimborsi chilometrici e fringe benefit auto, fondamentali per aziende e lavoratori che utilizzano veicoli per motivi di lavoro. Pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2024, riportano i costi chilometrici per ogni modello di auto, moto o autocaravan. Servono per determinare il rimborso km e il valore fiscale dell’uso promiscuo del veicolo aziendale. Dal 2025, il fringe benefit si calcola in base al tipo di alimentazione: 50% benzina/diesel, 20% ibrido plug-in, 10% elettrico
codice tributo 1845

Codice tributo 1845: ecco tutto quello che devi sapere

Il modello F24 è lo strumento principale per pagare tasse e tributi in Italia e va compilato con attenzione per evitare sanzioni. Per la cedolare secca, regime che sostituisce IRPEF e imposte accessorie sugli affitti, esistono specifici codici tributo: 1840, 1841 e 1842 per acconti e saldo; 1845 e 1846 per i versamenti tramite assistenza fiscale, rispettivamente acconto e saldo. Il codice 1845 si usa solo per l’acconto, calcolato sul 95% dell’imposta dovuta. La compilazione dell’F24 richiede l’inserimento di anno, mese e importo nella sezione “Erario”.
monte e banconote

Rimborso 730 non arrivato: perché, come risolvere e chi chiamare

Ogni anno milioni di contribuenti attendono il rimborso 730, ossia la restituzione dell’IRPEF pagata in eccesso. A volte, però, il rimborso non arriva nei tempi previsti: questi variano in base al momento di presentazione del modello, alla presenza o meno di un sostituto d’imposta e alla tipologia di contribuente. I ritardi possono dipendere da invii tardivi, errori nei dati, controlli fiscali, problemi con datore di lavoro o INPS, oppure debiti con il Fisco. Lo stato del rimborso si verifica su busta paga, cedolino pensione, cassetto fiscale o sito INPS
fogli e occhiali

Codice tributo 1840: per cosa si usa, quando e come

Per pagare la cedolare secca con F24 si usano codici tributo specifici. Il 1840 serve per il primo acconto (40% entro il 30 giugno o 30 luglio con maggiorazione), mentre il 1841 si usa per la seconda rata (60%) o per il versamento unico entro il 30 novembre. Il 1842 riguarda invece il saldo dell’anno precedente, da versare entro il 30 giugno dell’anno successivo. La cedolare secca si paga quindi sia a saldo per l’anno passato, sia in acconto per l’anno in corso, secondo le regole ordinarie delle imposte sui redditi
donna che scrive documento

Modello 730 ordinario: cos’è, come funziona e come presentarlo

Il modello 730 è lo strumento più usato da dipendenti e pensionati per la dichiarazione dei redditi. Ne esistono diverse tipologie, ognuna pensata per esigenze specifiche: ordinario, precompilato, semplificato, congiunto, per eredi, aggiuntivo, correttivo e integrativo. Il modello 730 ordinario è la versione standard, da compilare manualmente o tramite CAF, con scadenza fissata al 30 settembre 2025. Rispetto al precompilato richiede più tempo e assistenza, mentre il semplificato punta a una compilazione più intuitiva e digitale. Conoscere differenze e scadenze evita errori e ritardi
calcolatrice e fogli

Modello 730 integrativo: guida completa per correggere gli errori

Il modello 730 integrativo consente di correggere errori o omissioni nella dichiarazione dei redditi già inviata, ad esempio spese detraibili non inserite, redditi dimenticati o dati del sostituto d’imposta. Esistono tre tipologie: il tipo 1 (a favore del contribuente), il tipo 2 (per correggere i dati del sostituto) e il tipo 3 (per entrambi). L’integrativa va presentata tramite CAF o professionista entro il 25 ottobre, con rimborso in busta paga o pensione generalmente a dicembre. Si distingue dal 730 rettificativo, predisposto dall’intermediario in caso di suoi errori.
modello 730

Modello 730 integrativo di tipo 2: cosa significa e a cosa serve

La dichiarazione dei redditi può contenere errori o dati mancanti. In questi casi è possibile ricorrere al 730 integrativo, disponibile in tre versioni. Il modello integrativo di tipo 2 serve quando la correzione non modifica debiti o crediti, ma riguarda dati formali, come il sostituto d’imposta. Può essere presentato tramite CAF oppure online entro il 10 novembre 2025, indicando un nuovo sostituto o l’opzione “nessun sostituto”. Non genera nuovi rimborsi, ma può sbloccare quelli già previsti, che vengono erogati dal sostituto corretto o dall’Agenzia delle Entrate
figli con padre

Detrazioni figli a carico 2025: novità, calcolo e requisiti

Nel 2025 le detrazioni per figli a carico restano uno strumento fiscale centrale per ridurre l’IRPEF dei genitori. L’importo massimo è di 950 euro, ma diminuisce con l’aumentare del reddito e si calcola con una formula che rapporta la soglia di 95.000 euro al reddito familiare. Le novità della Legge di bilancio 2025 prevedono il beneficio per figli tra 21 e 30 anni, anche affiliati o del coniuge deceduto convivente, senza limiti per i disabili. Il diritto decade se il figlio supera i limiti di reddito (2.840,51 o 4.000 euro) o i 30 anni