Le compravendite immobiliari tra moglie e marito sono delle operazioni possibili, almeno sotto il profilo legale, anche se sono rare e rischiose sotto alcuni punti di vista.
La perdita del lavoro, la chiusura dell’attività o la cassa integrazione possono mettere in difficoltà l’inquilino, che non riesce a pagare regolarmente l’affitto. Un problema che inesorabilmente va ad impattare sul proprietario, che per venire incontro all’inquilino può accordare una riduzione del canone di locazione. Benché la legge non lo imponga, è opportuno comunicare tempestivamente gli estremi del nuovo accordo all’Agenzia delle Entrate ed evitare una tardiva comunicazione della riduzione del canone di locazione
In linea di principio è possibile realizzare un piccolo ripostiglio o qualcosa di simile come una cabina armadio sul balcone senza la necessità di chiedere il permesso di costruire.
Utilizzata principalmente nei contratti di locazione commerciale, la clausola risolutiva è un particolare strumento giuridico grazie al quale è possibile inviare un’intimazione di sfratto a causa di morosità al conduttore che non ha rispettato i termini dell’accordo sottoscritto.
Nel caso in cui l’avente diritto dovesse venire a mancare e non sia riuscito a fruirne completamente, le detrazioni fiscali non si perdono. Per i rimanenti periodi d’imposta l’agevolazione viene trasferita all’erede o agli eredi che abbiano continuato a mantenere la proprietà materiale dell’immobile oggetto dell’intervento
Attraverso la Legge n. 207/2024 (anche conosciuta come Legge di Bilancio 2025). sono stati garantiti, anche per il 2025, i finanziamenti per sostenere il Fondo morosità incolpevole, che permette l’assegnazione dei contributi agli inquilini morosi. È bene sottolineare che non si tratta di un bonus affitto inteso in senso lato, ma di una agevolazione riservata esclusivamente a quanti stiano attraversando un periodo difficile dal punto di vista economico, per colpa del quale non sono riusciti a pagare il canone di affitto
In caso di vendita di un immobile per il quale si è beneficiato delle detrazioni fiscali connesse al Superbonus 110%, le stesse vengono trasferite all’acquirente. Sempre che, nel rogito, le parti non prevedano un accordo diverso. Il venditore, infatti, ha la possibilità di mantenere le agevolazioni, ma la scelta deve essere inserita in modo chiaro all’interno dell’atto di compravendita. Ecco quindi cosa sapere prima di vendere casa dopo il 110% di Superbonus
Le motivazioni per le quali un inquilino può richiedere la risoluzione del contratto di affitto senza preavviso sono indicate chiaramente all’interno degli articoli 1578 e 1581 del Codice Civile: nel caso in cui un l’immobile dovesse risultare inutilizzabile a causa della muffa e la permanenza al suo interno sia rischiosa per la salute, il conduttore può andarsene e non pagare l'affitto per muffa, senza sottostare ad alcuna penale
La normale convivenza in un condominio può causare delle tensioni a causa dei rumori generati dai vicini di casa. Spesso e volentieri ci si può trovare a vivere in un ambiente non confortevole, che può determinare dello stress e, spesso e volentieri, dei problemi nel sonno.
Un qualsiasi immobile di edilizia residenziale pubblica può essere messo in vendita e di conseguenza acquistato. Ma è necessario prendere visione delle normative, anche quelle locali, per sapere se ci sono dei vincoli o delle condizioni particolari che i venditori e gli acquirenti devono necessariamente rispettare. In estrema sintesi, quindi, è possibile la vendita di una casa popolare riscattata, ma le parti devono muoversi rispettando delle regole ben precise
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