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Riqualificazione immobiliare: ricavare due loft di design da un ex capannone

Autore: GoPillar (collaboratore di idealista news)

Una delle tendenze che sta senza dubbio spopolando nel mercato immobiliare moderno è il recupero di spazi industriali dismessi a uso abitativo. Sono vari gli aspetti positivi di questa pratica: si evita di sovraccaricare il territorio con nuove costruzioni, si abbellisce il paesaggio urbano recuperando immobili di solito inutilizzati e in condizioni di degrado e, infine, si risparmia anche un bel po’ perché spesso il costo di questi edifici è davvero conveniente rispetto ai normali abitativi.

Ma una volta che questa occasione d’oro ci si è presentata e siamo riusciti a comprare il loft dei nostri sogni, come riqualificarlo? Guardiamo l’esempio di questo immobile che originariamente era un ampio capannone artigianale. Il proprietario ha deciso di intraprendere la doppia sfida di dividere il loft in due parti – una da abitare e l’altra da affittare – e di ricreare al suo interno un’autentica ambientazione stile New York ai primi del ’900.

Per fare questo ha aperto un concorso di progettazione tra i circa 55mila architetti e interior designer professionisti iscritti al sito GoPillar, il primo marketplace per la progettazione architettonica e di design. In questo modo ha avuto la possibilità di avere ben 20 diverse proposte strutturali e di arredamento tra cui scegliere quella più funzionale per le sue esigenze!

Vediamone un paio.

GoPillar
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Il progetto scelto dal cliente come vincitore è quello di Andrea Dalmasso, che si caratterizza per essere stato progettato in stretta relazione con il percorso del sole, in modo da poter sfruttare la massima illuminazione e areazione degli spazi e rendere in questo modo il capannone estremamente vivibile a tutte le ore. In questo senso i materiali principali usati dall’architetto sono stati il vetro e il legno chiaro. Il loft da destinare ad abitazione principale prevede un’ampia zona giorno open space di circa 6 0mq al piano inferiore e un più intimo soppalco da destinare alla zona notte. Tuttavia un’ampia vetrata apribile si affaccia dalla camera da letto sul soggiorno permettendo una connessione visiva tra i due spazi. Per il loft da destinare a B&B sono state sfruttate, invece, le ampie vetrate già presenti sulla parete sud in modo tale che l’ambiente risulti ben illuminato durante tutto il giorno.

Passiamo invece ad esaminare un’altra soluzione, proposta dall’architetto Chiara Mancinelli.

GoPillar
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In questo caso l’architetto ha prediletto l’economicità della progettazione, dividendo il capannone in due perfette metà per ridurre al minimo le opere murarie da realizzare. Anche le “chiusure” dei muri sono state ridotte al minimo, preferendo, ove possibile, la trasparenza del vetro, in modo da aumentare l’illuminazione naturale oltre che minimizzare le spese. Lo stile scelto per la metà destinata ad abitazione è autenticamente industriale, tutto metallo e cemento, con le travi del soppalco lasciate a vista e completato da finiture molto accese come la carta da parati color oro e i quadri estremamente colorati.

Infine, vediamo un progetto molto interessante anche se fuori classifica, quello presentato dall’architetto torinese Roberta Osano.

GoPillar
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Il progetto salta immediatamente all’occhio per la cura di ogni dettaglio messa nel ricreare un vero loft industrial, allo stesso tempo moderno e con tocchi di vintage che ci riportano indietro di qualche decennio. Il protagonista del primo loft – quello da abitare – è il grigio, presente nella resina effetto cemento lasciata a vista sulle pareti, nei listoni del parquet in bamboo sbiancato e nell’antracite della boiserie, che costituisce il focus dell’open space. Il loft da affittare ha una palette colori più ampia, ma decisamente retrò, ritroviamo tinte luminose e romantiche come il verde salvia, il tortora, il ruggine effetto lamiera.