A primo sguardo può sembrare una normalissima edera rampicante, ma in realtà si tratta di un’ibrido unico tra la Fatsia japonica e Hedera helix. Chiamata, per l’appunto, Fatshedera (o anche falsa edera), è sempre più diffusa in quanto prende tutte le migliori qualità delle due piante da cui è originaria. Scopri, quindi, le sue caratteristiche e come farla crescere in casa.
Le principali caratteristiche della “falsa edera”
A prima vista si nota come questa pianta presenti foglie abbastanza grandi e dal colore lucido. L’arbusto è infatti capace di raggiungere i tre metri di lunghezza se supportato adeguatamente. A differenza dell’edera normale, riesce a crescere perfettamente anche in casa e in appartamento, adattandosi bene al clima caldo delle stanze riscaldate.
Un altro aspetto interessante di questa pianta è la sua capacità di vivere con diverse condizioni di luce. Infine, le grandi foglie composte da 3 o 5 lobi possono anche produrre dei fiori durante il periodo autunnale: si tratta di piccole infiorescenze di colore bianco o verdastro. La loro comparsa è un buon segno: significa che la pianta è particolarmente in salute.
Con quale clima cresce meglio la Fatshedera?
Per garantire una crescita ottimale, la falsa edera necessita di specifiche condizioni ambientali. Durante i mesi invernali, è essenziale che la temperatura non scenda al di sotto dei 5-6 °C. Al contrario, invece, riesce a resistere al caldo estivo umido e al caldo secco invernale dei termosifoni.
Questa pianta rampicante ibrida mostra una notevole preferenza per gli ambienti luminosi; quindi, non dovrai preoccuparti a farla crescere su una parte esposta, ma è altrettanto capace di adattarsi a zone di penombra. Ricorda, infatti, di evitare che la pianta sia illuminata tutto il giorno dal sole durante l’estate.
Terreno e irrigazione: prendersi cura della Fatshedera
Anche se molto resistente, dovrai comunque adottare alcune precauzioni e offrire alla pianta tutte le cure di cui ha bisogno. Molto dipende se deciderai di coltivarla in vaso o nel terriccio. Nel primo caso, basterà far attenzione che si trovi in penombra; nel secondo, la falsa edera è adatta alla coltivazione in piena terra, purché abbia i suoi sostegni e non sia esposta a climi estremi, come quelli alpini o appenninici.
Il substrato ideale deve essere ben drenante; l'aggiunta di sabbia può essere un ottimo metodo per migliorare questa caratteristica, evitando così ristagni idrici che potrebbero portare a marciumi. Il resto del vaso può poi essere completato da terriccio universale. Ricorda, infine, di rinvasare ogni due anni le piante più giovani, così da fornire alle radici lo spazio per crescere. Ricorda che, soprattutto durante l’inverno, questa pianta non ha bisogno di essere potata. Al massimo potrai fare qualche aggiusto per darle la forma che desideri.
Infine, sempre parlando di metodi di cura, la falsa edera richiede molta acqua, soprattutto quando raggiunge dimensioni importanti. Controllando sempre che il terriccio si asciughi, potrai darle acqua ogni 4 o 5 giorni, irrorando il terriccio con circa mezzo litro.
Le principali malattie della Fatshedera a cui fare attenzione
Pur provenendo da un ibrido ed essendo, quindi, molto resistente, la pianta non è immune ad alcuni dei parassiti più comuni per le specie d’appartamento. Per esempio, in clima eccessivamente secco, la falsa edera potrebbe venire attaccata dalle cocciniglie.
In tal caso, dovrai rimuoverle manualmente e in seguito usare prodotti anti-infestanti. Ricorda poi di nebulizzare le foglie per aumentarne l’umidità e di usare acqua e alcool per pulirle. Occhio, anche a molti problemi comuni che spesso causano sintomi come ingiallimento delle foglie o perdita di vigore.
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