Le piante esotiche sono sempre più popolari in casa e in spazi interni. La ragione è semplice: si adattano perfettamente al clima domestico, non richiedono troppe cure e sono incredibilmente decorative. Come coltivare, quindi, l’Alocasia amazonica? Ecco tutto quello che c’è da sapere e il modo per prendersene cura in maniera efficace.
Come curare l'Alocasia in appartamento
In appartamento la riproduzione dell’habitat naturale di queste piante è fondamentale. L’Alocasia amazonica cresce vigorosa con luce intensa ma filtrata, alta umidità (60–70%), temperature stabili tra 18 e 28°C e un terriccio arioso, sempre molto drenante.
La regola d’oro, quindi, è quella di evitare sbalzi termici e correnti d’aria, nonché i ristagni d’acqua nel sottovaso: sono la principale causa di foglie gialle e marciume.
Quante volte innaffiare l'Alocasia?
L’Alocasia amazonica, come molte piante esotiche, non va innaffiata secondo intervalli regolari, ma conta l’osservazione. Annaffia solo quando i primi 2–3 cm di terriccio risultano asciutti al tatto. In primavera-estate, con luce abbondante e temperature miti, l’assorbimento è infatti più rapido; in inverno la pianta consuma meno acqua e il rischio di ristagni è concreto,
L’acqua dovrebbe essere tendenzialmente piovana, demineralizzata o filtrata, e sempre in una temperatura tendenzialmente tiepida. L’acqua va versata in modo lento e uniforme finché l’acqua fuoriesce dai fori, poi va eliminato l’eccesso dal sottovaso.
Dove posizionare l'Alocasia
Per coltivare questa pianta in casa bisogna scegliere un punto luminoso con luce filtrata: l’ideale sarebbe vicino a una finestra a est o a nord-est, oppure a sud/ovest dietro una tenda. In ogni caso, evita il sole diretto di mezzogiorno che brucia i lembi delle foglie. Dalla tarda primavera, se le minime restano sopra i 18°C, puoi anche considerare di spostare l’Alocasia amazonica all’aperto in penombra, riparata dal vento.
Le foglie gialle dell'Alocasia: cosa significano?
Anche le foglie dell’alocasia possono ingiallire, ma non sempre bisogna preoccuparsi. I casi più gravi si verificano quanto gli ingiallimenti sono diffusi, rapidi e si associano a piccioli molli. Le cause più comuni potrebbero essere:
- Acqua eccessiva: i sintomi sono terriccio fradicio, odore sgradevole, foglie gialle e molli. Come rimedio, rinvasa in mix drenante, elimina radici marce, riduci le annaffiature.
- Acqua scarsa: i bordi sono secchi con foglie che si afflosciano.
- Luce inadeguata: troppa luce diretta prima brucia le foglie e poi le ingiallisce.
- Freddo o correnti d’aria: il sintomo più comune è la comparsa di macchie giallo-brune irregolari.
- Carenze nutrizionali: per rimediare puoi fornire alla pianta del concime bilanciato e, se necessario, integrazione di magnesio.
- Accumulo di sali: si presenta con punte bruciate e ingiallimenti ai margini. Potrai risolvere irrigando con acqua distillata.
Le principali varietà di Alocasia
Il genere Alocasia comprende specie e ibridi molto diversi tra loro. Ognuna ha caratteristiche uniche da conoscere per scegliere la varietà più adatta. Fra le principali:
- Alocasia amazonica ‘Polly’: risulta compatta, con foglie scure e nervature argentee.
- Alocasia reginula ‘Black Velvet’: foglie vellutate, quasi nere, con venature argento.
- Alocasia zebrina: piccioli zebrati in evidenza, con foglie verdi lucide.
- Alocasia baginda ‘Dragon Scale’: foglie a “scaglie di drago” di colore grigio-verde.
- Alocasia cuprea ‘Red Secret’: le foglie hanno riflessi rame-rossastri.
L'Alocasia è pericolosa per i gatti?
Quando si hanno animali domestici in casa bisogna fare attenzione a scegliere piante adatte a loro. L’Alocasia contiene ossalati di calcio insolubili: è tossica per gatti, cani e altri animali domestici se ingerita. Tra i sintomi tipici c’è l’ipersalivazione, leccamento eccessivo del muso, difficoltà a deglutire, vomito, talvolta gonfiore del cavo orale.
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