Il decluttering e l’organizzazione non sono solo una tendenza dei social media: è emerso infatti che il cervello umano ne trae benefici che si riflettono direttamente sulla salute e sull’umore. Gettare via quello che non serve più in casa è un modo per fare spazio a cose nuove intorno a noi, mentre creare etichette per classificare gli oggetti può soddisfare quel bisogno di avere tutto sotto controllo che a volte ci attanaglia.
Perché il decluttering ci fa stare meglio
Il decluttering è molto più che mettere in ordine casa: significa liberarsi di ciò che è superfluo per vivere in ambienti più funzionali e, allo stesso tempo, più sereni. Il termine viene dall’inglese e indica proprio l’atto di “fare spazio”, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Accumulare troppi oggetti, infatti, può creare confusione, stress e una sensazione costante di disordine che finisce per pesare sull’umore.
Fare decluttering aiuta invece a ritrovare equilibrio. Eliminando ciò che non serve più o che non ci rappresenta, la casa diventa più leggera, facile da gestire e più piacevole da vivere. Questo ha effetti positivi anche sulla mente: un ambiente ordinato riduce l’ansia, migliora la concentrazione e favorisce una maggiore sensazione di calma e controllo.
Ci sono diversi approcci per affrontare il decluttering senza sentirsi sopraffatti: il metodo KonMari, forse il più famoso conosciuto, creato da Marie Kondo, invita ad esempio a tenere solo ciò che suscita gioia e a lasciar andare ogni oggetto che non comunica nulla o che porta negatività. Ma ci sono strategie più pratiche e graduali, come lavorare per piccole aree o dedicare pochi minuti al giorno al riordino. L’idea centrale è procedere con metodo, stabilendo cosa tenere, cosa eliminare e cosa donare o vendere.
Infine, una volta fatto spazio, è utile creare abitudini semplici, come usare contenitori, etichettare e fare controlli periodici, per evitare di tornare al caos iniziale. In questo modo il decluttering non resta un’azione isolata, ma diventa uno stile di vita che migliora sia la casa sia il benessere personale.
Etichettare e organizzare: la chiave per il benessere mentale
La psicologa Eleanor Bryant dell’Università di Bradford, in collaborazione con Brother, brand specializzato in stampanti ed etichettatrici, ha spiegato perché sempre più persone si dedicano all’organizzazione e alla creazione di etichette — e perché questa abitudine potrebbe essere la chiave per migliorare l’umore e il benessere mentale.
Secondo la psicologa, il piacere legato all’organizzazione e all’etichettatura affonda le radici in un fenomeno psicologico noto come “Cognitive Load Theory”. Questa teoria spiega perché, con il passare degli anni, tendiamo a desiderare ambienti più organizzati, ordinati e privi di sorprese inattese.
La Dr.ssa Bryant spiega: “Con l’avanzare dell’età, trovare oggetti fuori posto diventa sempre più stressante — ad esempio scoprire gli utensili da cucina nell’armadio dei detersivi o il telecomando infilato tra le posate. L’etichettatura elimina questa incertezza. Identificando e organizzando chiaramente i nostri oggetti, creiamo ambienti più ordinati, dove tutto è sotto controllo. È per questo che persone che prima non si curavano minimamente dell’ordine possono improvvisamente provare soddisfazione nell’utilizzare un’etichettatrice. Ma i benefici non si fermano qui. Il semplice gesto di stampare e applicare un’etichetta rappresenta quella che definisco una ‘mini-vittoria’: un piccolo risultato concreto che attiva una scarica di dopamina. La somma di questi momenti ha un potente effetto positivo sull’umore. Inoltre, le attività manuali come l’etichettatura stimolano pianificazione e creatività, contribuendo a mantenere e persino migliorare le funzioni cognitive con l’età. È un modo pratico e piacevole per supportare la salute del cervello.”
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