Alcuni cactus posseggono una bellezza fuori dal comune. Fra questi ci sono i Tephrocactus, piccoli cactus originari soprattutto di Argentina e zone limitrofe, apprezzati da chi ama le piante grasse particolari. Si riconoscono subito per la forma globosa o cilindrica, spesso in colore grigio‑azzurro. Questi piccoli dischetti si incastrano tra loro come mattoncini, e da qui spuntano lunghe spine, robuste e simili a piccoli chiodi o capelli. A dispetto della forma bizzarra, sono molto semplici da curare: ecco come coltivare il Tephrocactus Geometricus.
Come si cura il Tephrocactus Geometricus?
La specie più iconica è sicuramente la “Geomatricus”: può vantare articoli quasi perfettamente sferici, color grigio‑blu o violaceo, che formano piccoli “totem”. Per mantenerlo sano e compatto è fondamentale imitare il più possibile le condizioni del suo habitat andino: clima secco, grandi sbalzi termici, suolo sassoso e pochissime irrigazioni.
- La prima cosa da curare è il substrato. Andrebbe utilizzato un terriccio molto minerale, quasi privo di torba: la parte organica non dovrebbe superare il 20–30%. Puoi mescolare terriccio per cactus con pomice, lapillo vulcanico e graniglia. Lo scopo è fare in modo che l’acqua defluisca nel giro di pochi secondi dal foro di drenaggio.
- L’annaffiatura del Tephrocactus è l’altro punto critico. In primavera ed estate si irriga solo quando il substrato è completamente asciutto in profondità. Nei periodi più caldi può voler dire ogni 10–15 giorni, e comunque è sempre meglio irrigare per difetto che per eccesso. In autunno le annaffiature vanno gradualmente ridotte fino a sospenderle quasi del tutto in inverno.
- Un Tephrocactus ben coltivato non necessita di grandi quantità di fertilizzante. Puoi somministrare un concime liquido specifico per cactacee in maniera saltuaria.
- Ogni 2–3 anni valuta il rinvaso, preferibilmente all’inizio della primavera. Scegli un vaso di poco più grande del precedente e sempre molto più largo che profondo, con foro di drenaggio ampio.
Dove posizionare il Tephrocactus Geometricus in casa
Nel ricreare le condizioni naturali dell’habitat montano andino bisogna anche ragionare posizione del Tephrocactus Geometricus. Questa specie ama la luce intensa e diretta, ma soffre gli sbalzi improvvisi: è quindi importante abituarla gradualmente al sole forte per evitare scottature.
In casa o in ambienti interni, il posto ideale è un davanzale esposto a sud o sud‑ovest. Se non riceve abbastanza luce potrai notare come le sfere tenderanno ad allungarsi, diventando più pallide e deformi: è il tipico segnale di una pianta che non riceve abbastanza luce.
Nei mesi più caldi puoi tranquillamente spostare il vaso all’esterno, su un balcone o terrazzo ben soleggiato ma riparato dai temporali violenti. Inoltre, la temperatura ideale per il Tephrocactus in casa è compresa tra 18 e 28 °C durante la stagione vegetativa. In inverno, si può anche abbassare tra 5 e 10 °C. Proprio per questo bisognerà fare attenzione a non collocare il vaso sopra i termosifoni o troppo vicino a fonti di calore.
Il fiore di Tephrocactus: com'è fatto?
Quando arriva il momento della fioritura, la pianta si trasforma: dalle sommità degli articoli spuntano boccioli arrotondati che, una volta aperti, regalano corolle delicate e luminose. Nella maggior parte delle specie, i fiori sono di medie dimensioni, con diametro che varia in genere tra 3 e 6 cm. La forma è simile a una coppa o a una margherita, con numerosi petali disposti a raggiera. I colori più comuni sono il bianco crema, il giallo tenue e il rosa, talvolta con sfumature più intense verso il centro o con leggere striature che li rendono ancora più eleganti.
I fiori si aprono generalmente nelle ore centrali del giorno, con il sole più intenso, e possono durare da uno a pochi giorni, a seconda della specie e delle condizioni ambientali. Alcuni possono aprirsi e chiudersi per 2–3 giorni consecutivi, seguendo il ritmo luce/buio.
Quali sono gli altri tipi di Tephrocactus
Oltre al famoso Tephrocactus geometricus, esistono diverse altre specie di Tephrocactus molto interessanti per chi ama collezionare cactus insoliti e piante grasse rare. Tra le specie più famose puoi trovare:
- Tephrocactus articulatus: probabilmente la specie più comune, di cui la più celebre variante è la “papyracanthus”, con spine piatte e sottili simili a striscioline di carta.
- Tephrocactus molinensis: presenta articoli più piccoli e spesso di colore grigio chiaro, con spine relativamente rade ma robuste.
- Tephrocactus alexanderi: caratterizzato da articoli globosi, talvolta leggermente allungati, con la parte esterna che può assumere tonalità bluastre.
- Tephrocactus neukkensis (spesso indicato come neunquensis): specie dal portamento piuttosto cespitoso, con articoli che tendono a formare piccoli ciuffi.
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