Epiphyllum oxypetalum, la "Regina della Notte" che fiorisce una sola volta

Pianta dalle caratteristiche uniche che si può coltivare anche in casa, ecco cosa c'è da sapere.
epiphyllum oxypetalum
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Conosciuta come Regina della notte, questa cactacea epifita originaria delle foreste tropicali di Messico e America Centrale produce fiori bianchi enormi, profumatissimi, che si aprono solo dopo il tramonto. Un evento raro, e proprio per questo vale la pena imparare a coltivarla bene. Curare l'Epiphyllum oxypetalum è più semplice di quanto sembri: servono luce intensa ma filtrata, un terriccio molto drenante, annaffiature regolari senza ristagni e un riposo invernale fresco che stimoli la fioritura. 

Il metodo per coltivare l'Epiphyllum oxypetalum

In natura vive aggrappato ai tronchi degli alberi, tra muschi e detriti vegetali, in un ambiente caldo, umido e ombreggiato dalla chioma della foresta. Proprio per questo il successo sta nell’imitare tale habitat.

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  • Il terriccio giusto: l'Epiphyllum ha radici sottili che soffrono il ristagno idrico e marciscono in fretta. La miscela ideale combina tre elementi: corteccia per orchidee (circa 40%), che garantisce aerazione; terriccio di qualità o torba (circa 40%), per trattenere un minimo di umidità; perlite o pomice (circa 20%), per il drenaggio.
  • Come annaffiare l'Epiphyllum: da aprile a settembre la pianta è in piena crescita e necessita di molta acqua. Si annaffia quando i primi 2-3 cm di terriccio risultano asciutti al tatto, svuotando sempre il sottovaso dopo una ventina di minuti. In inverno, le annaffiature si diradano a una ogni 2-4 settimane, giusto per evitare che i fusti si raggrinziscano.
  • Concimazione e supporto: dalla primavera alla fine dell'estate si somministra un concime liquido ogni 2-3 settimane. All'inizio va bene un prodotto bilanciato; da maggio in poi conviene passare a una formula povera di azoto e ricca di potassio, come quelle per piante da fiore o per cactacee.
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Qual è l'esposizione ideale per Epiphyllum

L'esposizione ideale per l'Epiphyllum oxypetalum è una posizione molto luminosa ma con luce filtrata, riparata dal sole cocente delle ore centrali. In casa, una finestra esposta a est è perfetta: regala il sole dolce del mattino e protegge dal caldo pomeridiano. 

Vanno bene anche finestre a ovest schermate da una tenda leggera. Le esposizioni a nord, invece, sono generalmente troppo buie e portano a una crescita stentata, con cladodi sottili e allungati.

D’inverno, invece, la pianta ha bisogno di luce, ma anche di fresco: un ambiente tra i 10 e i 15 °C, come una veranda luminosa o una stanza poco riscaldata, è ideale per il riposo vegetativo. 

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L'Epiphyllum preferisce il sole o l'ombra?

L'Epiphyllum preferisce la penombra luminosa. Il sole diretto del mattino è ben tollerato e anzi utile, mentre quello del pomeriggio estivo può bruciare i cladodi in poche ore. Se la posizione non è quella adatta si potranno notare alcuni segnali come:

  • Cladodi gialli, rossastri o con chiazze secche: segnale di troppo sole diretto. Va spostata in un punto più protetto.
  • Fusti sottili, allungati e di un verde molto pallido: indice di troppo ombra. ombra. Si deve avvicinare a una fonte di luce.
  • Nessuna fioritura su una pianta adulta: spesso la causa è una luce insufficiente, combinata con un inverno troppo caldo.

Quanto dura un fiore Epiphyllum

Un fiore di Epiphyllum oxypetalum dura una sola notte. Si apre dopo il tramonto, raggiunge la massima apertura intorno alla mezzanotte e, alle prime luci dell'alba, è già appassito e richiuso su sé stesso. 

In molte culture, soprattutto asiatiche, la fioritura della Regina della notte è un piccolo evento sociale: si invitano amici e parenti per vederla sbocciare insieme.

Il fiore può raggiungere i 25-30 cm di lunghezza, ha petali bianchi candidi, sepali esterni color crema o rosato e un profumo intenso, dolce, che riempie la stanza. In natura il fiore notturno serve ad attirare gli impollinatori come falene e pipistrelli.

Il bocciolo impiega circa 2-3 settimane per svilupparsi dal momento in cui compare sul bordo del cladodio. Il segnale decisivo è facile da riconoscere: qualche giorno prima dell'apertura, il bocciolo, che inizialmente pende verso il basso, si piega e punta verso l'alto, gonfiandosi visibilmente. 

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Talea di Epiphyllum, come curarla

La talea di Epiphyllum è il metodo più semplice e sicuro per moltiplicare la pianta, e ha una percentuale di successo molto alta. Il periodo migliore va dalla primavera all'inizio dell'estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa. Ecco come procedere, passo dopo passo:

  • Si preleva un cladodio sano, lungo almeno 15-20 cm, usando una lama pulita e disinfettata. 
  • Si lascia cicatrizzare il taglio all'ombra, in un luogo asciutto e ventilato, per 7-14 giorni. 
  • Bisogna interrare la talea per 2-3 cm, con l'estremità tagliata verso il basso, in un mix leggero di terriccio e perlite in parti uguali. 
  • Annaffiare poco: il substrato deve essere appena umido, mai bagnato. Nelle prime due settimane basta una nebulizzazione leggera sulla superficie.
  • Si posiziona il vaso in luce indiretta, al caldo (20-25 °C), lontano dal sole diretto. Le radici compaiono in genere dopo 3-6 settimane.

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