L’architetto Gino Coppedè è noto per il suo stile eclettico e visionario, che ha lasciato un segno indelebile sia a Roma sia nella sua città natale, Messina. Creatore del celebre Quartiere Coppedè, ha rivoluzionato la capitale con un mix unico di liberty, gotico e influenze medievali. A Messina, dopo il terremoto del 1908, contribuì alla ricostruzione con progetti innovativi e decorativi. Le sue opere restano tra le più affascinanti dell’architettura italiana del primo Novecento.

La facciata del Palazzo del Granchio a Messina

Gino Coppedè a Messina: la magia che rinasce tra le macerie

Dopo il terremoto del 1908, Messina diventa un laboratorio urbano in cui l’architetto fiorentino Gino Coppedè trova spazio per sperimentare un linguaggio nuovo. Tra il 1913 e il 1925, in particolare, lascia alla città palazzi decorati, visionari, ricchi di simboli e riferimenti storici. Le sue opere, tra cui Palazzo Tremi, Palazzo Arena, Palazzo del Granchio e Palazzo Magaudda, rappresentano oggi un patrimonio architettonico unico, nato dal dialogo tra rigore antisismico e fantasia creativa.
Coppedè

Gino Coppedè a Roma: un viaggio nell’architettura più visionaria

Un ritratto dell’architetto Gino Coppedè e del suo ruolo nella trasformazione estetica di Roma tra Liberty, neogotico ed eclettismo. Dalle origini fiorentine alle icone romane che hanno ridefinito il paesaggio urbano, viene esplorata la complessità del suo linguaggio architettonico e le principali opere nella capitale, dal celebre Quartiere Coppedè al palazzo di via Veneto 7, analizzando influenze, tecniche decorative e interpretazioni stilistiche.