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Interessi cauzione affitto, cosa dice la legge

Autore: Redazione

Il padrone di casa deve versare all’inquilino gli interessi maturati sulla cauzione versata all’inizio del contratto di affitto. E’ un obbligo che ha natura imperativa e che le parti non possono derogare, neanche stabilendo un apposito esonero con una clausola contrattuale. La norma, scritta a tutela del contraente più debole, è volta a impedire che la richiesta della cauzione sia solo uno strumento del locatore per procurarsi un ulteriore vantaggio dall’affitto. A ricordarlo la Cassazione con la sentenza n. 16969 dell’11/8/2016.

Il padrone di casa può versare gli interessi annualmente o alla fine della locazione, quando l’inquilino gli riconsegna le chiavi dell’appartamento. Gli interessi sulla cauzione devono essere pagati anche se l’inquilino non lo chiede espressamente e non è possibile una rinuncia da parte di quest’ultimo.

Il conduttore può chiedere quindi gli interessi sulla cauzione a suo tempo versata anche molto tempo dopo la scadenza del contratto di locazione, purché non siano decorsi oltre cinque anni. Quest’ultimo, infatti, è il termine di prescrizione per ottenere il pagamento degli interessi e, in generale, di tutte le somme che vanno versate annualmente.

A stabilire che sul deposito cauzionale maturano gli interessi legali annui è la legge stessa (Art. 11 L. 392/78). E’ dibattuto se gli interessi maturati sull’importo trattenuto dal locatore a titolo di deposito cauzionale e non corrisposti possano ritenersi produttivi di altri interessi (cosiddetti anatocistici) che vadano ad aumentare il capitale (a sua volta produttivo di ulteriori e maggiori interessi).

In caso di mancato versamento degli interessi alle scadenze annuali, questi ultimi vanno restituiti, assieme al deposito cauzionale, quando il contratto viene risolto e il conduttore ha integralmente adempiuto le proprie obbligazioni (consegna delle chiavi, pagamento dell’ultimo canone di locazione). Gli interessi possono tuttavia essere trattenuti dal locatore per compensare i canoni non pagati (Cass. sent. n. 9059/2002).