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Agevolazioni casa, cosa succede nei comuni disastrati

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Autore: Redazione

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito in che modo è possibile applicare le agevolazioni del “decreto casa” nei comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza.

All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:

Nel mio comune, colpito dall’alluvione del 2014, non sono stati stipulati accordi locali tra proprietari e inquilini per parametrare la locazione a canone concordato. Come applicare le agevolazioni del “decreto casa”?

L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:

Il Dl 47/2014 (“decreto casa”) ha esteso la cedolare secca con aliquota ridotta al 10%, per gli anni 2014-17, anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito di calamità naturali nei cinque anni precedenti il 27 maggio 2014, data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl.

Qualora in tali comuni non siano stati definiti accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori per la determinazione del canone, è possibile fare riferimento, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta, all’accordo vigente nel comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra regione (circolare 12/2016).