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Torna alla ribalta la riforma del catasto, ma è ciò che serve al settore?

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Autore: Redazione

Si torna a parlare della riforma del catasto. Quest’ultima, dopo alcune raccomandazioni da parte della Commissione europea, entra nel nuovo Piano nazionale delle riforme (Pnr) che sarà presentato con il Documento di economia e finanza (Def) il mese prossimo. L’intenzione del governo è quella di ripartire dalla delega approvata due anni fa dal Parlamento e dallo schema di decreto attuativo che poi è stato bloccato. Ma la notizia non ha risparmiato le polemiche.

Tramite una nota, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha fatto sapere: “Leggiamo sulla stampa che il governo Gentiloni starebbe pensando di riesumare quella riforma del catasto che il governo Renzi aveva ritirato, nel giugno del 2015, perché non forniva adeguate garanzie di invarianza di gettito, aprendo all’opposto uno scenario di ulteriori aumenti di tassazione sugli immobili, mascherati attraverso improbabili ‘redistribuzioni’.

Quella legge delega è scaduta e non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni ‘copia e incolla’, senza avere un minimo contatto con la realtà.

Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un governo responsabile”.

Quando circa un anno fa si parlava di riforma del catasto, il timore più diffuso è che si potesse tradurre in una stangata sulla casa, oltre alla paura che non venisse garantita l’equità fiscale. Intervistato sul tema, il presidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, Maurizio Savoncelli, a idealista news aveva detto: “La riforma del catasto può essere attuata se il cittadino diventa parte attiva”.

E per allontanare ogni timore, a margine del convegno “130 anni di catasto tra storia e tecnologia”, il vice direttore dell’Agenzia delle Entrate, Gabriella Alemanno, a idealista news aveva assicurato: “Qualunque riforma deve essere fatta in un ordine di idee di equità e perequazione fiscale”.