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Tari, come ottenere uno sconto fino all'80% del valore dell'imposta

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Autore: Redazione

Ci sono casi in cui l’importo della Tari, l’imposta sui rifiuti, non è dovuto per intero. Ma forse non tutti lo sanno. Secondo quanto previsto dalla legge, infatti, se i rifiuti non vengono raccolti o se il servizio è svolto in modo non corretto i cittadini hanno il diritto di pagare solo il 20% della tariffa, possono quindi chiedere uno sconto dell’80%.

Come è riportato dal comma 656 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2014 (L. 147/2013), “la Tari è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente”.

Ciò vuol dire che i Comuni devono garantire uno sconto dell’80% ai cittadini se questi riescono a dimostrare che il servizio di raccolta dei rifiuti non è stato svolto oppure che il servizio di raccolta dei rifiuti è stato svolto in modo scorretto (ad esempio violando le norme sulla differenziata) o incompleto (quando la raccolta è irregolare), anche per scioperi o altre difficoltà organizzative, purché il disservizio abbia danneggiato o messo in pericolo l’ambiente o la salute delle persone, circostanza che deve essere riconosciuto dall’Asl o da un’altra autorità sanitaria.

Non è necessario dimostrare di aver subito personalmente un danno. Come confermato dalla sentenza n. 931/2/2016 della Commissione Tributaria provinciale di Vibo Valentia, è sufficiente documentare il blocco o l’irregolarità del servizio, ad esempio con alcune fotografie.

La stessa sentenza stabilisce che lo sconto dell’80% sulla Tari è dovuto anche se il Comune ha pubblicato un’ordinanza per obbligare la società di gestione della raccolta dei rifiuti a proseguire il servizio. Non è necessario poi che l’autorità sanitaria abbia adottato un provvedimento formale per attestare il pericolo o il danno a carico dell’ambiente o delle persone: basta che abbia segnalato in qualsiasi modo il rischio.

La legge di Stabilità 2014 poi aggiunge: “Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la Tari è dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita”. Questo significa che nelle aree in cui il servizio di raccolta non è previsto lo sconto sulla Tari è di almeno il 60% e la tariffa stessa è tanto più bassa quanto più distante è il luogo dove bisogna arrivare per gettare la spazzatura.

Per poter ottenere lo sconto sulla Tari bisogna presentare la domanda al proprio Comune, compilando l’apposito modulo oppure presentando la richiesta in carta libera, inviata con raccomandata a.r., posta elettronica certificata o consegnata a mano all’ufficio protocollo. Ciò che è importante è motivare in modo adeguato la richiesta.