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Emergenza abitativa, la direttiva Minniti e le preoccupazioni di Confedilizia

Autore: Redazione

Il tema dell’emergenza abitativa a Roma è ancora caldo e si è esteso a tutto il Paese. Per farvi fronte, il ministro degli Interni, Marco Minniti, ha inviato a tutti i prefetti una circolare chiedendo la mappatura dei beni immobiliari inutilizzati pubblici e privati dell’intero territorio nazionale. Una direttiva che ha suscitato la preoccupazione di Confedilizia.

Obiettivo della direttiva voluta da Minniti e firmata dal suo capo di gabinetto, Mario Morcone, è porre un freno alle occupazioni abusive, potenziare il giro di vite sugli sgomberi e garantire un’abitazione ai nuclei familiari più bisognosi.

La mappatura degli immobili privati ha però suscitato la preoccupazione di Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa, tramite una nota, ha fatto sapere: “Le anticipazioni giornalistiche sulla direttiva ai prefetti del Ministero dell’Interno in materia di occupazioni e sgomberi di edifici riferiscono del proposito di una non meglio precisata ‘mappatura degli immobili pubblici e privati inutilizzati’. In attesa di leggere il testo esatto del documento, non possiamo non manifestare la nostra preoccupazione per quanto sta emergendo”.

E ancora: “Il governo dovrebbe avere come proprio obiettivo quello di far sì che siano sotto controllo gli immobili pubblici (di Stato, Regioni, Province, Comuni ecc.), cosa che in moltissimi casi non è. Di quelli privati dovrebbe interessarsi per favorirne la liberazione dagli occupanti abusivi – fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi, anche a danno di piccoli proprietari – e non per lanciare messaggi inquietanti. E non si dica che alimentiamo la sfiducia o la paura: l’atteggiamento tenuto negli anni dalle istituzioni nei confronti del diritto di proprietà giustifica ampiamente la più totale diffidenza e il caso dell’edificio di via Curtatone a Roma, il cui sgombero dopo quattro anni di occupazione illegale ha fatto scalpore, ne è solo uno dei tanti esempi”.

Ma, come evidenziato dal quotidiano La Stampa, ogni allarmismo è stato allontanato dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha spiegato: “Nessuno ha mai pensato di requisire le case private agli italiani. La mappatura degli alloggi liberi potrà semmai favorire un incentivo a calmierare il mercato degli affitti in modo da sostenere quelle famiglie che non possono permettersi di pagare un affitto alto. Quanto agli immobili sequestrati alle mafie, per ristrutturarli avremo a disposizione 18 milioni di euro dell’Agenzia per i beni sequestrati e 55 milioni del Programma operativo nazionale del Viminale”.