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Ecobonus e sismabonus 2019, alcuni chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Cosa dicono le Entrate con la risposta n. 293
Cosa dice l'Agenzia delle Entrate con la risposta n. 293 / Gtres
Autore: Redazione

Ecobonus e sismabonus possibili per lavori condominiali di conservazione del patrimonio edilizio esistente. A sottolinearlo l’Agenzia delle Entrate che ha anche specificato qual è il limite di spesa.

Con la risposta n. 293, l’Agenzia delle Entrate ha innanzitutto sottolineato che con circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pag. 237, è stato sottolineato che le opere di ristrutturazione edilizia comportanti la realizzazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, sono da considerare di “trasformazione urbanistica” e come tali soggette al relativo titolo abilitativo. Chi intende dunque fruire delle detrazioni d’imposta per trasformare un immobile non ad uso abitativo in uno adibito a tale uso, può farlo a condizione che “nel provvedimento amministrativo che assente i lavori risulti chiaramente che gli stessi comportano il cambio di destinazione d’uso del fabbricato…in abitativo”.

Inoltre, con la citata circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pag. 221 e seg., qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, detto soggetto ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni. Il concetto di “parti comuni”, pur non presupponendo l’esistenza di una pluralità di proprietari, richiede, comunque, la presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome. Quindi, la locuzione “parti comuni di edificio residenziale” deve essere considerata in senso oggettivo e non soggettivo e va riferita, pertanto, alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori.

In ordine alle detrazioni per l’intervento combinato di riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica di un edificio, l’articolo 1, comma 3, lett. a), n. 7), della legge di bilancio 2018 ha introdotto nell’articolo articolo 14 del DL n. 63 del 2013 il comma 2-quater.1, il quale recita:

“Per le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta, in alternativa alle detrazioni previste rispettivamente dal comma 2-quater del presente articolo e dal comma 1-quinques dell’articolo 16, una detrazione nella misura dell’80 per cento, ove gli interventi determinino il passaggio ad una classe di rischio inferiore, o nella misura dell’85 per cento ove gli interventi determinino il passaggio a  due classi di rischio inferiori. La predetta detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a euro 136.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio”.

Dunque, le spese sostenute per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, volti sia alla riduzione del rischio sismico che alla riqualificazione energetica spetta, in alternativa alle detrazioni previste, per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali e al cd “Sisma bonus”, una detrazione  nella misura dell’80 o dell’85 per cento, ove gli interventi determinino il passaggio ad una o a due classe di rischio sismico inferiore.

La predetta detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore ad euro 136.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

L’agevolazione prevista per interventi combinati di riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica è altresì alternativa a quella prevista in linea generale per interventi di recupero del patrimonio edilizio, eseguiti sulle parti comuni, di cui all’articolo 16 bis del TUIR, ed anche alle detrazioni previste per i singoli interventi di efficienza energetica, di cui all’articolo 14, del DL n. 63 del 2013.

Nella sua risposta, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che anche per gli interventi combinati di riduzione del rischio sismico e di riqualificazione energetica è necessario che l’intervento sia di recupero del patrimonio edilizio e non si configuri quale nuova costruzione. Ha quindi ricordato che, sia ai fini delle detrazioni per lavori volti alla riduzione del rischio sismico che ai fini della detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica, per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente autonome, a prescindere dall’esistenza di una pluralità di proprietari. Il limite di spesa assoggettabile a detrazione va attribuito a ciascuna delle unità immobiliari componenti l’edificio prima dell’intervento di ristrutturazione, ciò anche nel caso in cui l’unità immobiliare su cui si effettuano i lavori non sia ad uso abitativo.