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Accertamento per omessa dichiarazione Imu e Tasi, cosa cambia

Per i Comuni controlli spostati
Controlli spostati per i Comuni / Gtres
Autore: Redazione

Secondo quanto disposto dal decreto crescita 2019, il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione Imu e Tasi scatta ora il 31 dicembre. Questo significa che i Comuni hanno meno tempo per effettuare l’accertamento per omessa dichiarazione Imu e Tasi.

L’Anci ha sottolineato che le ragioni di questo spostamento non appaiono chiare e non sembrano rispondere a logiche di semplificazione, dal momento che per i contribuenti e gli intermediari fiscali la scadenza del 30 giugno (inizialmente prevista dal decreto Salva Italia) permetteva di cumulare diversi adempimenti correlati. Evidenziando, inoltre, che fissare la scadenza di un termine durante le festività di fine anno rappresenta una complicazione per i contribuenti e per gli intermediari fiscali.

Accertamento omessa dichiarazione Imu

Il nuovo termine comporta per le amministrazioni comunali un effetto negativo sui termini di accertamento per omessa dichiarazione Imu e Tasi. I termini, infatti, vanno a ridursi di sei mesi.

Avviso di accertamento Imu

Secondo l’articolo 1, comma 161, della legge n. 296/2006, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. In base al nuovo termine, l’avvio dei controlli sulle dichiarazioni ritarda di sei mesi, fermo restando il termine ultimo fissato dalla legge per l’invio degli accertamenti.

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