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Con un canone di locazione troppo alto attenzione agli accertamenti fiscali

Il contenuto dell'ordinanza n. 14060 della Corte di cassazione
Il contenuto dell'ordinanza n. 14060 della Cassazione / Gtres
Autore: Redazione

Con l'ordinanza n. 14060 del 7 luglio 2020 la Corte di cassazione è intervenuta in tema di canone di locazione e accertamento fiscale. Vediamo quanto stabilito.

Secondo quanto chiarito dalla Cassazione, se il canone di locazione è troppo elevato rispetto a quanto indicato in dichiarazione dei redditi, scatta l'accertamento fiscale, anche se il compagno è ricco e fa elargizioni in denaro. In base a quanto stabilito, bisogna dimostrare che sono state pagate le imposte sui depositi in banca.

Il caso, come riportato da Italia Oggi che ha esaminato la vicenda, ha riguardato una donna che versava un canone di locazione alto rispetto a quella che era la sua dichiarazione dei redditi. In seguito all'accertamento, la donna era riuscita a dimostrare che il compagno benestante le aveva versato in banca del denaro, tanto che la Ctr aveva fatto annullare l'atto impositivo. 

Ma con l'intervento della Cassazione il verdetto è cambiato. Secondo i supremi giudici, "la mera 'prassi familiare' di erogazione di liberalità da parte dei genitori in favore dei figli costituisce un fatto solo probabile e, quindi, non integra un fatto notorio. Inoltre, in tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell'art. 38, comma 6, del dpr n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all'interno del nucleo familiare di tali redditi, ma anche l'entità degli stessi e la durata del possesso in capo al contribuente interessato dall'accertamento, pur non essendo lo stesso tenuto, altresì, a dimostrare l'impiego di detti redditi per l'effettuazione delle spese contestate, attesa la fungibilità delle diverse fonti di provvista economica". 

La prova fornita dal contribuente, dunque, deve includere i documenti dai quali emerga la disponibilità all'interno del nucleo familiare dei redditi, l'entità degli stessi e la durata del possesso.

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