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Revocatoria della compravendita immobiliare, cosa dice la Cassazione

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Autore: Redazione

Chiarimenti in merito alla revocatoria della compravendita immobiliare. A fornirli la Cassazione. Vediamo quanto affermato.

La Cassazione è intervenuta in seguito al ricorso presentato da una madre e da suo figlio, contro la decisione presa dalla Corte d'Appello, che aveva confermato quanto stabilito dal Tribunale negando la simulazione della vendita dell'immobile e la possibilità di dichiararla inefficace.

Secondo quanto stabilito dalla Cassazione, per la revocatoria dell'atto di compravendita immobiliare è sufficiente la domanda per il mantenimento del figlio, anche in assenza di un provvedimento giudiziale, "né è necessario provare che l'acquirente ha dato la sua adesione alla frode in danno ai creditori, ma basta la sua consapevolezza del pregiudizio". Nel caso in questione il padre aveva fatto un atto di compravendita di una villa per sottrarre beni alle pretese dell'altro genitore.

Con la sua decisione, la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla madre e dal ragazzo, affermando che "la richiesta dei ricorrenti era giustificata dal mancato rispetto, da parte del padre, degli obblighi di mantenimento del figlio, qualificato come naturale perché nato da una lunga convivenza more uxorio, prima della legge sulle unioni civili".

Secondo la Corte d'Appello, - come evidenziato dal Sole 24 Ore - la revocatoria non era possibile perché mancavano le prove della simulazione assoluta, "anzi era dimostrata la volontà delle parti di mettere in atto il negozio", e della partecipazione dolosa nella frode ai creditori da parte dell'acquirente. Per la Corte, inoltre, "il credito non era ancora sorto al momento dell'atto perché in quel tempo era stata solo presentata la domanda di assegno".

Ma secondo la Cassazione, che ha considerato una precedente sentenza, "i giudici di seconda istanza hanno sbagliato a ritenere che il credito si possa considerare sorto solo in virtù di un provvedimento giudiziale". E' necessario considerare "il principio generale secondo il quale l'obbligo dei genitori di mantenere la prole scatta per il solo fatto di averla generata". In base a quanto evidenziato, "i diritti e i doveri dei genitori verso la prole, fatte salve le implicazioni dei provvedimenti relativi all'affidamento, non subiscono variazioni in seguito alla pronuncia giudiziale". E ciascuno dei genitori ha l'obbligo "di contribuire, in proporzione alle capacità, all'assistenza e al mantenimento dei figli". In conclusione, "ai fini della revocatoria della compravendita, non è necessario dimostrare l'adesione alla frode del compratore, basta la sua consapevolezza di pregiudicare le ragioni dei creditori".
 

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Per la revocatoria della vendita basta la domanda di assegno ai figli (Il sole 24 ore)