Cosa fare se il proprietario non vuole cambiare gli infissi? Può di certo capitare che un inquilino si trovi ad abitare in un appartamento dagli infissi non più funzionanti, a causa dell’usura oppure a seguito di guasti. E spesso è necessaria una pronta sostituzione, affinché si possa godere della casa locata senza sbalzi termici, spifferi o altri disagi quotidiani. Ma come si procede se il locatore si oppone alla richiesta di sostituzione?
Salvo alcune eccezioni, di norma spetta al proprietario dell’immobile farsi carico della sostituzione degli infissi. Se il locatore dovesse opporsi ai lavori, nella maggior parte dei casi l’inquilino può procedere autonomamente, chiedendo poi un rimborso o, ancora, portando la controparte davanti al giudice. È utile sottolineare, tuttavia, che proprietario e affittuario possono raggiungere anche accordi più estesi rispetto a quanto previsto dalla legge, purché ve ne sia testimonianza scritta: a questo scopo, è utile approfittare della creazione guidata di un contratto d’affitto.
Quando è necessario sostituire gli infissi?
Per poter comprendere chi debba farsi carico della spesa per la sostituzione degli infissi, è necessario fare un passo indietro. È infatti indispensabile comprendere quando il cambio di finestre, persiane o serramenti sia indispensabile, poiché in condizioni tali da rendere difficoltoso il godimento dell’immobile locato.
In linea generale, è necessario provvedere alla sostituzione o alla riparazione degli infissi quando:
- l’infisso non risulta più perfettamente saldato alle pareti;
- il profilo dello stesso infisso non è più sigillato, tanto da permette il passaggio di luce e aria;
- quando le ante si sono deformate e non è più possibile, di conseguenza, procedere a una perfetta chiusura;
- in presenza di danni, guasti o malfunzionamenti dovuti all’usura.
Ma chi deve sopperire ai costi per gli interventi di cambio di queste strutture indispensabili della casa? Tutto dipende dalla tipologia di deperimento o danno rilevato e, naturalmente, dagli accordi presi tra le parti. A questo scopo, prima di avviare la locazione, è utile avvalersi di modelli precompilati del contratto d’affitto, per verificare la presenza di tutte le specifiche del caso.
Chi paga la sostituzione degli infissi
Come accennato in apertura, nella maggior parte dei casi è il proprietario dell’immobile a dover provvedere alla sostituzione degli infissi. Tuttavia, per comprendere a chi spetti realmente l’onere, è necessario verificare le regole previste dalla legge per la ripartizione delle spese tra proprietario e affittuario.
Stando a quanto definito dall’articolo 1576 del Codice Civile, al proprietario dell’appartamento spettano le spese di manutenzione straordinaria, mentre all’inquilino quelle di manutenzione ordinaria. Sul fronte degli infissi, di conseguenza, ci si troverà dinanzi a due gruppi di situazioni ben distinti.
Il proprietario dovrà infatti farsi carico della sostituzione se l’intervento rientra nella manutenzione straordinaria o, ancora, il danno deriva dal caso fortuito. Di conseguenza, dovrà pagare se:
- gli infissi sono ormai vetusti e usurati;
- guasti o malfunzionamenti sono antecedenti all’ingresso dell’inquilino dell’immobile;
- un danno causato a finestre e serrande è dovuto a eventi imprevisti, come un forte temporale o una calamità naturale.
Risponde direttamente l’inquilino, invece:
- quando il malfunzionamento degli infissi è dovuto alla mancata manutenzione ordinaria;
- quando si verificano dei danni per negligenza, ad esempio per aver usato gli infissi in modo improprio;
- quando l’inquilino stesso desidera apportare miglioramenti di design o estetici, nonostante gli infissi già presenti nell'appartamento funzionino alla perfezione.
Cosa fare se il proprietario si rifiuta di cambiare gli infissi
Ma cosa fare se la necessità di sostituzione degli infissi rientra nei casi a carico del proprietario e quest’ultimo dovesse opporsi al loro cambio?
Innanzitutto, è necessario sapere che, secondo l’articolo 1575 del Codice Civile, il proprietario è tenuto a fornire l’appartamento in buono stato, a mantenerlo secondo l’uso convenuto e garantirne il pacifico godimento durante la locazione. Di conseguenza, non può opporsi a tutti gli interventi - come, appunto, la sostituzione di infissi guasti - necessari per garantire all’affittuario il pieno godimento dell’immobile.
Quali azioni può intraprendere materialmente l’inquilino, se il locatore fosse irremovibile sulle sue posizioni?
Infissi sostituiti in autonomia dall’inquilino
Quando la condizione degli infissi è tale da non garantire all’inquilino il pieno godimento dell’immobile, e il proprietario non dovesse provvedere alla loro sostituzione, l’inquilino ha diritto di effettuare i lavori in piena autonomia. È però necessario che:
- gli interventi siano necessari e urgenti;
- il proprietario venga comunque preavvisato dell’intenzione di condurre i lavori;
- venga scelto personale qualificato.
Una volta sostituiti gli infissi, l’inquilino può quindi procedere alla presentazione di una richiesta di rimborso allo stesso locatore, per aver sostenuto delle spese che, in realtà, non gli sarebbero spettate. D’altronde, i costi della sostituzione degli infissi possono essere anche molto elevati e il proprietario godrà di nuove finestre e serrande anche dopo il termine del contratto di locazione.
Se il proprietario dovesse ulteriormente rifiutarsi di rimborsare i costi sostenuti, l’inquilino potrà intentare causa, chiedendo a un giudice di imporre il pagamento delle somme versate e, se appropriato al caso specifico, anche i danni subiti per la violazione del contratto d’affitto. Naturalmente, è indispensabile che l’inquilino conservi tutte le ricevute dei pagamenti effettuati e, se possibile, anche documenti - come fotografie o certificazioni da professionisti - che comprovino le pessime condizioni degli infissi precedentemente in dotazione.
Se il proprietario non paga, si può scalare l’affitto?
Qualora il proprietario non dovesse procedere al pagamento del rimborso, è possibile trattenere la somma dovuta dalle rate dell’affitto? Per quanto possa sembrare un’opzione ragionevole, in realtà si tratta di una scelta rischiosa.
Scalare la spesa dell’affitto potrebbe infatti determinare il mancato pagamento - o il pagamento parziale - del canone d’affitto, permettendo così allo stesso locatore di aprire la procedura dello sfratto per morosità. Di conseguenza, è meglio mantenere regolare il versamento dei canoni e chiedere, invece, l’intervento del giudice. Allo stesso modo, prima di intraprendere qualsiasi azione, è bene consultare il proprio legale di fiducia, per accertarsi che la manutenzione richiesta sia davvero a carico del locatore e per seguire il corretto iter giudiziario per far valere i propri diritti.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account