Il Decreto del 9 aprile 2001 sulle cassette postali, ripreso poi nel 2008 da un analogo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, impone la predisposizione delle cassette della posta su tutti gli edifici. Questa è la normativa che regola le cassette postali condominiali e come ne vengono suddivise le spese fra i proprietari dell'edificio. Ma come si assolve a questo obbligo e, fatto non meno importante, quando il condominio deve intervenire? Si tratta di un dubbio diffuso fra i condomini, soprattutto quando si rende necessaria l’installazione delle stesse cassette o, ancora, la loro sostituzione.
Cassetta della posta, tra obblighi e proprietà
Non è di certo un segreto: le cassette della posta, suddivise per il numero delle unità immobiliari presenti nello stabile, rappresentano un elemento di fondamentale importanza per il condominio. Infatti, i residenti hanno il diritto di ricevere le comunicazioni cartacee a loro inviate, il tutto nel pieno rispetto della riservatezza. Ma la loro predisposizione è obbligatoria?
Sì, in base al già citato Decreto del 9 aprile 2001, vi è l’obbligo di cassette postali esterne per qualsiasi tipologia di edificio di tipo residenziale - e non solo - quindi compresi anche gli stabili condominiali. L’imposizione è stata confermata con l’analogo decreto dell’1 ottobre 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico, così come anche dalla delibera del 20 giugno 2013 dell’Autorità Garante delle Comunicazioni.
Ma se la predisposizione è obbligatoria, chi ne detiene la proprietà e provvede alla loro gestione?
La proprietà delle cassette delle poste in condominio
Il primo lecito dubbio a cui rispondere è se le cassette postali siano condominiali o private. Si tratta di una questione di primaria risoluzione, per comprendere chi debba farsi carico della loro installazione o, ancora, della necessaria manutenzione nel tempo.
Mentre per la cassetta della posta singola, installata sulla parete di un’abitazione monofamiliare, non vi sono particolari fraintendimenti, la questione in condominio è ben più complessa. Gli strumenti per la raccolta della posta, infatti, potrebbero essere considerati sia comuni che privati:
- la cassetta collettiva, ovvero la struttura che ospita tutte le singole caselle della posta suddivise per unità condominiale, è a tutti gli effetti un bene comune. Di conseguenza, sebbene sulle cassette postali il Codice Civile non si esprima direttamente, rientrano a pieno titolo nelle disposizioni previste dall’articolo 1117;
- la singola casella, pur appartenendo a una struttura comune, secondo diverse interpretazioni giurisprudenziali è di proprietà del relativo condomino, che ne gestisce l’utilizzo in modo esclusivo. Questo perché la funzione fondamentale della stessa casella è quella di custodire la corrispondenza personale, quest’ultima tutelata dalla legge.
Chi deve mettere la cassetta della posta
Compresa la sussistenza di un obbligo d’installazione, e le relative proprietà, chi deve procedere all’installazione della cassetta della posta? In linea generale, la predisposizione di consoni strumenti per depositare le comunicazioni postali spetta al proprietario dell’immobile. Di conseguenza, all’interno di uno stabile condominiale, è l’assemblea condominiale ad assolvere a questa necessità.
Ma come si procede? Molto dipende dalla tipologia di installazione:
- per la prima installazione, è necessaria una delibera dell’assemblea, con la maggioranza dei presenti, purché rappresentino almeno la metà dei millesimi del condominio, come previsto dall’articolo 1136 del Codice Civile;
- per la manutenzione o la sostituzione, è sempre sufficiente per le cassette postali una maggioranza analoga, salvo non sia previsto differentemente dal regolamento condominiale o si tratti di un intervento straordinario, per i quali i quorum possono cambiare a seconda della situazione, sempre come previsto dall’articolo 1136.
Qualsiasi condomino può richiedere all’assemblea l’installazione della cassetta se non presente, proprio perché un obbligo di legge. Allo stesso modo, se il condominio non dovesse assolvere all’obbligo, il singolo proprietario potrebbe avere la facoltà di installare una propria cassetta privata.
Chi paga le cassette postali in un condominio
Ma per le cassette postali condominiali, la ripartizione delle spese quali criteri deve seguire? Solitamente, si prevede che:
- i costi della cassetta, intesa come struttura collettiva, sono a carico di tutti i condomini. È però necessario sottolineare che, in questo specifico caso, non viene di norma applicata la suddivisione delle spese in base ai millesimi di proprietà, come previsto dall’articolo 1123 del Codice Civile, poiché tutti i condomini se ne servono allo stesso modo. Di conseguenza, i costi vengono divisi equamente;
- i costi relativi alle singole caselle sono invece a carico dei singoli proprietari. In altre parole, se vi è necessità di sostituire lo sportellino o la serratura, della spesa deve occuparsene direttamente il relativo proprietario;
- le spese necessarie per cassette postali individuali, quindi installate da singoli condomini, sono a carico dei proprietari che hanno provveduto alla loro installazione.
È tuttavia utile sottolineare che, in alcuni contesti, la spesa potrebbe non essere divisa in parti uguali fra tutti i condomini, purché il regolamento condominiale ne faccia menzione. È il caso, ad esempio, di attività commerciali o professionali presenti nello stabile condominiale che, per volume di corrispondenza ricevuta, possono determinare un uso sproporzionato rispetto alle necessità dei condomini residenziali.
Chi deve pagare le cassette postali in un condominio con inquilini
Una questione interessante riguarda le cassette postali legate a unità immobiliari concesse in locazione. In questo caso, chi deve sostenere le spese, il proprietario dell’immobile oppure il suo inquilino?
In questo caso, vale la consueta suddivisione delle spese tra locatore e locatario, prevista dall’articolo 1576 del Codice Civile:
- al proprietario spettano le spese di manutenzione straordinaria delle cassette;
- all’affittuario, invece, i costi di manutenzione ordinaria.
Nella pratica, se il condominio delibera l’installazione di nuove cassette postali, sarà il proprietario dell’immobile a farsi carico dei costi. Se, invece, è necessario intervenire su una serratura non più funzionante a causa dell’usura, dovrà procedere l’inquilino. Naturalmente, le parti possono anche accordarsi differentemente, purché la loro decisione sia esplicitata all’interno del contratto di locazione.
Dove devono stare le cassette condominiali
Compresi obblighi e spese, è anche utile valutare in che modo le strutture per la raccolta della posta debbano essere implementate. Ad esempio, dove devono essere predisposte? Secondo l’articolo 46 del Decreto del 9 aprile 2001, le cassette postali devono:
- essere collocate al limite della proprietà;
- sulla pubblica via o in un luogo liberamente accessibile.
Il portalettere deve avere infatti la facoltà di raggiungere facilmente le cassette, senza richiedere l’accesso allo stabile ai condomini o, ancora, attraversare la proprietà privata altrui. Tuttavia, in presenza di necessità particolari, è possibile stringere accordi diversi con l’ufficio postale di distribuzione di propria competenza.
Tuttavia, è utile sapere che nei condomini - o negli edifici che ospitano sedi d’impresa, attività commerciali o accorpano più stabili - l’articolo 47 prevede che siano raggruppate in un unico punto di accesso.
Quali caratteristiche devono avere le cassette postali
Ma quali caratteristiche devono presentare le cassette? È sempre il già citato Decreto del 2001 a stabilirlo, anche in relazione ad alcune normative di riferimento, come la UNI EN 13624. I requisiti tecnici sono i più variegati, nonché anche complessi, a titolo esemplificativo si possono citare alcune delle richieste:
- una dimensione minima da 229x324 millimetri per casella, in base al formato EN C4;
- una feritoia non inferiore a 325x30 millimetri;
- una profondità non inferiore a 100 millimetri, se la cassetta è posizionata in verticale;
- una targhetta non più piccola di 60x15 millimetri.
Ancora, le singole caselle devono prevedere appositi dispositivi anti-prelievo - come, appunto, specifiche serrature - affinché terzi non si approprino indebitamente della corrispondenza altrui. Sarà inoltre necessario realizzarle in materiale resistente agli agenti atmosferici.
Naturalmente, poiché i requisiti da rispettare potrebbero essere ben più estesi rispetto a quelli proposti, è utile affidarsi a personale qualificato sia per la predisposizione che per l’installazione della cassetta della posta.
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