Depressione groenlandese in direzione dell'Italia: settimana di Natale condita da piogge, nevicate e freddo da Nord a Sud.
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Sta cominciando in queste ore una nuova e prolungata ondata di maltempo che accompagnerà al giorno di Natale senza indugi. Il responsabile di questo forte peggioramento sarà un ciclone groenlandese che si è diretto dapprima sull’Europa occidentale e poi si è intrufolato senza problemi sul Mediterraneo, dando vita ad un altro vortice molto ben organizzato e pregno di maltempo. Insomma, ne verrà fuori una settimana di Natale come non si vedeva da tempo, ricca di pioggia e neve su buona parte del nostro Paese.

Settimana di Natale con freddo, pioggia e neve

Questo vortice di bassa pressione resterà letteralmente ingabbiato all’interno del Mediterraneo per tanti giorni consecutivi, almeno fino al giorno di Santo Stefano. Effettivamente erano anni che non si vedevano depressioni natalizie così insistenti e cariche di pioggia e di neve. In verità, negli ultimi anni, l’Italia è stata troppo abituata a persistenti e tiepidi campi di alta pressione che hanno permesso alle temperature di raggiungere facilmente i 20 °C, soprattutto al Sud Italia, un fatto certamente anomalo per il periodo.

Ora, con l’arrivo del Ciclone di Natale, per certi versi è tornata un po’ di normalità, soprattutto in montagna, dove la neve non dovrebbe mai mancare in questo periodo dell’anno. Ed effettivamente di neve ne scenderà davvero tanta, soprattutto sulle Alpi occidentali, al di sopra dei 1000 metri di altitudine, dove si prevedono accumuli anche superiori al metro sui versanti più esposti.

Il motivo dietro il maltempo di Natale

Il responsabile di questa prolungata ondata di maltempo è da ricercare sull’Atlantico settentrionale, dove da qualche ora l’alta pressione delle Azzorre si è improvvisamente risvegliata. Quest'ultima è andata a minacciare pesantemente, quindi, il vortice polare, ovvero quella grande depressione gelida che avvolge il Polo Nord. 

L’espansione dell’alta pressione delle Azzorre sul Nord Atlantico, in direzione di Groenlandia e Islanda, ha permesso il distacco di una massa d’aria fredda groenlandese che si è poi diretta all’interno dell’Europa ed è proprio questa che sta causando il sensibile guasto del tempo in azione sul nostro Stivale.

Maltempo
Vortice freddo dalla Groenlandia verso il Mediterraneo Meteogiornale.it

Ma il cammino dell’alta pressione delle Azzorre non termina certamente qui: nei prossimi giorni tenderà a espandersi ancora più a nord, fino a raggiungere il Mar Glaciale Artico e la Scandinavia, dando vita a un unico e lungo campo di alta pressione che in gergo tecnico viene denominato ponte di Woeikoff

Quando si sviluppa questa lunghissima struttura anticiclonica che va letteralmente a circumnavigare l’Europa dall’Atlantico alla Scandinavia, le perturbazioni rimangono intrappolate nel Mediterraneo: ed ecco spiegato perché il maltempo sarà protagonista in Italia per quasi tutta la settimana di Natale. Gli effetti principali del ciclone natalizio sono:

  • Persistenza del maltempo per più giorni consecutivi
  • Pioggia diffusa in pianura e neve abbondante in montagna

Le regioni più colpite tra Vigilia, Natale e Santo Stefano

Nel mirino del maltempo ci saranno soprattutto le regioni del Centro e del Sud nei giorni del 23, 24 e 25 dicembre. In particolare, tra la Vigilia e il giorno di Natale avremo precipitazioni abbondanti sul medio Adriatico, tra Marche, Abruzzo e Molise, ed anche sulle isole maggiori, poiché il minimo di bassa pressione resterà bloccato e ancorato all’interno del Mar Tirreno.

In ogni caso il tempo sarà incerto e inaffidabile anche su Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio, Romagna e Umbria, dove ombrelli e impermeabili non dovranno assolutamente mancare. Al Nord Italia, invece, le precipitazioni potrebbero gradualmente mollare la presa a partire dalla Vigilia di Natale, seppur non si escludano residue piogge quantomeno su Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.

Tanta neve è attesa sull’Appennino centro-settentrionale tra Natale e Santo Stefano, a quote via via sempre più basse, tanto che i fiocchi bianchi potrebbero raggiungere i 900 o 1000 metri di altitudine. Sulle Alpi, invece, le nevicate sono già in atto e raggiungeranno l’apice nel corso di questo martedì, soprattutto tra Valle d’Aosta e Piemonte. Successivamente, le precipitazioni nevose tenderanno gradualmente a perdere consistenza fino ad attenuarsi totalmente entro Santo Stefano. In sintesi:

  • Alpi occidentali: accumuli molto abbondanti sopra i 1000 metri
  • Appennino centro-settentrionale: neve in calo fino a 900–1000 metri tra Natale e Santo Stefano
Settimana di Natale
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Svolta gelida verso Capodanno

Ma le sorprese non finiscono qui: la presenza del ponte di Woeikoff sarà determinante per un possibile epilogo gelido per l’Europa e anche per l’Italia. Dopo una settimana di Natale all’insegna del freddo, del tempo perturbato, della pioggia e della neve, potrebbe profilarsi un finale di dicembre e un Capodanno da pieno inverno, con il famigerato freddo dell’Est Europa, quello capace di regalare la neve fino a bassissima quota o in pianura anche nel Mediterraneo.

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