L’Inverno sta per mettersi in moto dopo oltre una settimana di tempo fin troppo stabile e anomalo. Le alte temperature che nei giorni scorsi abbiamo registrato in montagna, soprattutto sulle Alpi, sono già un ricordo ed ora è tornata un po’ di preziosa neve, specie sui rilievi di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. Tanta altra potrebbe arrivarne la prossima settimana, grazie al ciclone di Natale.
Ciclone di Natale, tanto maltempo in vista
La terza decade di Dicembre sarà estremamente più variabile, dinamica e interessante della precedente, poiché si concretizzerà un vero e proprio collasso del vortice polare, la grande depressione gelida che avvolge il Polo Nord. Questo vortice tenderà a indebolirsi, a rallentare la sua corsa e a frammentarsi in più pezzi, i quali si dirigeranno con maggior facilità verso le basse latitudini.
È proprio questo il momento in cui aumentano sensibilmente le chance di occasioni nevose anche per le basse quote, non solo in Europa ma potenzialmente anche in Italia.
Dal Solstizio d’Inverno pioggia, freddo e neve
Il tempo sarà molto vivace già dal Solstizio d’Inverno, ma le maggiori probabilità di freddo intenso e potenziali nevicate a bassa quota subentreranno tra Natale e Capodanno, quando potrebbe spalancarsi la porta dell’Est, quella attraverso cui possono muoversi le gelide correnti russe o scandinave.
Prima di questo scenario, che sarà oggetto di analisi più approfondite nei prossimi giorni, l’Italia potrebbe imbattersi nel vero protagonista di queste festività: il ciclone di Natale.
Cos’è il ciclone di Natale e quando arriverà
L’Italia potrebbe imbattersi in un vortice di bassa pressione che potrebbe prendere vita tra il 23, 24 e 25 dicembre nel cuore del Mediterraneo. Già nei giorni precedenti non mancheranno occasioni di instabilità, soprattutto attorno al Solstizio d’Inverno, atteso domenica 21 dicembre.
In questa fase arriveranno perturbazioni nord-atlantiche colme di aria fredda in quota, molto meno fredda nei bassi strati trattandosi di masse d’aria oceaniche. Queste perturbazioni porteranno:
- piogge a più riprese su gran parte d’Italia;
- nevicate preziose lungo tutto l’arco alpino.
Maltempo in intensificazione tra 23 e 25 Dicembre
Il maltempo persisterà e si amplificherà tra il 23 e il 24 Dicembre su tutto il Mediterraneo centrale. Un vortice di bassa pressione potrebbe affiorare nel Tirreno, assumendo le caratteristiche di un classico ciclone all'interno del Mediterraneo: in questa fase produrrebbe nubi minacciose, piogge diffuse in pianura e nevicate abbondanti in montagna.
Una previsione di grande rilievo per l’arco alpino, che dopo anni potrebbe tornare ad ammantarsi di neve proprio nel pieno delle feste di Natale. I fiocchi bianchi potrebbero scendere fino ai 900-1000 metri di altitudine tra la Vigilia e la pre-Vigilia di Natale, con accumuli importanti dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia.
In alcune valli alpine più riparate e poco esposte alle correnti di scirocco, qualche nevicata potrebbe spingersi anche più in basso.
Tutti i centimetri di neve previsti entro Natale
I recenti aggiornamenti dei principali centri di calcolo suggeriscono accumuli di neve molto interessanti entro Natale:
- oltre 100 cm su Piemonte e Valle d’Aosta, specie sopra i 1400 metri;
- 20–40 cm su Lombardia, Trentino-Alto Adige e Friuli, oltre i 1400–1500 metri.
Questa neve renderà l’atmosfera natalizia ancora più suggestiva nei borghi alpini e nelle località montane.
Neve anche sull’Appennino, ma non in pianura
I fiocchi bianchi potrebbero raggiungere, entro la Vigilia di Natale, anche l’Appennino centro-settentrionale. Le località sopra i 1400–1500 metri e le stazioni sciistiche potrebbero ricevere discreti accumuli nevosi, soprattutto su Toscana e Abruzzo.
La neve a bassa quota, invece, non è prevista almeno fino a Natale. Nelle principali città della Val Padana e nelle zone costiere e pianeggianti del Centro-Sud le temperature saranno invernali, ma non sufficienti per nevicate diffuse al suolo. Le uniche possibili eccezioni potrebbero riguardare:
- basse quote di Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Piemonte;
- alcuni settori di Emilia e Lombardia.
In questi casi il margine dipenderà dall’entità del calo termico, ancora non del tutto definita.
E dopo Natale?
Il gelo dell’Est, quello capace di portare la neve in pianura senza fronzoli e senza troppi giri di parole, non arriverà certamente prima di Natale. Tuttavia, subito dopo, la porta orientale potrebbe spalancarsi improvvisamente e permettere l’ingresso del gelo russo su più di mezza Europa.
Proprio in questo frangente, tra Natale e Capodanno, potrebbe arrivare la prima vera ondata di freddo intenso con neve a bassa quota, dopo anni di assenza.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account