Il ciclone di Natale è entrato in azione e sta alimentando una prolungata ondata di maltempo come non si vedeva da anni nel pieno delle feste. Tanta pioggia in pianura, soprattutto al Centro-Sud, e tanta neve in montagna, specie sulle Alpi. Nel corso delle ultime ore è arrivata molta neve sulle Alpi, con accumuli importanti che renderanno l’atmosfera natalizia ancor più magica e suggestiva.
Tanta neve sulle Alpi occidentali, accumuli fino a 1 metro
La neve fresca, abbondante e ben distribuita crea le condizioni ideali per visitare i mercatini di Natale di montagna, che proprio in questi giorni entrano nel loro momento di massimo splendore. Tra borghi innevati, luci soffuse e profumo di vin brulé, l’esperienza diventa immersiva e fortemente legata al territorio.
Le nevicate più forti hanno interessato le Alpi Marittime e le Alpi Cozie, tra basso Piemonte e Liguria: qui sono caduti oltre 70 cm di neve fresca al di sopra dei 1200 metri di altitudine, ma a quote superiori, tra Cuneese, Imperiese e Savonese, il manto nevoso è ancor più spesso, addirittura superiore a 1 metro, complice il fenomeno dello stau.
Perché lo stau favorisce accumuli così elevati:
- Venti umidi da sud-est che risalgono i versanti alpini
- Sollevamento forzato dell’aria e condensazione con temperature sottozero
Del resto, con venti costantemente disposti da sud-est, pregni di umidità, lo stau lavora incessantemente, producendo nubi cariche di precipitazioni che, con temperature inferiori allo zero in quota, si traducono in copiose nevicate.
Lo stau è semplicemente l’accrescimento delle nubi a seguito del sollevamento forzato dell’umidità a ridosso dei versanti montuosi: il vento carico di umidità incontra le montagne e, nel tentativo di superarle, è costretto a salire di quota andando incontro alla condensazione. Ecco spiegato perché in montagna le precipitazioni risultano spesso più abbondanti rispetto alle pianure.
Questo meccanismo, oltre a garantire grandi accumuli di neve, contribuisce a mantenere un clima pienamente invernale anche nei fondovalle, rendendo ancora più suggestiva la visita ai mercatini alpini e ai borghi di montagna. Passeggiare tra le bancarelle con la neve che scricchiola sotto i piedi e i tetti imbiancati tutto intorno richiama il Natale di una volta, lontano dalle atmosfere cittadine.
Fiocchi fino a quote basse e scenario da pieno inverno
Con l’attuale configurazione presente nel Mediterraneo è chiaro che le Alpi occidentali sono quelle più esposte alle forti nevicate.
Addirittura la persistenza delle precipitazioni sta permettendo l’arrivo di fiocchi bianchi fino a quote piuttosto basse, attorno ai 500–600 metri, nelle valli più riparate tra Valle d’Aosta e Piemonte. Lo spettacolo nevoso in quota continuerà ancora per qualche altra ora, per poi volgere pian piano al termine a ridosso di Natale.
Alpi centrali: neve presente ma meno abbondante
Sulle Alpi centrali le nevicate ci saranno, ma risulteranno decisamente meno consistenti rispetto a quelle delle Alpi piemontesi e valdostane. Gli accumuli di neve, entro la Vigilia, saranno abbastanza blandi su Lombardia e Trentino-Alto Adige, dove comunque si attende la neve.
In ogni caso, al di sopra dei 1200–1300 metri di altitudine, un po’ di neve non dovrebbe mancare, anche tra la Vigilia e Natale, a rendere ancor più magica l’atmosfera natalizia.
Quando arriva la neve in pianura?
Per la neve in pianura chiaramente c’è ancora da aspettare. Con perturbazioni di questo tipo, provenienti dalla Groenlandia, la neve non ha modo di raggiungere le bassissime quote poiché l’aria non è sufficientemente fredda.
Fa freddo, ma non basta. Per la neve in pianura o sulle coste occorreranno irruzioni fredde provenienti dall’Artico o dalla Russia, una possibilità che potrebbe concretizzarsi nel finale di dicembre e a Capodanno.
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