In Italia vivono oltre 65 milioni di animali da compagnia - 10 milioni di gatti e 9 milioni di cani - (Rapporto Assalco-Zoomark). Fenomeno affettivo e driver economico che orienta il mercato verso nuove soluzioni di pet-housing sempre più resistenti. Tra i punti critici, le zanzariere, vulnerabili agli artigli degli animali, dunque voci di spesa ricorrenti. Per questo investire su dispositivi a prova di animali potrebbe essere una opzione da valutare.
Nel panorama industriale italiano, l'innovazione spesso non passa per i grandi sistemi, ma per la risoluzione di problemi pratici che impattano sulla qualità della vita di milioni di cittadini. Un esempio emblematico arriva dal settore degli accessori per l'edilizia, dove la ricerca ha dovuto rispondere a un cambiamento sociologico rilevante: l'esplosione della presenza di animali domestici nelle case europee.
Uno dei punti critici storici è rappresentato dalle zanzariere, la cui vulnerabilità agli artigli felini e canini comporta una spesa di manutenzione costante per le famiglie. Il superamento di questo limite tecnico è arrivato dopo un percorso di ricerca durato tre anni e oltre 1.200 test.
Una realtà italiana, la SharkNet Company, ha intrapreso un'indagine tecnologica globale che ha toccato poli produttivi in Germania, Giappone, Stati Uniti e Corea, riscontrando un vuoto normativo e produttivo: la resistenza meccanica agli artigli era considerata una sfida "impossibile" dai principali player mondiali.
La svolta è arrivata dallo sviluppo di una tecnologia proprietaria denominata "Formula Anti-Artiglio". A differenza dei materiali rigidi tradizionali, la soluzione si basa su un intreccio molecolare progettato per assorbire e distribuire l'energia dell'impatto. Invece di opporre una resistenza bruta, che porterebbe alla rottura del filamento, la rete è in grado di flettere e tornare immediatamente alla forma originale, neutralizzando l'azione tagliente delle unghie degli animali.
L'innovazione non si limita alla struttura fisica, ma si estende alla durevolezza chimica. Il materiale ha ottenuto il Grado 5 (il massimo livello di resistenza) nei test di invecchiamento e resistenza ai raggi UV, secondo la norma internazionale UNI EN ISO 4892−2:2021.
Questo standard tecnico garantisce che la plastica non si degradi sotto l'azione degli agenti atmosferici, mantenendo le proprietà elastiche nel tempo. I test di laboratorio hanno inoltre confermato una resistenza a fatica fino a 20.000 cicli, con un tasso di conformità produttiva del 99,8%.
"Per anni il mercato ha accettato il danneggiamento delle reti come un evento inevitabile," spiega Marco Marcantoni, responsabile commerciale di SharkNet, azienda "tricolore" che esporta zanzariere in oltre 50 Paesi nel mondo. "La sfida è stata dimostrare che la testardaggine italiana nella ricerca potesse trovare una soluzione laddove i colossi globali si erano fermati. Non è solo un prodotto, ma la dimostrazione che la caparbietà per la risoluzione di un problema può generare eccellenza competitiva".
Il processo, dalla produzione della rete alla plissettatura, rimane interamente localizzato in Italia. Questo controllo diretto della filiera ha permesso di immettere sul mercato migliaia di unità nei primi mesi dal lancio, confermando che la specializzazione estrema è, oggi più che mai, la vera carta vincente del Made in Italy nel mercato industriale globale.
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